Andrea Scarabelli

Andrea Scarabelli collabora con la Scuola Romana di Filosofia Politica, la Fondazione J. Evola e diverse case editrici, tra cui Edizioni Mediterranee e Solfanelli. Per Edizioni Bietti dirige la rivista «Antarès» e la collana «l’Archeometro». Suoi saggi sono apparsi su varie testate e in diversi volumi.

riviste

Parigi, 1465. Nel vicolo d’Amboise lavo­ra un orologiaio, giunto da Oriente. Vive miseramente, frequenta gli zingari, gira voce sia ricchissimo. Tra l’altro, sembra che molti dei suoi clienti ringiovaniscano invece d’invecchiare. Si viene a sapere che i suoi orologi sono di un tipo particolare: le loro lancette vanno all’indietro. E così quelle biologiche di chi li possiede. I clienti formano una confraternita, cui è ammes­so solo chi conosce il terribile segreto. Un giorno vanno tutti insieme da lui: gli chie­dono di arrestare il processo. Già, perché va bene ringiovanire, ma tornare alle tur­be dell’adolescenza, all’inconsapevolezza dell’infanzia non è altrettanto gradevole. [...]
Tratto da Jorge Luis Borges – Il Bibliotecario di Babele n 12/2017
Fu allora che gli venne l’idea: «E se li filmassimo, invece di fotografarli…?». Erano le undici passate e la folla accalcata sul Naviglio Grande non voleva saperne di defluire altrove, verso un locale o una scopata, una notte insonne o un caldo letto matrimoniale a incassare altre menate da quella che una volta doveva pur essere una donna… Una serata all’insegna della noia più profonda, come tante altre, una Milano sempre più grande e altrettanto provinciale, in cerca di un alibi per svegliarsi tardi la mattina dopo, maledicendo un circolo vizioso che pure qualcuno doveva aver scelto. Armati di macchina fotografica, i due [...]
Tratto da Jorge Luis Borges – Il Bibliotecario di Babele n 12/2017
Le nozze mistiche tra filosofia e politica sono sempre complicate, scrisse Franco Volpi: se molti furono, durante i primi decenni del Novecento, quegli intellettuali che scelsero di scommettere su talune realtà politiche, provando a orientarle in senso metastorico e “spirituale”, d’altro canto spesso e volentieri furono ignorati – se non addirittura emarginati – da quelle stesse realtà politiche nelle quali ebbero a credere. Monadi spirituali mai allineate, perennemente eterodosse, quintessenziate da un eterno dissenso che le escluse prima dai “libri paga” dei regimi e poi dagli scranni della cultura “alta” – derubricarli, come spesso è stato fatto, ad alfieri di [...]
Tratto da Il paradosso romeno – Eliade, Cioran e la «giovane generazione» n 7/2014

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