"Perdiamoci di vista". Schermi tv e schermaglie d’amore

Francesco Grieco
Carlo Verdone n. 12/2019

Oggi che il trash imperversa anche nei programmi Rai e la volgarità è diventata il tratto distintivo dei conduttori televisivi, può sembrare strano che in Perdiamoci di vista (1994) Carlo Verdone si scagli, con l’arma dell’ironia, contro la mediocrità della tv italiana. Ma il film di Verdone esce in sala a soli quattro anni dalla legge Mammì e a ventiquattr’ore dall’entrata in politica di Berlusconi, con il primo dei tanti discorsi televisivi agli italiani. Perdiamoci di vista, dunque, conserva ancora, delle commedie all’italiana della Prima Repubblica, una capacità d’indignazione, uno sguardo morale, critico, puro, sulla società del Belpaese, quasi fosse la versione italiana, più leggera, del seminale Quinto potere di Sidney Lumet (1976).
Il Terrazza italiana condotto da Gepy Fuxas nel film ricorda molto, per struttura e scenografie, I fatti vostri, in cui non era difficile assistere a racconti di vita tragici, narrati dagli ospiti davanti a un conduttore dal volto contrito, tra un quiz e uno stacchetto musicale. Programmi del genere se ne trovano a bizzeffe anche (soprattutto) sul piccolo schermo odierno, la differenza è che si fa fatica a immaginare, con l’ossessione per il politicamente corretto che caratterizza il cinema contemporaneo, una pellicola dove il protagonista dia della razzista a una ragazza paraplegica.
Il nucleo narrativo è nella storia d’amore tormentata tra Gepy e Arianna. Meglio, nell’arco di trasformazione dell’uomo, che da vip con la fobia del contatto si ritrova a dover imparare a relazionarsi con una giovane donna disabile. L’assenza di buonismo rende la costruzione di questo rapporto tutt’altro che zuccherosa e Asia Argento dona al film tutta la freschezza dei suoi diciott’anni.

 

CAST & CREDITS

Regia: Carlo Verdone; soggetto: Francesca Marciano, Carlo Verdone; sceneggiatura: Francesca Marciano, Carlo Verdone; fotografia: Danilo Desideri, Giuseppe Di Biase; scenografia: Francesco Bronzi; costumi: Tatiana Romanoff; montaggio: Antonio Siciliano; musiche: Fabio Liberatori; interpreti: Carlo Verdone (Gepy Fuxas), Asia Argento (Arianna Zorzi), Aldo Maccione (Antonazzi), Anita Bartolucci (madre di Arianna); produzione: Mario e Vittorio Cecchi Gori per Cecchi Gori Group Tiger Cinematografica; origine: Italia, 1994; durata: 115’; home video: dvd CG Entertainment, Blu-ray inedito; colonna sonora: inedita.

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