Editoriale

Claudio Bartolini
Rob Zombie Reloaded n. 8/2019
Editoriale

Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto i battenti proponendo Rob Zombie come prima uscita. Allora INLAND era un enigma, un esperimento, il tentativo di proporre riflessioni monografiche che prendessero l’autore in esame come punto di partenza per spingersi altrove, al di là del cinema ma sempre con il cinema. Zombie era il nome giusto per intrecciare la Settima arte alla letteratura, alla musica, alla storia statunitense (classica e contemporanea), alla psicanalisi, alla tradizione dei freak e del Grand Guignol, al femminile come categoria sociale, al feticismo, alle (video)arti grafiche: un artista dal substrato espanso, liquido, polisemantico. Ora INLAND è un marchio riconosciuto, un percorso arricchito da colleghi ed esperti sempre autorevoli, competenti ed entusiasti, una proposta culturale apprezzata, richiesta e innovativa. Insomma, questa rivista sta diventando grande e oggi ama riannodare i propri fili e guardarsi indietro, perché Zombie è ancora il punto ideale da cui (ri)partire. Senza specchiarsi, ma per reinventarsi e migliorarsi di continuo.

E visto che l’8 è per natura (doppiamente) circolare, ecco l’occasione ideale per un primo, significativo reload. Che nasce dalla contemporanea uscita del 32esimo volume targato Bietti Heterotopia – la collana madre, da cui tutto è partito e a cui tutto quel che si fa a bottega, sempre, torna – e firmato da un autentico fuoriclasse della saggistica internazionale. Antonio José Navarro, critico e storico del cinema catalano, ha infatti scelto la nostra casa editrice per proporre in Italia il suo El imperio del miedo. El cine de horror norteamericano post 11-S (Valdemar, 2016), monumentale tomo di riferimento sull’horror a stelle e strisce del nuovo millennio. Grazie alla filologica traduzione del collega e amico Roberto Curti e all’accurato editing della nostra Ilaria Floreano, il testo è diventato L’impero del terrore. Il cinema horror statunitense post 11 settembre, ovvero qualcosa di unico nel panorama editoriale di genere nostrano. In copertina trionfa Captain Spaulding, in prefazione affila le lame Rob Zombie, tra le pagine si moltiplicano i riferimenti ai capisaldi dell’autore di Haverhill: inevitabile, per noi di INLAND, riaprire i faldoni del numero #1 e rimetterci al lavoro ricaricando contenuti ormai di culto, sempre ricercati da lettori e appassionati, ma esauriti nella versione cartacea già da troppo tempo.

Ogni reload, però, è tale per le sue innovazioni, e qui si è presentato un (bel) problema: come migliorare – restando nei limiti della foliazione imposti dal punto metallico – un lavoro che si presentava così ben articolato, coeso e coerente nella commistione di tagli e contributi? La risposta è stata un plebiscito redazionale: i testi non si toccano, semmai se ne aggiungono. Ecco, allora, un illuminante saggio su 31 – che all’epoca della prima versione era soltanto un progetto – scritto proprio da Navarro, e un nuovo colore di copertina a saldare ulteriormente libro e quaderno. Cambia l’icona, che dall’aggressiva croce rovesciata del 2015 (in rimando a Le streghe di Salem, allora ultimo titolo zombiano) diventa proprio il clown Spaulding, archetipo del cinema di Zombie – al secolo Robert Bartleh Cummings – e trait d’union da una parte tra questo INLAND e il tomo di Navarro, dall’altra tra l’esordio La casa dei 100 corpi e il prossimo 3 from Hell, ultimo (definitivo?) capitolo della saga che comprende anche La casa del diavolo.

Unionisti e confederati con relativi fardelli, Stati Uniti e profondo Sud, centri di potere e rednecks, burattinai e pedine: dicotomie in perenne elaborazione, che in 31 erano state ulteriormente sviscerate in 3 from Hell sono destinate a trovare terminali snodi problematici. Tornano Captain Spaulding, Baby e Otis Firefly – miracolosamente scampati al massacro che aveva chiuso La casa del diavolo – in una nuova discesa agli inferi della violenza. Ma soprattutto torna un autore capace di imporre un proprio immaginario politico, sociale, estetico e antropologico forte utilizzando i mezzi del genere e trasformando in risorse i limiti di budget talvolta non proprio stellari: 31 è stato realizzato tramite il crowdfunding, che da una parte ha giocoforza limitato le geometrie a carrelli e dolly così liricamente p(rep)otenti in Le streghe di Salem, ma dall’altra ha significato lo svincolamento di Zombie dai legacci delle produzioni. E gli artisti, si sa, necessitano di libertà creativa per poter esprimere al meglio ciò che alberga nel loro tumultuoso immaginario.

Ebbene, grazie a un importante lavoro di revisione – senza manomissione – dei testi pregressi e all’inserimento del fondamentale contributo made by Navarro, questo INLAND 8 #RobZombieReloaded si presenta al lettore come un oggetto da collezione, anche in virtù di una cover migliorata in grammatura rispetto alla precedente (e sperimentale).

I ringraziamenti di allora – ai saggisti, alla redazione – sono i ringraziamenti di oggi, ma il più grande tributo è doverosamente rivolto al nostro editore, che filantropicamente continua a credere nei progetti che articoliamo – i primi due volumi della collana I libri di INLAND sono sugli scaffali a testimoniarlo – e in questi piccoli grandi quaderni, offerti gratuitamente a coloro che credono nel cinema oltre il cinema.

[Vai all'indice]

Scarica il pdf

Ultime uscite

François Ozon

François Ozon

Inland n. 2/2016
Il secondo numero di INLAND è il primo volume dedicato in Italia a François Ozon. Regista tra i generi, firma sfuggente all’etichetta d’autore, nei suoi film Ozon fa riverberare echi [...]
Aldo Lado

Aldo Lado

Inland n. 9/2019
Quello che stringete tra le mani è il numero più complesso, stratificato, polisemantico del nostro – vostro – INLAND. Quaderni di cinema. Lo è innanzitutto grazie al parco autori, mai [...]
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. [...]
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia [...]
Antonio Bido

Antonio Bido

Inland n. 11/2019
Girata la boa del decimo numero, INLAND. Quaderni di cinema compie altri due significativi passi in avanti. Innanzitutto ottiene il passaporto. A rilasciarlo è stato il Paradies Film Festival di Jena [...]
Carlo & Enrico Vanzina

Carlo & Enrico Vanzina

Inland n. 7/2018
INLAND. Quaderni di cinema numero #7 nasce nell’ormai lontano dicembre 2017, in un bar di Milano dove, di fronte al sottoscritto, siede Rocco Moccagatta, firma di punta di tutto quel [...]
Lav Diaz

Lav Diaz

Inland n. 3/2017
È da tempo che noi di INLAND pensiamo a una monografia dedicata a Lav Diaz. Doveva essere il numero #1, l’avevamo poi annunciato come #2, l’abbiamo rimandato in entrambe le [...]
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie [...]
Rob Zombie

Rob Zombie

Inland n. 1/2015
Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e [...]
Sergio Martino

Sergio Martino

Inland n. 5/2017
Giunto al quinto numero, INLAND. Quaderni di cinema affronta uno snodo cruciale, fatto di significative ed emblematiche svolte che segnano uno scarto, un’apertura rispetto alla precedente linea editoriale. Innanzitutto la scelta del [...]
Carlo Verdone

Carlo Verdone

Inland n. 12/2019
"Vi ho chiesto di mettere la mia moto Honda Nighthawk in copertina perché su quella moto c'è passato il cinema italiano. Su quella moto io sono andato e tornato da [...]
Rob Zombie Reloaded

Rob Zombie Reloaded

Inland n. 8/2019
Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto [...]
America! America? - Sguardi sull'Impero antimoderno
L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta [...]
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un [...]
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato [...]
Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn

Inland n. 4/2017
Perché Nicolas Winding Refn? La risposta è semplice: perché, piaccia o no, è un autore che, più di altri, oggi ha qualcosa da dire. Sebbene sempre più distante dalle logiche [...]
Michele Soavi

Michele Soavi

Inland n. 6/2018
Il nuovo corso di INLAND. Quaderni di cinema, inaugurato dal numero #5, dedicato a Sergio Martino, è contraddistinto da aperture al cinema italiano, al passato, a trattazioni che possano anche [...]

Ultimi post dal blog

In occasione del compleanno di Matthew MacFadyen (Great Yarmouth, 17 ottobre 1974), indimenticato Mr Darcy e Oblonsky rispettivamente in Orgoglio e pregiudizio e Anna Karenina di Joe Wright, vi proponiamo il montaggio dedicato alla cinematografia del regista britannico dalla co-curatrice di Bietti Heterotopia per promuovere il suo numero #30: "Joe Wright. La danza dell'immaginazione, da Jane Austen a Winston Churchill" di Elisa Torsiello, con prefazione del premio Oscar Dario Marianelli e postfazione del direttore della fotografia Seamus McGarvey. [embed]https://youtu.be/Ug5MtNLGAUs[/embed]    
11 Settembre 2001. Sembra quasi superfluo sottolineare come questa data, col suo carico di orrore e violenza, abbia sconvolto per sempre la società occidentale del XXI secolo. La morte di migliaia di persone, che tutti hanno potuto vedere in diretta televisiva, ha avuto un impatto psicologico di portata mondiale. Così come lo hanno avuto tutti gli eventi che ne sono seguiti: le guerre in Iraq e Afghanistan, la scoperta delle torture nel carcere di Abu Graib, la recrudescenza della xenofobia, la grande crisi economica. Una cicatrice che ancora oggi segna profondamente l’Occidente E il cinema, che si rapporta sempre alla società [...]