Andrea Scarabelli

Andrea Scarabelli collabora con la Scuola Romana di Filosofia Politica, la Fondazione J. Evola e diverse case editrici, tra cui Edizioni Mediterranee e Solfanelli. Per Edizioni Bietti dirige la rivista «Antarès» e la collana «l’Archeometro». Suoi saggi sono apparsi su varie testate e in diversi volumi.

riviste

Le nozze mistiche tra filosofia e politica sono sempre complicate, scrisse Franco Volpi: se molti furono, durante i primi decenni del Novecento, quegli intellettuali che scelsero di scommettere su talune realtà politiche, provando a orientarle in senso metastorico e “spirituale”, d’altro canto spesso e volentieri furono ignorati – se non addirittura emarginati – da quelle stesse realtà politiche nelle quali ebbero a credere. Monadi spirituali mai allineate, perennemente eterodosse, quintessenziate da un eterno dissenso che le escluse prima dai “libri paga” dei regimi e poi dagli scranni della cultura “alta” – derubricarli, come spesso è stato fatto, ad alfieri di [...]
Tratto da Il paradosso romeno – Eliade, Cioran e la «giovane generazione» n 7/2014
Negli ultimi tempi, la critica italiana ha mostrato un’attenzione particolare a quella singolare figura che fu Ernst Jünger. Dopo decenni di scomuniche aprioristiche e ideologiche, sembra che qualcosa stia cambiando. Gli ultimi anni hanno visto una fioritura dell’interesse verso uno dei Grandi Solitari del Novecento, con la pubblicazione sia d’inediti in lingua italiana sia di studi relativi al suo pensiero. Da La questione degli ostaggi (Parma 2012) a Guerra e guerrieri (Milano 2012), contenente anche testi di Friedrich Georg Jünger; dall’ottimo studio di Luca Caddeo L’operaio di Ernst Jünger. Una visione metafisica della tecnica (Milano 2012), contenente peraltro una sezione [...]
Tratto da Il paradosso romeno – Eliade, Cioran e la «giovane generazione» n 7/2014
«Il grande Pan è morto!» Nel corso dei secoli furono in molti a smentire il terribile necrologio riportato da Plutarco: da Lorenzo de’ Medici a John Milton, dai “maledetti” Rimbaud e Mallarmé a Robert Louis Stevenson e William Butler Yeats, fino a Texeira de Pascoaes, Fernando Pessoa e Aleister Crowley. Uno dei più begli inni dedicati a Pan è però il volumetto di Arthur Machen (che con Crowley ebbe in comune la partecipazione, seppur temporanea, alla Golden Dawn, cui aderì su consiglio di Arthur Edward Waite) recentemente ristampato in edizione critica da Tre Editori. Il grande dio Pan è forse [...]
Tratto da Charles Bukowski – Tutti dicevano che era un bastardo n 11/2016

Best seller

Stato civile. Un'autobiografia
Come il Mishima delle Confessioni di una maschera, prima di accedere alla maturità, Pierre Drieu La Rochelle avverte l’urgenza di chiudere [...]

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