Ilaria Floreano

Ilaria Floreano è nata a Desio nel 1984. Ha lavorato come redattrice per Sky Cinema e ClassLife Tv e come producer per agenzie di comunicazione milanesi. Collabora con le riviste «Film Tv», «Nocturno», «Antarès» e con il sito farefilm.it. Dopo Concerto per macchina da presa (edito da Bietti Heterotopia nel 2011) ha pubblicato Ciak, mi sposo! (GIV, 2014). Ha in corso di pubblicazione un testo sul rapporto con il cinema dell’opera pittorica di Edward Hopper e il libro a quattro mani Amori fatali (in collaborazione con Massimo Zanichelli per la casa editrice Le Mani). Dal 2011 lavora come traduttrice per la collana Bietti Heterotopia, di cui nel 2014 è diventata co-curatrice ed editor. Nel 2015 da un suo soggetto è stato tratto il cortometraggio Non senza di me, diretto da Brando De Sica e presentato al Festival del Cinema Italiano visto da Milano e ai Leoni di Cannes 2015.
Volevo dipingere la luce del sole. Vita di Edward Hopper tra pittura e cinema
Nighthawks, Morning Sun, Gas: sono tre dei quadri più conosciuti di Edward Hopper, considerato con Pollock il fondatore dell’arte americana. Le immagini di Hopper, apparentemente “semplici”, hanno contribuito a cesellare una precisa idea di America: infinita, solitaria e perturbante. Volevo dipingere la luce del sole è una biografia umana e artistica, arricchita da una ricognizione dei film che la evocano e da un inserto che mostra la vicinanza formale tra quadri e fotogrammi: per descrivere vita e opere di Hopper e come i registi più diversi – da Hitchcock a Wenders, da Cronenberg a Lynch – l’abbiano reinterpretato.
Cartaceo
ISBN: 9788882483463
€ 20.00
Ebook
ISBN: 9788882483760
€ 8.99
Béla Tarr. Il tempo del dopo
Da Nido familiare (1979) a Il cavallo di Torino (2011) – dichiarato dal regista il suo ultimo film – Béla Tarr ha forgiato un universo cinematografico innervato da un’inesausta tensione esplorativa. Dopo il fallimento dell’Ungheria socialista, analizzata attraverso lunghi primi piani e riprese febbrili, la riflessione si fa metafisica, abbraccia la dimensione umana della storia e trova nel piano sequenza la sua rappresentazione ideale. Nella prima monografia francese dedicata al cineasta ungherese, tradotta per la prima volta in italiano, Rancière indaga con una prosa immediata e vitale, dal punto di vista formale oltre che drammaturgico, le sequenze più esaustive di [...]
Cartaceo
ISBN: 9788882483272
€ 14
Ebook
ISBN:
€ 5.99
Kill Bill Diary

Kill Bill Diary

David Carradine
2011, pp. 280 Traduzione di: Ilaria FloreanoPrefazione di: Giona A. Nazzaro
Questo diario di David Carradine, come tutti i libri utili, si può leggere in molti modi. Autobiografia di una ex star al tramonto che sogna il riscatto, come making of di un capolavoro, reportage sugli aspetti meno noti e appariscenti della macchina cinema, ma anche thesaurus di curiosità e spigolature intime dal cuore dello spettacolo hollywoodiano. Persino, infine, come un ritratto trasversale di Quentin Tarantino.
Cartaceo
ISBN: 9788882482442
€ 24
Ebook
ISBN:
€ 6.99
Concerto per macchina da presa. Musica e suono nel cinema di Krzysztof Kieslowski
Nel costruire un suo personale viaggio all’interno dell’universo cinematografico di Krzysztof Kieslowski, l’autrice si concentra – come testimonia anche la presenza preziosa di uno scritto di Krzysztof Piesiewicz, sceneggiatore di fiducia del grande regista polacco – sulla drammaturgia sonora e musicale, "mostrata" attraverso la peculiare collaborazione del maestro polacco con il compositore Zbigniew Preisner e quella che sembra essere la loro riuscita più compiuta e insieme più teorica: Tre colori: Film Blu.
Cartaceo
ISBN: 9788882482404
€ 22

riviste

«Sei entrato nella mia vita come una maledizione». Maledizione, dal latino maledictio, che deriva da maledicĕre, cioè “dir male”. In dialetto romanesco si esclama “t’ha detto male” riferendosi a una condizione non proprio fortunata. E sospettiamo che in tutte le lingue del mondo sia d’uso definire “maledizione” un legame di sangue o di parentela complicato e doloroso, la cui natura lo rende però arduo sia da rescindere, sia da sopportare. Il cinema di Carlo Verdone è zeppo di relazioni-che-sembrano-maledizioni (infatti Maledetto il giorno che t’ho incontrato [1992]): che si tratti di quella tra figlio strafatto e padre conservatore (Un sacco [...]
Tratto da Carlo Verdone n 12/2019
Il piacere che si prova guardando una serie tv è, di fatto, imperscrutabile. Certo ci sono ragioni tecniche che si possono sviscerare con modelli di analisi elaborati dagli studiosi, ma in fondo il commento più giusto di fronte a un prodotto dell’ingegno è quello che riservavano i veneziani del Cinquecento alle grandi opere di Tiziano, così come riportato dai cronisti dell’epoca: «El piase». Perché con buona pace degli studiosi avevano ragione le nonne: è bello ciò che piace. E La pietra di Marco Polo (1982-1983) piase (sarà perché è girata da un veneziano d’adozione?). Di più: vanta schiere di accaniti [...]
Tratto da Aldo Lado n 9/2019
Delle metafore che la grande letteratura ci ha regalato per esprimere in una parola o poche di più ragionamenti complessi, quella della madeleine elaborata da Proust è certamente tra le più abusate, spesso da chi – di Alla ricerca del tempo perduto – non ha letto nemmeno un rigo. Chi l’ha fatto, sa che di “detonatori della memoria” il francese ne sperimenta diversi oltre alla famigerata conchiglietta: il muro giallo nella Veduta di Delft di Vermeer; la frase musicale dalla Sonata per pianoforte e violino di Vinteuil; a volte gli basta inciampare in un pietrino. Ci vien da pensare che se [...]
Tratto da Pupi Avati n 10/2019

Best seller

Autobiografia involontaria
Maurizio Nichetti è famoso come regista di Ratataplan, Ho fatto splash, Ladri di saponette, Volere volare, che sono stati visti [...]

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