"Posti in piedi in paradiso". I nuovi poveri

Roberto Curti
Carlo Verdone n. 12/2019

Se c’è una caratteristica che differenzia Posti in piedi in paradiso (2012) dalla stragrande maggioranza del cinema italiano d’oggi, è la fame. Perché i tre protagonisti questo sono: morti di fame. A differenza dei borghesi più o meno agiati che affollano gli schermi, Ulisse, Fulvio e Domenico (Carlo Verdone, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini) si confrontano con l’assillo più antico del cinema italiano, lo stesso che muoveva la ghenga di improvvisati ladri di I soliti ignoti (1958). Al capolavoro di Monicelli viene da pensare quando Domenico coinvolge gli altri due in un improbabile furto di gioielli: se anziché nella camera da letto di pensionati ultraottantenni Fulvio e Ulisse finissero in cucina ad abboffarsi di pasta e fagioli, nessuno si stupirebbe. Ciò che sorprende è che non si tratta di sottoproletari, abituati a fare i conti con i morsi della fame da un’intera esistenza. Ulisse e compari sono nuovi poveri, precipitati dall’agiatezza borghese a un inatteso stato di necessità, e costretti a fare i salti mortali per tirare avanti. Non si parla di spread, di default, di recessione, ma viene automatico farsi i conti in tasca.
È la fame il leitmotiv di alcune delle sequenze più divertenti e caustiche del film. Fulvio si rimpinza di tramezzini a un buffet per la stampa, e al ristorantino chic dove ha portato l’amichetta scopre di non poter pagare il conto. Ulisse, invitato da una bella cardiologa a una cenetta a casa di lei, non pensa alle possibili implicazioni sessuali, ma riesce a fare invitare anche i coinquilini: quella sera, finalmente, si mangia. E la sequenza che segue, con Favino chino sul piatto a sgranocchiare carote crude, Giallini che si ingozza di patatine e l’assalto selvaggio alla teglia di lasagne, non sarebbe stata fuori posto in un Monicelli o un Risi d’annata.

 

CAST & CREDITS

Regia: Carlo Verdone; soggetto: Carlo Verdone, Pasquale Plastino, Maruska Albertazzi; sceneggiatura: Carlo Verdone, Pasquale Plastino, Maruska Albertazzi; fotografia: Danilo Desideri; scenografia: Luigi Marchione; costumi: Tatiana Romanoff; montaggio: Antonio Siciliano; musiche: Fabio Liberatori; interpreti: Carlo Verdone (Ulisse Diamanti), Pierfrancesco Favino (Fulvio Brignola), Marco Giallini (Domenico Segato), Micaela Ramazzotti (Gloria), Maria Luisa De Crescenzo (Agnese Diamanti), Diane Fleri (Claire), Nicoletta Romanoff (Lorenza); produzione: Luigi De Laurentiis e Aurelio De Laurentiis per FilmAuro; origine: Italia, 2012; durata: 119’; home video: dvd FilmAuro, Blu-ray FilmAuro; colonna sonora: Emi.

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