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Il Giornale: «Caro Solinas, gli ultimi mohicani non sono pochi»
Al di là di quel che egli stesso pensa, Stenio Solinas ha molti compagni di solitudine e non solo tra gli scrittori degli anni Trenta. A sentirsi ultimo dei mohicani, per citare il titolo del suo pamphlet in uscita, sono, o siamo, in tanti. Pochi rispetto al resto, tanti rispetto alla nostra solitudine. Condividiamo i suoi giudizi e le sue amarezze, la lontananza con disgusto da questo presente, pur salvando ben poco di quel passato che ci vide giovani e che fu scandito in due epoche: l’epoca feroce che s’inaugurò alla fine degli anni Sessanta con il Sessantotto e che durò nel [...]
Il Giornale: «Ma nelle riserve vivono soprattutto i veri liberali»
Leggendo Gli ultimi Mohicani. Quel che resta della politica di Stenio Solinas, si ha la riconferma che nel nostro paese c’è una cultura di destra. Sarà minoritaria ma c’è, ed è una cultura libera e spregiudicata, di ricci e non di volpi. Commentando il verso di Archiloco «la volpe sa molte cose, ma il riccio ne sa una grande», Isaiah Berlin rilevava il «grande divario tra coloro, da una parte, che riferiscono tutto a una visione centrale, a un sistema più o meno coerente o articolato», i ricci appunto, «e coloro che perseguono molti fini, spesso disgiunti e contraddittori, non [...]
Gazzetta di Parma: «Morte le ideologie, resta solo un’italica tragicommedia»
Attenti a quei due! Che ci fanno Maurizio Cabona e Stenio Solinas in un paesino sperduto della Sicilia, a presentare un libro in un circolo Arci? Cos’è successo? Si sono avverate le parole del profeta Isaia (11,6-8) e «il lupo dimora insieme con l’agnello, la pantera si sdraia accanto al capretto, il vitello e il leoncello pascolano insieme», ecc.? O il katékon di Massimo Cacciari ha smesso di frenare il sistema dalla sua inevitabile, costante deriva e si approssima l’Apocalisse? Insomma, si parla di quelli che furono i più colti, intelligenti, sofisticati esponenti della (minoritaria per definizione) Nuova Destra e [...]
ApuliaNews: «La destra che voleva la Luna…»
Forse con un po’ di ironia, il titolo di questa recensione riprende il nome dell’autobiografia politica di Ingrao, il leader della corrente di Sinistra all’interno del Partito Comunista Italiano del periodo repubblicano. Al di là di battute ed etichettature, il libro di Stenio Solinas, “Gli ultimi Mohicani. Quel che resta della politica” (Bietti, 2013), racconta un percorso concettualmente simile, benché all’interno di un’opposta cultura politica: cambiare la Destra (non la Sinistra), standovi al di dentro, nella materialità delle sue contraddizioni e nei limiti delle sue classi dirigenti – sempre che si siano prodotte classi dirigenti, e non piccoli apparati transitati attraverso fasi, [...]
Barbadillo: «Perché siamo testimoni della fine della politica»
Ha ancora senso parlare di politica, scrivere di politica, discutere di politica, accapigliarsi per la politica, amare la politica, odiare la politica, vivere di politica? Ha ancora senso tutto ciò quando la politica non c’è più? È la domanda di fondo che sottintende al saggio di Stenio Solinas uscito da pochi giorni per Bietti Edizioni, Gli ultimi mohicani, che ha l’esplicito sottotitolo Quel che resta della politica. Una breve analisi di una sessantina di pagine sulla contemporaneità, al quale seguono altrettante pagine di déja vu, in buona parte autobiografiche, non a caso definite dall’autore «Come eravamo» e dedicate agli Anni Settanta e Ottanta. Solinas non [...]
CalabriaOnWeb: «Politica: istruzioni per l’uso. L’acuminato pamphlet di Stenio Solinas»
Comunque la pensiate leggere un pamphlet come questo istruisce e soccorre. Ma non lascia neanche un resto di speranza, un’ombra di belle illusioni per chi crede ancora che la politica sia qualcosa di più serio e appassionante di una sterile recita tra caste di privilegiati e populismi fintamente opposti, privi di idealità, di ancoraggio sociale e di visione del mondo. Come accade oggi tristemente in Italia. Gli ultimi Mohicani è un bel libro di Stenio Solinas. Solinas è giornalista e scrittore, responsabile di pagine culturali, inviato speciale de Il Giornale. È un giramondo e un narratore colto e sofisticato di viaggi intrapresi a disegnare [...]
IntelligoNews: «Solinas, gli ultimi Mohicani e il racconto di una generazione»
“È meglio avere dei pentimenti che dei rimpianti”, recita un vecchio adagio. Beh, non sappiamo se quelli che Stenio Solinas consegna a “Gli ultimi Mohicani” (Bietti, pp. 122, euro 13) abbiano più il colore degli uni o degli altri. Forse siamo di fronte a una tessitura policroma, a futura memoria o a presente ammonizione. Perché Stenio, mescolando irriverenza e disincanto, amarezza e ironia, struggente nostalgia e polemico fervore, racconta la sua, la nostra generazione, che, diciamolo in maniera brutalmente “tranchant”, nacque “mohicana” e probabilmente “mohicana” morirà. E, se volete squarciare il velo metaforico, andate a leggervi il romanzo di James Fenimore [...]
Il Foglio: «Gli ultimi Mohicani»
Fu una sera, in un circolo Arci della Sicilia profonda. Stenio Solinas, intellettuale di destra, partecipava a un dibattito. Un uomo cieco, appoggiato a un bastone, protesta: “Ma chi minchia andiamo invitando? Mica mi incantano, sempre fascisti sono”. Appoggiato al suo bastone bianco, l’uomo “fissa” Solinas che fuma un sigaro. “Sentisti?”, gli dice. “Sì, è senza offesa siete come l’ultimo dei Mohicani”, la risposta. E quello, ridendo: “Sono? E voi allora? Siamo gli ultimi Mohicani”. Superstiti. Ultimi di una specie. Condizione di sopravvissuti. La risposta dell’uomo scatena in Solinas una sorta di amaro, affascinante amarcord. “La mia è stata l’ultima generazione [...]
Il Giornale: «Se per Bradbury la fantascienza è anti-moderna»
Ray Bradbury (1920-2012) è uno dei grandi maestri della letteratura fantascientifica: autore di capolavori come Cronache marziane e soprattutto Fahrenheit 451 , è stato anche un prolifico produttore teatrale, un efficace consulente di urbanistica e un apprezzato sceneggiatore per registi del calibro di Alfred Hitchcock e John Huston, per cui scrisse il copione di Moby Dick. Meno conosciuto è il suo lato di acuto polemista e brillante critico della società, aspetto, questo, che emerge nelle sue numerose interviste -nell'arco di sessant'anni di carriera sono più di duecento- le più significative delle quali sono raccolte in un volume curato da Gianfranco de [...]

Ultimi post dal blog

In occasione del compleanno di Matthew MacFadyen (Great Yarmouth, 17 ottobre 1974), indimenticato Mr Darcy e Oblonsky rispettivamente in Orgoglio e pregiudizio e Anna Karenina di Joe Wright, vi proponiamo il montaggio dedicato alla cinematografia del regista britannico dalla co-curatrice di Bietti Heterotopia per promuovere il suo numero #30: "Joe Wright. La danza dell'immaginazione, da Jane Austen a Winston Churchill" di Elisa Torsiello, con prefazione del premio Oscar Dario Marianelli e postfazione del direttore della fotografia Seamus McGarvey. [embed]https://youtu.be/Ug5MtNLGAUs[/embed]    
11 Settembre 2001. Sembra quasi superfluo sottolineare come questa data, col suo carico di orrore e violenza, abbia sconvolto per sempre la società occidentale del XXI secolo. La morte di migliaia di persone, che tutti hanno potuto vedere in diretta televisiva, ha avuto un impatto psicologico di portata mondiale. Così come lo hanno avuto tutti gli eventi che ne sono seguiti: le guerre in Iraq e Afghanistan, la scoperta delle torture nel carcere di Abu Graib, la recrudescenza della xenofobia, la grande crisi economica. Una cicatrice che ancora oggi segna profondamente l’Occidente E il cinema, che si rapporta sempre alla società [...]
È da poco uscito nelle sale cinematografiche Il signor Diavolo, ultimo lavoro di Pupi Avati, il cui successo cinquantennale non è forse dovuto solo a fattori tecnici ma a una precisa «visione del mondo» sottesa alla sua produzione. Il film è stato accompagnato da due pubblicazioni, edite da Bietti: Il gotico padano, di Claudio Bartolini e Ruggero Adamovit, e un numero monografico in edizione limitata, numerata e autografata di INLAND. Quaderni di cinema, che affronta il mondo avatiano a 360 gradi, soffermandosi in particolare su questa «visione del mondo», tesa tra folklore e immaginario, Medioevo e modernità, le assolate distese [...]

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François Ozon

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Inland n. 2/2016
Il secondo numero di INLAND è il primo volume dedicato in Italia a François Ozon. Regista tra i generi, firma sfuggente all’etichetta d’autore, nei suoi film Ozon fa riverberare echi [...]
Aldo Lado

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Inland n. 9/2019
Quello che stringete tra le mani è il numero più complesso, stratificato, polisemantico del nostro – vostro – INLAND. Quaderni di cinema. Lo è innanzitutto grazie al parco autori, mai [...]
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. [...]
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia [...]
Antonio Bido

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Inland n. 11/2019
Girata la boa del decimo numero, INLAND. Quaderni di cinema compie altri due significativi passi in avanti. Innanzitutto ottiene il passaporto. A rilasciarlo è stato il Paradies Film Festival di Jena [...]
Carlo & Enrico Vanzina

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Inland n. 7/2018
INLAND. Quaderni di cinema numero #7 nasce nell’ormai lontano dicembre 2017, in un bar di Milano dove, di fronte al sottoscritto, siede Rocco Moccagatta, firma di punta di tutto quel [...]
Lav Diaz

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Inland n. 3/2017
È da tempo che noi di INLAND pensiamo a una monografia dedicata a Lav Diaz. Doveva essere il numero #1, l’avevamo poi annunciato come #2, l’abbiamo rimandato in entrambe le [...]
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie [...]
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Inland n. 1/2015
Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e [...]
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Inland n. 5/2017
Giunto al quinto numero, INLAND. Quaderni di cinema affronta uno snodo cruciale, fatto di significative ed emblematiche svolte che segnano uno scarto, un’apertura rispetto alla precedente linea editoriale. Innanzitutto la scelta del [...]
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Inland n. 12/2019
"Vi ho chiesto di mettere la mia moto Honda Nighthawk in copertina perché su quella moto c'è passato il cinema italiano. Su quella moto io sono andato e tornato da [...]
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Inland n. 8/2019
Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto [...]
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L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta [...]
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«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un [...]
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato [...]
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Perché Nicolas Winding Refn? La risposta è semplice: perché, piaccia o no, è un autore che, più di altri, oggi ha qualcosa da dire. Sebbene sempre più distante dalle logiche [...]
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Il nuovo corso di INLAND. Quaderni di cinema, inaugurato dal numero #5, dedicato a Sergio Martino, è contraddistinto da aperture al cinema italiano, al passato, a trattazioni che possano anche [...]