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L'arte invisibile del montaggio. Intervista a Valerio Bonelli
Bravo Valerio Bonelli, che se un personaggio piange troppo lo taglia. Chapeau. "Se un personaggio tende a piangere troppo, lo taglio di netto". Valerio Bonelli può farlo, lavora al cinema come montatore. Bravo, perché subito precisa: "Non è importante insistere sul suo sguardo bagnato di lacrime. L'importante è commuovere lo spettatore". Bravissimo, perché ha lavorato quasi un anno sulla docuserie "SanPa" diretta da Cosima Spender (sua moglie, figlia dello scultore Matthew Spender, a sua volta figlio del poeta Stephen Spender). In corso d'opera, le puntate da sei sono state ridotte a cinque, e i 19 intervistati sono stati ridotti a 15. Ottimo. [...]
Se Rose gli facesse spazio, Jack si salverebbe? Finali alternativi di grandi film
Ammettiamolo, è stata una delusione cocente. Tutti, guardando Titanic, abbiamo sognato che Jack-Leonardo DiCaprio potesse starci su quel benedetto legno accanto a Rose-Kate Winslet, e abbracciati si salvassero dal gelo. E invece il finale alternativo del film di James Cameron, diventato virale pochi giorni fa, è un papocchio ridicolo dove l’unica cosa che conta è l’inestimabile collana di Rose e l’avidità che suscita. Ma c’è chi quel finale lo ha riscritto diversamente, in un libro uscito per bizzarra coincidenza proprio mentre i social impazziscono per quella brutta versione ritrovata e si scatenano in commenti al vetriolo. Rose salva Jack, ma [...]
L'arte invisibile del montaggio. Intervista a Valerio Bonelli
È, senza rimpianti, “un cervello in fuga”. Valerio Bonelli, napoletano, 45 anni, ha lasciato l’Italia per Londra per studiare cinema, e a ventuno si è ritrovato nella sala di montaggio del Gladiatore di Ridley Scott, assistente del due volte premio Oscar Pietro Scalia. Un’esperienza volano per una carriera folgorante da montatore dei film di Stephen Frears e Joe Wright (sta lavorando al suo Cyrano). Ma a far parlare, di recente, è un documentario: SanPa, la serie Netflix su San Patrignano diretta da sua moglie Cosima Spender. Ne discuterà stasera alle 19 in diretta web sulla pagina Facebook di Bietti, la casa editrice [...]
Dragoncelli di fuoco. Il primo (non) film di Paolo Sorrentino
Anni Novanta. Esterno giorno. La macchina da presa, a mezza figura, inquadra cinque corpi. Cinque uomini sono radunati sul balconcino. Sembrano allegri, coscienti non del tutto. Nel mucchio, c'è Popi così come gli amici chiamano Paolo Sorrentino. Il cineasta, lo sceneggiatore, lo scrittore, il regista premio Oscar 2014 per il lungometrggio La grande bellezza. Indossa una t-shirt e ancora non sa nulla del suo destino di passerelle, riconoscimenti, spot pubblicitari, serie tv, copioni, festival internazionali, galà. Eppure lo sogna e lo desidera. E tenta, con la complicità di amici fidati - il primo esperimento nel 1994. Una commedia surreal-gastronomica intitolata Dragoncelli di [...]
7 chiavi per Ennio Morricone / Bietti Fotogrammi #1
La musica è una stanza chiusa ed Ennio ne ha la chiave: è sempre bello poter celebrare la nascita di una nuova collana di libri dedicata al cinema, specie in questo periodo della storia dell'uomo in cui, pandemia o no, la lettura non pare essere una necessità. Bietti ha aperto da qualche tempo, sotto la supervisione di Ilaria Floreano, Fotogrammi, collana di libri brevi e agili, per contenuti e per forma, che vuole riavvicinare alla forma saggio e alle sue molte derivazioni chi magari se ne era allontanato, con libri pensati per il digitale ma stampabili su richiesta. Ad aprire la [...]
Edgar Reitz. Uno sguardo fatto di tempo
Il regista tedesco è al centro di un’opera che narra la sua carriera in maniera estremamente dettagliata, focalizzandosi sia sulla famosa serie di film da lui ideata, sia sui suoi lavori meno noti. “Il ricordare è un atto creativo” si legge sulla quarta di copertina di Edgar Reitz: Uno sguardo fatto di tempo. Le parole del cineasta esprimono in maniera chiara quella che da sempre è la sua poetica, sublimata con il famoso e acclamato Heimat, film in 11 episodi (per una durata totale di 924 minuti) del 1984 che ha dato vita ad una vera e propria saga di fama [...]
Dragoncelli di fuoco. Il primo (non) film di Paolo Sorrentino
Vincitore di quattro European Film Awards, un Premio Bafta, cinque David di Donatello, otto Nastri d'argento. Nel 2014 il suo film "La grande bellezza" vince sia l'Oscar per il miglior film straniero, sia il Golden Globe per il miglior film straniero. Stiamo parlando di Paolo Sorrentino, uno dei registi e sceneggiatori più quotati ed amati del momento. Non solo per il suo talento, ma anche per la sua storia personale che lo vede emergere dalla sua condizione di orfano in una Napoli come sempre vivace e ricca di colpi di scena. S'ispira a tutto questo l'ultimo libro di Stefano Loparco, [...]
DreamWorks Animation. Il lato chiaro della luna
Quando si parla di grandi case di produzione americane specializzate nel cinema d'animazione, i nomi che vengono subito in mente sono quelli della Disney e della Pixar. In particolare quest'ultima (che dal 2006 appartiene proprio alla Walt Disney), che sin dal primo lungometraggio, «Toy Story», ha sempre suscitato grande interesse nella critica, ottenuto consensi spesso unanimi, portando alla nascita di tanti studi e analisi relative ai capolavori realizzati. Forse anche per questo, la sua “rivale”, la DreamWorks Animation, non ha avuto sempre la giusta attenzione: la collana Bietti Heterotopia (specializzata in ottimi libri sul [...]
Edgar Reitz. Uno sguardo fatto di tempo
Edgar Reitz è uno dei registi più rappresentativi del cinema tedesco contemporaneo, tra i creatori del “Manifesto di Oberhausen”, il Nuovo Cinema Tedesco (1962) di cui Reitz è uno dei massimi esponenti insieme a Kluge, Fassbinder, Herzog, Wenders (solo per citare i più conosciuti). Raccontare Reitz è raccontare una parte di storia del cinema tedesco e contemporaneamente, grazie alla sua serie ' il ciclo di Heimat', è il modo di ripercorrere tramite i ricordi, gli affetti, il concetto del tempo e il rapporto tra campagna e città, tutta la storia della Germania del Novecento. Impresa tanto complicata quanto affascinante di [...]
Regalo di Natale. Sceneggiatura, testimonianze, fotografie
Il vero «Regalo di Natale» è sempre l’amicizia. Esce un libro sul film capolavoro (1986) di Pupi Avati. Ecco come Abatantuono prese il posto di Lino Banfi... Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo uno stralcio di Ricordo di un amico di Antonio Avati. Lo scritto precede la sceneggiatura di Regalo di Natale, il film di Pupi Avati del 1986 con Diego Abatantuono e Carlo Delle Piane. Regalo di Natale. Sceneggiatura, testimonianze, fotografie di Pupi & Antonio Avati esce per Bietti (pagg. 160, euro 25). Soldi, donne, amici. Ci puoi provare, ma non decidi tu cosa viene prima. Se ti farà soffrire di più [...]