Introduzione: perché Walt Disney?

Gianfranco de Turris
Walt Disney – Il mago di Hollywood n. 10/2015
Introduzione: perché Walt Disney?

Perché mai Antarès si dovrebbe occupare del signor Walter Elias Disney da Chicago, un volgare fumettaro, un pupazzettaro, dopo aver dedicato i suoi fascicoli a nomi come Tolkien, Lovecraft ed Eliade, o a temi impegnativi come l’economia alternativa, l’America o l’Occidente “occulto”? Quello che durante il deprecato regime venne definito “il Raffaello del cattivo gusto”, che nel dopoguerra fu accusato dai pedagogisti di disabituare i ragazzini a leggere, scrivere e parlare con i suoi “fumetti” (mentre oggi, invece, grazie ai messaggini telefonici e ai cinguettii di centoquaranta caratteri, sanno parlare, scrivere e pensare assai meglio) e che addirittura, per lavare l’onta di bieche classificazioni politiche, esattamente dieci anni fa è stato recuperato e “redento” a sinistra? Proprio perché Mr. Disney non è affatto questo, è assai di più e lo si deve interpretare nei suoi molteplici aspetti e sfaccettature.

Ecco l’idea di fondo di questo numero, messa in pratica con un manipolo di critici e narratori, proponendo, oltre a racconti di grande originalità, soprattutto saggi variegati e documentati che non si peritano d’imboccare strade inconsuete e perigliose agli occhi dei conformisti e degli ortodossi, esperti di fumetti o meno che siano (ovviamente i più intransigenti sono i primi, i quali non amano che si entri nel loro hortus conclusus). Dovranno farsene una ragione.

Come sempre, sin dal suo numero zero, Antarès va controcorrente, cercando percorsi inusuali e per certi versi proibiti, ma che sollecitino curiosità e stuzzichino l’intelligenza. Anche stavolta lo fa.

Walt Disney è noto per essere non solo l’inventore di una lunga e celeberrima serie di personaggi dei fumetti, animali parlanti – cani, gatti, topi, cavalli, mucche – come quelli delle favole classiche, per di più umanizzati e via via con sempre maggiori problemi “umani”, al punto che alcuni di essi, come Paperino, sono diventati emblematici di un certo tipo di carattere e personalità; non solo il creatore/ispiratore di cartoni animati entrati nella storia del cinema e dell’Immaginario Collettivo che resteranno immortali (a mio parere soprattutto Fantasia, un capolavoro assoluto, di cui il successivo Fantasia 2 è solo una pallida imitazione che pochi ricordano); non soltanto il creatore di luoghi come le varie Disneyland, dai più considerate il trionfo del kitsch capitalistico americano, ma in realtà qualcosa d’altro che qui ci si propone di indagare e che di certo sorprenderà e magari indignerà i luogocomunisti a destra e a manca. Antarès si è prefissata proprio questo compito, quello di occuparsi di temi e personaggi che sollevino domande, incredulità e indignazione in una cultura – alta, media e bassa – che ormai dell’ovvio, dello scontato e della banalità ha fatto la propria regola. Guai a chi esce dai binari, sporge il capo dalla finestra, scavalca i recinti, sega le sbarre. Cioè osa guardare, e poi andare oltre, nei territori che vengono definiti “proibiti” dalla Psicopolizia.

Antarès ha idee ben chiare su cosa ha intenzione di trattare e su come lo farà. Per osservare il mondo della cultura in maniera diversa dal conformismo generale ed esporre interpretazioni non sentite già mille e una volta, è necessario andare a vedere quel che c’è dietro e oltre i dati culturali intesi in senso lato: ciò è possibile soltanto con una interpretazione simbolica, simbolico-tradizionale o al limite esoterica, quando ci siano buoni motivi ed appigli, e, perché no, anche ermetica e junghiana. Per quale motivo non sarebbe legittimo farlo? Chi lo impedisce? La Psicopolizia, appunto?

Non per questo, però, a differenza di certi Gran Maestri Senzanome della Rete, escludiamo per principio altri tipi di analisi, come tutti i precedenti fascicoli della rivista e anche il presente dimostrano. Dal nostro punto di vista nessuna interpretazione esclude l’altra: se esposte seriamente e non in modo settario, possono risultare anche complementari. Pur credendo nella efficacia della analisi simbolica (ed esoterica) rispetto ad altre, non ne rifiutiamo alcuna a priori, non abbiano pregiudizi, mentre altri, altezzosamente e immotivatamente, a quanto pare sì. Buon pro gli faccia.

I fumetti e i cartoni animati a firma Disney hanno allevato generazioni di lettori piccoli e grandi sin dagli anni Trenta, e negli anni Cinquanta e Sessanta sono stati la lettura quasi regolare di certe fasce di età. Dagli anni Sessanta in poi sono giunti i fumetti “adulti” e “intelligenti”, poi i manga giapponesi, quelli sperimentali e così via, come è naturale che accada. Ma i personaggi disneyani sono sopravvissuti, anche grazie al rinnovamento di molti e bravissimi disegnatori italiani. Quindi la “firma” di Walt rimarrà, pur se si è cercato di farlo diventare addirittura “impegnato”, con storie a fumetti (italiane) che si sono occupate di vari problemi cogenti della nostra società e con relativa eco sulla stampa quotidiana.

A noi questo non importa. A noi interessa presentare un Walt Disney uomo, artista e imprenditore, diverso e inaspettato, che pochi conoscono perché poco se ne parla; anzi, spesso si cerca di nasconderlo, quasi si trattasse di peccati mortali della sua personalità, in cui certuni sono andati a frugare con morbosa e strumentale curiosità.

Tutto dipende dal punto di vista in cui ci si pone e dai valori in cui si crede. Come al solito, soprattutto in questo ex Bel Paese, l’unico strumento di valutazione che conta è quello del “doppio standard”, ovvero del doppiopesismo, di cui la nostra intellighenzia culturale, politica e giornalistica è diventata maestra. Non ci stancheremo mai di ripeterlo.

[Vai all'indice]

Scarica il pdf

Ultime uscite

François Ozon

François Ozon

Inland n. 2/2016
Il secondo numero di INLAND è il primo volume dedicato in Italia a François Ozon. Regista tra i generi, firma sfuggente all’etichetta d’autore, nei suoi film Ozon fa riverberare echi [...]
Aldo Lado

Aldo Lado

Inland n. 9/2019
Quello che stringete tra le mani è il numero più complesso, stratificato, polisemantico del nostro – vostro – INLAND. Quaderni di cinema. Lo è innanzitutto grazie al parco autori, mai [...]
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. [...]
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia [...]
Antonio Bido

Antonio Bido

Inland n. 11/2019
Girata la boa del decimo numero, INLAND. Quaderni di cinema compie altri due significativi passi in avanti. Innanzitutto ottiene il passaporto. A rilasciarlo è stato il Paradies Film Festival di Jena [...]
Carlo & Enrico Vanzina

Carlo & Enrico Vanzina

Inland n. 7/2018
INLAND. Quaderni di cinema numero #7 nasce nell’ormai lontano dicembre 2017, in un bar di Milano dove, di fronte al sottoscritto, siede Rocco Moccagatta, firma di punta di tutto quel [...]
Lav Diaz

Lav Diaz

Inland n. 3/2017
È da tempo che noi di INLAND pensiamo a una monografia dedicata a Lav Diaz. Doveva essere il numero #1, l’avevamo poi annunciato come #2, l’abbiamo rimandato in entrambe le [...]
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie [...]
Rob Zombie

Rob Zombie

Inland n. 1/2015
Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e [...]
Sergio Martino

Sergio Martino

Inland n. 5/2017
Giunto al quinto numero, INLAND. Quaderni di cinema affronta uno snodo cruciale, fatto di significative ed emblematiche svolte che segnano uno scarto, un’apertura rispetto alla precedente linea editoriale. Innanzitutto la scelta del [...]
Carlo Verdone

Carlo Verdone

Inland n. 12/2019
"Vi ho chiesto di mettere la mia moto Honda Nighthawk in copertina perché su quella moto c'è passato il cinema italiano. Su quella moto io sono andato e tornato da [...]
Rob Zombie Reloaded

Rob Zombie Reloaded

Inland n. 8/2019
Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto [...]
America! America? - Sguardi sull'Impero antimoderno
L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta [...]
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un [...]
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato [...]
Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn

Inland n. 4/2017
Perché Nicolas Winding Refn? La risposta è semplice: perché, piaccia o no, è un autore che, più di altri, oggi ha qualcosa da dire. Sebbene sempre più distante dalle logiche [...]
Michele Soavi

Michele Soavi

Inland n. 6/2018
Il nuovo corso di INLAND. Quaderni di cinema, inaugurato dal numero #5, dedicato a Sergio Martino, è contraddistinto da aperture al cinema italiano, al passato, a trattazioni che possano anche [...]

Ultimi post dal blog

In occasione del compleanno di Matthew MacFadyen (Great Yarmouth, 17 ottobre 1974), indimenticato Mr Darcy e Oblonsky rispettivamente in Orgoglio e pregiudizio e Anna Karenina di Joe Wright, vi proponiamo il montaggio dedicato alla cinematografia del regista britannico dalla co-curatrice di Bietti Heterotopia per promuovere il suo numero #30: "Joe Wright. La danza dell'immaginazione, da Jane Austen a Winston Churchill" di Elisa Torsiello, con prefazione del premio Oscar Dario Marianelli e postfazione del direttore della fotografia Seamus McGarvey. [embed]https://youtu.be/Ug5MtNLGAUs[/embed]    
11 Settembre 2001. Sembra quasi superfluo sottolineare come questa data, col suo carico di orrore e violenza, abbia sconvolto per sempre la società occidentale del XXI secolo. La morte di migliaia di persone, che tutti hanno potuto vedere in diretta televisiva, ha avuto un impatto psicologico di portata mondiale. Così come lo hanno avuto tutti gli eventi che ne sono seguiti: le guerre in Iraq e Afghanistan, la scoperta delle torture nel carcere di Abu Graib, la recrudescenza della xenofobia, la grande crisi economica. Una cicatrice che ancora oggi segna profondamente l’Occidente E il cinema, che si rapporta sempre alla società [...]