Fabrizio Fogliato

Fabrizio Fogliato, torinese classe 1974, è critico cinematografico e storico del cinema. Coordinatore didattico e docente presso l’I.S. Starting Work di Como, è ideatore e curatore di festival e cineforum sul territorio lombardo, e autore di saggi su Ferrara, Haneke, Jacopetti. Ha partecipato a lavori collettanei su Roger Vadim e Pupi Avati e collaborato a «INLAND. Quaderni di cinema» (Bietti) con saggi su Bido, Soavi e Lustig.
Con la rabbia agli occhi. Itinerari psicologici del cinema criminale italiano
Il cinema criminale è un incrocio di letteratura (Gadda, Pasolini, Albinati), storia (Piazza Fontana, i “golpi bianchi”, la P2), cronaca nera (“la Banda della Magliana”, il massacro del Circeo). Matura e prende forma nel conflitto tra cittadini e delinquenti che squarcia la società italiana dal Secondo dopoguerra e genera sperequazione, fame, delatori, profittatori e parassiti. Lo stato criminale di Sciascia, il sentire mafioso, la dimensione occulta del Potere imbrattano la celluloide e travolgono il Belpaese a suon di complotti, intrighi, logge massoniche, raffiche di mitra, “stragi di Stato”, stupri collettivi, rapine a mano armata, pallottole vaganti e vittime innocenti: da tutto questo il cinema [...]
Cartaceo
ISBN: 9788882484798
€ 24.00

riviste

Racconta Aldo Lado in un’intervista concessa a Manlio Gomarasca: «Alibi perfetto è un film che avevano già montato e gli mancava solo il regista e l’aiuto regista. Io sono entrato con il film in corso e ho cercato di mettere un po’ a posto la sceneggiatura, ma era un’impresa disperata. Mentre stavo girando mi hanno chiesto di farne un altro che si chiamava Berlino ’39 [poi diretto da Sergio Sollima, nda]. Mi danno questo copione da leggere che faccio volare in giardino perché era una cagata. […] Comunque devi capire che anche i Sollima, i Lado, quando hanno bisogno di [...]
Tratto da Aldo Lado n 9/2019
Regalo di Natale (1986) è l’inizio di una storia al tempo presente, La rivincita di Natale (2004) è la riproposizione di un tempo cristallizzato in cui società, persone e ambienti sono riproduzione meccanica – incattivita, incartapecorita e inferocita – delle conseguenze di quella storia. Il primo film inizia con un fugace amplesso coniugale prima della partenza di Franco (Diego Abatantuono). Marito e moglie sono vestiti e si comunicano a vicenda che da troppo tempo non fanno l’amore: qualcosa che ha a che fare con una routine lavorativa in cui non c’è più spazio per sentimenti e corpi. Diciotto anni dopo, [...]
Tratto da Pupi Avati n 10/2019
L’epigrafe di D.H. Lawrence riassume lo spirito, la linfa antropologica e concettuale del cinema di William Lustig: «L’essenza dell’anima americana è dura, alienata, stoica, e assassina». All’elencazione di aggettivi il regista di New York ne aggiunge un quinto: «Ridicola». Non a caso Hit List. Il primo della lista (1989) diluisce, lungo la sua durata, una serie di riferimenti agli Stati Uniti presenti e passati con l’intento di demistificarne la storia e l’epica: dalle citazioni ridicole di J. Edgar Hoover («Non c’è nessuna mafia») e Nancy Reagan («Dico solo no») messe in bocca al mafioso Vic Luca e al suo tirapiedi Frank [...]
Tratto da William Lustig n 13/2020

Best seller

Autobiografia involontaria
Maurizio Nichetti è famoso come regista di Ratataplan, Ho fatto splash, Ladri di saponette, Volere volare, che sono stati visti [...]

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