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Totalità: «Ancora su un libro di Giovanni Sessa»
Con malcelata amarezza, Roberto Melchionda (autore, sia detto per inciso, di un memorabile libro sulla filosofia evoliana, Il volto di Dioniso), oramai più di un quindicennio fa, notava come nell’area culturale non conformista italiana la filosofia non fosse attività “di casa”, aggiungendo che tale “deficit”, a suo parere “difficilmente negabile”, fosse al contempo “un’anomalia storica e un controsenso teorico”. Anomalia storica e controsenso teorico, perché di certo non erano mancati robusti precedenti, da Gentile a Evola e a Locchi, tanto per fare qualche nome (ma ricordo anche, en passant, l’importanza di Giuseppe Rensi nella ricostruzione delle origini dell’ideologia fascista, ad [...]
Barbadillo: «La vita di Andrea Emo, angelo prigioniero nel tempo»
Riscoprire lo stupore filosofico, l’entusiasmo delle Muse danzanti nel cerchio eternamente ritornante, la meraviglia dell’equilibrio sintonizzato con il respiro cosmico. É questo il profondo apporto sapienziale che avvolge lo spirito del lettore al termine del confronto con l’ultimo saggio di Giovanni Sessa, La meraviglia del nulla. L’opera svolge efficacemente un serrato confronto con il pensiero di un gigante della filosofia italiana novecentesca di cui il saggio diviene un rilancio culturale e un approfondito dialogo con gli studi scientifici relativi all’abissalità teoretica del pensatore, condotti da intellettuali quali Massimo Cacciari, Massimo Donà, Giulio Giorello e Romano Gasparotti. Il volume delinea così un quadro complesso e [...]
Il Giornale: «Caro Solinas, gli ultimi mohicani non sono pochi»
Al di là di quel che egli stesso pensa, Stenio Solinas ha molti compagni di solitudine e non solo tra gli scrittori degli anni Trenta. A sentirsi ultimo dei mohicani, per citare il titolo del suo pamphlet in uscita, sono, o siamo, in tanti. Pochi rispetto al resto, tanti rispetto alla nostra solitudine. Condividiamo i suoi giudizi e le sue amarezze, la lontananza con disgusto da questo presente, pur salvando ben poco di quel passato che ci vide giovani e che fu scandito in due epoche: l’epoca feroce che s’inaugurò alla fine degli anni Sessanta con il Sessantotto e che durò nel [...]
Il Giornale: «Ma nelle riserve vivono soprattutto i veri liberali»
Leggendo Gli ultimi Mohicani. Quel che resta della politica di Stenio Solinas, si ha la riconferma che nel nostro paese c’è una cultura di destra. Sarà minoritaria ma c’è, ed è una cultura libera e spregiudicata, di ricci e non di volpi. Commentando il verso di Archiloco «la volpe sa molte cose, ma il riccio ne sa una grande», Isaiah Berlin rilevava il «grande divario tra coloro, da una parte, che riferiscono tutto a una visione centrale, a un sistema più o meno coerente o articolato», i ricci appunto, «e coloro che perseguono molti fini, spesso disgiunti e contraddittori, non [...]
Gazzetta di Parma: «Morte le ideologie, resta solo un’italica tragicommedia»
Attenti a quei due! Che ci fanno Maurizio Cabona e Stenio Solinas in un paesino sperduto della Sicilia, a presentare un libro in un circolo Arci? Cos’è successo? Si sono avverate le parole del profeta Isaia (11,6-8) e «il lupo dimora insieme con l’agnello, la pantera si sdraia accanto al capretto, il vitello e il leoncello pascolano insieme», ecc.? O il katékon di Massimo Cacciari ha smesso di frenare il sistema dalla sua inevitabile, costante deriva e si approssima l’Apocalisse? Insomma, si parla di quelli che furono i più colti, intelligenti, sofisticati esponenti della (minoritaria per definizione) Nuova Destra e [...]
ApuliaNews: «La destra che voleva la Luna…»
Forse con un po’ di ironia, il titolo di questa recensione riprende il nome dell’autobiografia politica di Ingrao, il leader della corrente di Sinistra all’interno del Partito Comunista Italiano del periodo repubblicano. Al di là di battute ed etichettature, il libro di Stenio Solinas, “Gli ultimi Mohicani. Quel che resta della politica” (Bietti, 2013), racconta un percorso concettualmente simile, benché all’interno di un’opposta cultura politica: cambiare la Destra (non la Sinistra), standovi al di dentro, nella materialità delle sue contraddizioni e nei limiti delle sue classi dirigenti – sempre che si siano prodotte classi dirigenti, e non piccoli apparati transitati attraverso fasi, [...]
Barbadillo: «Perché siamo testimoni della fine della politica»
Ha ancora senso parlare di politica, scrivere di politica, discutere di politica, accapigliarsi per la politica, amare la politica, odiare la politica, vivere di politica? Ha ancora senso tutto ciò quando la politica non c’è più? È la domanda di fondo che sottintende al saggio di Stenio Solinas uscito da pochi giorni per Bietti Edizioni, Gli ultimi mohicani, che ha l’esplicito sottotitolo Quel che resta della politica. Una breve analisi di una sessantina di pagine sulla contemporaneità, al quale seguono altrettante pagine di déja vu, in buona parte autobiografiche, non a caso definite dall’autore «Come eravamo» e dedicate agli Anni Settanta e Ottanta. Solinas non [...]
CalabriaOnWeb: «Politica: istruzioni per l’uso. L’acuminato pamphlet di Stenio Solinas»
Comunque la pensiate leggere un pamphlet come questo istruisce e soccorre. Ma non lascia neanche un resto di speranza, un’ombra di belle illusioni per chi crede ancora che la politica sia qualcosa di più serio e appassionante di una sterile recita tra caste di privilegiati e populismi fintamente opposti, privi di idealità, di ancoraggio sociale e di visione del mondo. Come accade oggi tristemente in Italia. Gli ultimi Mohicani è un bel libro di Stenio Solinas. Solinas è giornalista e scrittore, responsabile di pagine culturali, inviato speciale de Il Giornale. È un giramondo e un narratore colto e sofisticato di viaggi intrapresi a disegnare [...]
IntelligoNews: «Solinas, gli ultimi Mohicani e il racconto di una generazione»
“È meglio avere dei pentimenti che dei rimpianti”, recita un vecchio adagio. Beh, non sappiamo se quelli che Stenio Solinas consegna a “Gli ultimi Mohicani” (Bietti, pp. 122, euro 13) abbiano più il colore degli uni o degli altri. Forse siamo di fronte a una tessitura policroma, a futura memoria o a presente ammonizione. Perché Stenio, mescolando irriverenza e disincanto, amarezza e ironia, struggente nostalgia e polemico fervore, racconta la sua, la nostra generazione, che, diciamolo in maniera brutalmente “tranchant”, nacque “mohicana” e probabilmente “mohicana” morirà. E, se volete squarciare il velo metaforico, andate a leggervi il romanzo di James Fenimore [...]
Il Foglio: «Gli ultimi Mohicani»
Fu una sera, in un circolo Arci della Sicilia profonda. Stenio Solinas, intellettuale di destra, partecipava a un dibattito. Un uomo cieco, appoggiato a un bastone, protesta: “Ma chi minchia andiamo invitando? Mica mi incantano, sempre fascisti sono”. Appoggiato al suo bastone bianco, l’uomo “fissa” Solinas che fuma un sigaro. “Sentisti?”, gli dice. “Sì, è senza offesa siete come l’ultimo dei Mohicani”, la risposta. E quello, ridendo: “Sono? E voi allora? Siamo gli ultimi Mohicani”. Superstiti. Ultimi di una specie. Condizione di sopravvissuti. La risposta dell’uomo scatena in Solinas una sorta di amaro, affascinante amarcord. “La mia è stata l’ultima generazione [...]

Ultimi post dal blog

Il “Fotogramma Bietti” di Andrea Scarabelli (con prefazione di Claudio Bartolini) va a completare la riflessione su Voci notturne presente nel best seller targato Bietti Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati, di Ruggero Adamovit e Claudio Bartolini (2009, 2019, 2025) che firma la prefazione al volumetto. 30 anni fa (autunno 1995), con una programmazione travagliata, la Rai trasmise Voci Notturne, sceneggiato in 5 puntate del già celebre Pupi Avati, ancora vergine di una certa filmografia anni 2000 che ha fatto storcere il naso, nel tempo, a tutti gli amanti del Pupi ‘gotico’ (l’anno seguente, per intenderci, uscì L’Arcano Incantatore, 1996). [...]
Bruno Grillo, giornalista e saggista napoletano di cinema e musica, ha dedicato uno studio al rapporto tra Aldo Fabrizi e Roberto Rossellini intitolato Fabrizi e Rossellini. Un'amicizia sul set del Neorealismo, pubblicato per la Bietti nella collana "Fotogrammi" (pp. 97, euro 6,99). Dopo una bella prefazione di Roberto Lasagna, l'autore si addentra in un rapporto particolare tra il grande attore e il Maestro del Neorealismo, un feeling artistico profondo sia pure con due sole collaborazioni per capolavori come Roma città aperta (1945) e Francesco, giullare di Dio (1951). Due film molto diversi di Rossellini, due personaggi molto diversi e due interpretazioni molto diverse di [...]
La macchina-mente del cinema criminale italiano Con la rabbia agli occhi è un’opera che affronta il cinema criminale italiano non come un semplice genere, ma come un dispositivo psicologico e culturale. Fogliato si muove, pagina dopo pagina, con la precisione di un montatore che non si limita ad assemblare immagini, ma le disinnesca e le ricarica di senso. L’approccio è quello di un teorico che conosce profondamente la grammatica filmica e, allo stesso tempo, di uno storico capace di leggere nei fotogrammi il respiro di un Paese. Fin dalle prime pagine, emerge un asse portante che ricorda i grandi studi sul cinema [...]

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François Ozon

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Inland n. 2/2016
Il secondo numero di INLAND è il primo volume dedicato in Italia a François Ozon. Regista tra i generi, firma sfuggente all’etichetta d’autore, nei suoi film Ozon fa riverberare echi [...]
Fiume Diciannove - Il Fuoco sacro della Città di Vita
1919-2019. Un secolo fa Gabriele d’Annunzio entrava in Fiume d’Italia, dando vita a quella che sarebbe stata una rivoluzione durata cinquecento giorni. Un’atmosfera febbricitante e festosa, ma anzitutto sacra, qui [...]
Aldo Lado

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Inland n. 9/2019
Quello che stringete tra le mani è il numero più complesso, stratificato, polisemantico del nostro – vostro – INLAND. Quaderni di cinema. Lo è innanzitutto grazie al parco autori, mai [...]
Dylan Dog - Nostro orrore quotidiano
Detective dell’Occulto, Indagatore dell’Incubo, Esploratore di Pluriversi: come definire altrimenti Dylan Dog, dal 1986 residente al n. 7 della londinese Craven Road? Le sue avventure – che affrontano tutti gli [...]
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. [...]
William Lustig

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Inland n. 13/2020
Gennaio 2015, riunone di redazione: si discute a proposito della nascita di INLAND. Quaderni di cinema. A chi dedicare i primi tre numeri? Idee tante, unanimità poca. Restano quattro progetti, [...]
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia [...]
Rote Armee Fraktion

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Inland n. 18/2024
GRATUITO PER I NOSTRI LETTORI UN ESTRATTO DELLA COPIA DIGITALE DI QUESTO NUOVO INLAND E ALCUNI TESTI DA LEGGERE ONLINE Due anni fa, nel concepire il nuovo corso di INLAND, con [...]
Antonio Bido

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Inland n. 11/2019
Girata la boa del decimo numero, INLAND. Quaderni di cinema compie altri due significativi passi in avanti. Innanzitutto ottiene il passaporto. A rilasciarlo è stato il Paradies Film Festival di Jena [...]
Carlo & Enrico Vanzina

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Inland n. 7/2018
INLAND. Quaderni di cinema numero #7 nasce nell’ormai lontano dicembre 2017, in un bar di Milano dove, di fronte al sottoscritto, siede Rocco Moccagatta, firma di punta di tutto quel [...]
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Inland n. 3/2017
È da tempo che noi di INLAND pensiamo a una monografia dedicata a Lav Diaz. Doveva essere il numero #1, l’avevamo poi annunciato come #2, l’abbiamo rimandato in entrambe le [...]
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Inland n. 16/2023
Lo specchio è un simbolo polisemantico. Investe la sfera delle apparenze, ma anche quella dei significa(n)ti. Chiama in causa l’estetica, la filosofia e, insieme, la psichiatria. È l’uno che contiene [...]
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Inland n. 14/2022
Febbraio 2020. Inland. Quaderni di cinema numero #13 va in stampa con una nuova veste. Brossura, dorso rigido, grammatura della copertina aumentata. Il numero è dedicato a William Lustig, alfiere [...]
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie [...]
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Inland n. 1/2015
Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e [...]
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Inland n. 10/2019
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Philip K. Dick - Lui è vivo, noi siamo morti
Celebrato in film, fumetti e serie tv, Philip K. Dick ha stregato gli ultimi decenni del XX secolo. Ma il suo immaginario era talmente prodigioso che, a furia di sondare [...]
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Inland n. 5/2017
Giunto al quinto numero, INLAND. Quaderni di cinema affronta uno snodo cruciale, fatto di significative ed emblematiche svolte che segnano uno scarto, un’apertura rispetto alla precedente linea editoriale. Innanzitutto la scelta del [...]
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Inland n. 12/2019
"Vi ho chiesto di mettere la mia moto Honda Nighthawk in copertina perché su quella moto c'è passato il cinema italiano. Su quella moto io sono andato e tornato da [...]
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Inland n. 8/2019
Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto [...]
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L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta [...]
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Inland n. 15/2022
Tutto è nato da Occhiali neri (2022). Dalla sua visione, certo, ma anche dal dibattito che il film ha riaperto a proposito di Dario Argento e di tutto ciò che [...]
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un [...]
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato [...]
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Inland n. 4/2017
Perché Nicolas Winding Refn? La risposta è semplice: perché, piaccia o no, è un autore che, più di altri, oggi ha qualcosa da dire. Sebbene sempre più distante dalle logiche [...]
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Inland n. 6/2018
Il nuovo corso di INLAND. Quaderni di cinema, inaugurato dal numero #5, dedicato a Sergio Martino, è contraddistinto da aperture al cinema italiano, al passato, a trattazioni che possano anche [...]