Sognatori di tutto il mondo, unitevi!

Mitsuharu Hirose
Walt Disney – Il mago di Hollywood n. 10/2015
Sognatori di tutto il mondo, unitevi!

Tra i molteplici temi che Mircea Eliade fa emergere nei tre racconti polizieschi raccolti nel volumetto Dayan emerge con particolare evidenza la contrapposizione tra individuo, mito ed irrazionalità, da un lato, e, dall’altro, omologazione, realtà e logica. Composti in esilio tra il 1975 e il 1982, riflettono la condizione di un intellettuale del Vecchio Mondo negli Stati Uniti, ma costantemente immerso nel suo passato, come se l’anelito verso la terra d’origine e l’opprimente controllo del regime romeno non potessero abbandonarlo nemmeno oltreoceano. Pochi ambigui personaggi, coinvolti in eventi straordinari ed inaspettati, rincorrono una propria spiegazione ai misteri che via via si sviluppano, trovandosi sempre incalzati da un’entità tanto astratta quanto concreta nei suoi uomini e metodi: la Securitate, occhio del regime di Ceaușescu mosso dall’utopico scopo di asservire tutti ad un’unica ideologia, che dirige il proprio sguardo su ogni compagno, per individuare e stroncare sul nascere qualunque comportamento che minacci il potere costituito. I suoi agenti sono ovunque e non hanno paura di impiegare a fondo le proprie immense risorse, questionando chi, più vittima degli eventi che responsabile, si trova a vivere esperienze straordinarie rispetto all’alienante normalità di regime. Paranoici fino all’inverosimile, ossessionati da ogni potenziale minaccia alla sicurezza dello Stato, questi agenti sono imprigionati negli schemi della propria logica, nella perpetua convinzione che l’individuo ed il mondo si esauriscano all’interno delle dinamiche della razionalità. Questi racconti negano pertanto l’onnipotenza della polizia di Stato comunista, resa fallimentare da tale errore d’impostazione, mettendone in discussione la stessa ragion d’essere. Gli uomini dei servizi cercano ostinatamente un filo conduttore razionale dietro alle parole di Constantin Orobete, che sostiene di esser stato avvicinato da Ahasverus, il mitologico Ebreo Errante; interrogano Pantelimon, insospettiti dall’apparizione di copie contraffatte del giornale «Scînteia», organo ufficiale del partito, nei cui articoli vengono alterate alcune parole (Sognatori di tutto il mondo unitevi!) per scopi talmente oscuri da escludere addirittura l’idea di un complotto; sospettano che degli esiliati romeni in Francia possano essere coinvolti nelle misteriose sparizioni di alcuni camion, ma solo fintantoché gli interessi o le direttive dei superiori li spingono ad occuparsene. Dall’altra parte troviamo invece gli indagati: sorpresi dall’irrazionalità contro cui combatte la Securitate e abbandonati a loro stessi, l’unico apparato di cui possono disporre è la loro umanità, fatta di pensieri e sensazioni. Il protagonista di Dayan segue Ahasverus verso la comprensione della leggendaria Equazione ultima, in un percorso che per la polizia di regime è spiegabile solo in chiave psichiatrica. Ne La mantella Pantelimon non comprende il complotto che lo coinvolge e se ne interroga, quasi come se la Securitate fosse riuscita ad insinuarsi nella sua mente, influenzandone con i suoi metodi il pensiero. Allo stesso modo, ne All’ombra di un giglio… Mărgărit non capisce come diversi eventi e persone possano essere collegati da una misteriosa frase, così potente da evocare la fine dell’esilio. Tanto la Securitate (o la polizia francese, in quest’ultimo racconto) quanto i personaggi ad essa contrapposti hanno limiti insormontabili, legati alla loro individualità; è proprio grazie a questi, ci insegna Eliade, che possono intuire come forse di ogni cosa possa esistere un’altra dimensione. Mircea Eliade, Dayan e altri racconti, a cura di Horia Corneliu Cicortaș, Edizioni Bietti, Milano 2015, pp. 200, € 16,00.

[Vai all'indice]

Scarica il pdf

Ultime uscite

François Ozon

François Ozon

Inland n. 2/2016
Il secondo numero di INLAND è il primo volume dedicato in Italia a François Ozon. Regista tra i generi, firma sfuggente all’etichetta d’autore, nei suoi film Ozon fa riverberare echi [...]
Fiume Diciannove - Il Fuoco sacro della Città di Vita
1919-2019. Un secolo fa Gabriele d’Annunzio entrava in Fiume d’Italia, dando vita a quella che sarebbe stata una rivoluzione durata cinquecento giorni. Un’atmosfera febbricitante e festosa, ma anzitutto sacra, qui [...]
Aldo Lado

Aldo Lado

Inland n. 9/2019
Quello che stringete tra le mani è il numero più complesso, stratificato, polisemantico del nostro – vostro – INLAND. Quaderni di cinema. Lo è innanzitutto grazie al parco autori, mai [...]
Dylan Dog - Nostro orrore quotidiano
Detective dell’Occulto, Indagatore dell’Incubo, Esploratore di Pluriversi: come definire altrimenti Dylan Dog, dal 1986 residente al n. 7 della londinese Craven Road? Le sue avventure – che affrontano tutti gli [...]
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. [...]
William Lustig

William Lustig

Inland n. 13/2020
Gennaio 2015, riunone di redazione: si discute a proposito della nascita di INLAND. Quaderni di cinema. A chi dedicare i primi tre numeri? Idee tante, unanimità poca. Restano quattro progetti, [...]
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia [...]
Antonio Bido

Antonio Bido

Inland n. 11/2019
Girata la boa del decimo numero, INLAND. Quaderni di cinema compie altri due significativi passi in avanti. Innanzitutto ottiene il passaporto. A rilasciarlo è stato il Paradies Film Festival di Jena [...]
Carlo & Enrico Vanzina

Carlo & Enrico Vanzina

Inland n. 7/2018
INLAND. Quaderni di cinema numero #7 nasce nell’ormai lontano dicembre 2017, in un bar di Milano dove, di fronte al sottoscritto, siede Rocco Moccagatta, firma di punta di tutto quel [...]
Lav Diaz

Lav Diaz

Inland n. 3/2017
È da tempo che noi di INLAND pensiamo a una monografia dedicata a Lav Diaz. Doveva essere il numero #1, l’avevamo poi annunciato come #2, l’abbiamo rimandato in entrambe le [...]
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie [...]
Rob Zombie

Rob Zombie

Inland n. 1/2015
Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e [...]
Pupi Avati

Pupi Avati

Inland n. 10/2019
Numero #10. Stiamo diventando grandi. Era da tempo che pensavamo a come festeggiare adeguatamente questa ricorrenza tonda, questo traguardo tagliato in un crescendo di sperimentazioni editoriali, collaborazioni, pubblicazioni sempre più [...]
Sergio Martino

Sergio Martino

Inland n. 5/2017
Giunto al quinto numero, INLAND. Quaderni di cinema affronta uno snodo cruciale, fatto di significative ed emblematiche svolte che segnano uno scarto, un’apertura rispetto alla precedente linea editoriale. Innanzitutto la scelta del [...]
Carlo Verdone

Carlo Verdone

Inland n. 12/2019
"Vi ho chiesto di mettere la mia moto Honda Nighthawk in copertina perché su quella moto c'è passato il cinema italiano. Su quella moto io sono andato e tornato da [...]
Rob Zombie Reloaded

Rob Zombie Reloaded

Inland n. 8/2019
Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto [...]
America! America? - Sguardi sull'Impero antimoderno
L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta [...]
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un [...]
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato [...]
Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn

Inland n. 4/2017
Perché Nicolas Winding Refn? La risposta è semplice: perché, piaccia o no, è un autore che, più di altri, oggi ha qualcosa da dire. Sebbene sempre più distante dalle logiche [...]
Michele Soavi

Michele Soavi

Inland n. 6/2018
Il nuovo corso di INLAND. Quaderni di cinema, inaugurato dal numero #5, dedicato a Sergio Martino, è contraddistinto da aperture al cinema italiano, al passato, a trattazioni che possano anche [...]

Ultimi post dal blog

Scrivere le tv, dentro i segreti del mestiere. È indubbio che gli showrunner siano i demiurghi del nostro immaginario. Basti pensare, solo per citarne alcuni, a David Benioff, Ryan Murphy o Shonda Rhimes, nomi che rinviano a serie tv come Il trono di spade, American Horror Stories e Le regole del delitto perfetto. Non sono in tanti però a conoscere quale sia il loro ruolo effettivo nell'ambito della colossale industria multimediale americana. Interrogativo cui tenta di rispondere il foggiano Umberto Mentana, autore di saggistica cinematografica, sceneggiatore di fumetti e corti indipendenti, con questo suo Chi vuol essere showrunner?, un agile libretto in cui ha raccolto i [...]
La Collana dei Fotogrammi Bietti è una delle iniziative editoriali a cui, in redazione, teniamo particolarmente. Brevi e agili saggi monografici per entrare direttamente dentro il mondo di un/una regista e diversi mestieri cinematografici. Questa volta proviamo a mettere insieme due volumi separati, il quattordicesimo e il quindicesimo, che però nascono da una complementarità di fondo dei loro protagonisti. Parliamo ovviamente di Greta Gerwig e Noah Baumbach, coppia d’oro del cinema indipendente e poi hollywoodiano, nel lavoro e nella vita. Greta Gerwig. Lo sguardo nuovo del cinema femminile – Cecilia Strazza Cecilia Strazza dedica il Fotogramma 14 a Greta Gerwig come simbolo di [...]