Parenti e tradimenti. "Fratelli e sorelle" e "Dichiarazioni d’amore"

Roberto Della Torre
Pupi Avati n. 10/2019
Parenti e tradimenti.

Fratelli e sorelle (1992) e Dichiarazioni d’amore (1994) condividono non solo alcuni temi, ma anche il fatto di essere tra i film più apprezzati da Pupi Avati e suo fratello Antonio. Il tema della famiglia, dei rapporti tra fratelli e parenti sottende gran parte della produzione avatiana, ma trova in queste due piccole opere un’espressione autentica e ricca di sentimento. I due titoli costituiscono infatti una riflessione sui turbamenti profondi che si celano nelle fondamenta dell’apparente semplicità degli affetti quotidiani. Le amicizie, le relazioni sentimentali e parentali sono messe in crisi dal bisogno di cambiamento che, per Avati, sembra essere una condizione inevitabile per trovare la propria felicità. Partenze, addii, scelte inconciliabili ma soprattutto tradimenti che allontanano per poi, talvolta, riavvicinare o separare per sempre.
In entrambi i film, nonostante le molte differenze, il motore narrativo è appunto un tradimento. A causa di questo si avvia una tragedia che conduce le famiglie coinvolte all’infelicità e, addirittura, alla morte. Per Avati il tradimento è una prova necessaria per verificare se l’amore che si sta vivendo sia o meno quello vero: «L’amore è tale se è transitato attraverso il tradimento e poi si è riconfermato. […] Il tradimento è una prova difficile, attraverso cui bisogna passare: e dopo, l’amicizia e l’amore diventano definitivi. È un passaggio obbligato e anche molto affascinante, psicologicamente è una prova d’amore di chi tradisce nei riguardi di chi è tradito»1. In Fratelli e sorelle quando l’amore viene tradito il mondo crolla. È la fine della condizione di accoglienza e sicurezza totale vissuta dall’intera famiglia. Ma il tradimento, pur nella sua tragicità, ha anche un rovescio della medaglia nel fatto che dalla sofferenza provata in queste occasioni scaturisce un’importante crescita maturativa.
Fratelli e sorelle, ambientato negli Stati Uniti, è uno dei film più cupi e negativi di Avati. I suoi quadri famigliari e relazionali sono profondamente amari, nonostante la presenza di momenti comici. I personaggi sembrano essere destinati all’infelicità o a un’eterna incomprensione: come nel caso di Francesco e Matteo, fratelli dal carattere molto diverso e, pertanto, destinati a prendere decisioni che li allontaneranno sempre di più l’uno dall’altro. Allo scaltro e disinvolto Matteo, interpretato da un giovane Stefano Accorsi alla sua prima prova cinematografica, si contrappone Francesco (Luciano Federico), timido e impacciato con le donne, che riveste il ruolo dell’eterno perdente. Trasferitisi Oltreoceano per volere della madre Gloria (Anna Bonaiuto), tradita e abbandonata dal marito, Matteo e Francesco cercano ognuno con i propri mezzi di adattarsi al nuovo ambiente. Qui sono accolti dalla sorella della madre (Paola Quattrini) e dal suo convivente – cui presta il volto un ottimo Franco Nero – il quale ha due figlie. Sono quindi tre le coppie di fratelli e sorelle che rappresentano altrettanti differenti modelli di relazione tra consanguinei, dal più solidale al più conflittuale. Come l’amore e l’amicizia, anche il rapporto tra fratelli è importante nel pensiero di Avati: «Credo che con mio fratello ci sia il rapporto che ci sarebbe con mio padre se riapparisse: grandissimo affetto, riconoscenza e stima, ma moderata confidenza. Però totale fiducia e fedeltà. Se qualcuno vuol giocarsi la mia amicizia, o se vuole non fare il mio prossimo film, è sufficiente che venga a dirmi una cosa negativa su mio fratello. Da quel momento quella persona è cancellata dalla lista. Per sempre»2. Scritto da Pupi Avati, il film mette in scena un mondo domestico privo di solide fondamenta, in cui i personaggi non sembrano in grado di reggere il peso delle inevitabili difficoltà della vita.
Dichiarazioni d’amore è invece un lungo racconto in flashback. Edoardo, detto Dado, medico attempato interpretato da Alessio Modica, ripercorre con il pensiero la sua gioventù nell’Italia del Secondo dopoguerra, animata dal dibattito politico e dal desiderio di rinascita. Il viaggio nel passato è sollecitato dall’incontro con Sandra (Delia Boccardo), uno dei suoi primi grandi amori, che aveva conosciuto nel 1948 quando aveva appena quindici anni. La Sandra di oggi, tormentata quarantenne, è una donna che fugge da un matrimonio di cui è stanca e che si è rifugiata in una pseudo-relazione extraconiugale. La gelosia del marito porterà a un tragico epilogo. Avati mette nuovamente in scena una storia segnata da una vena nostalgica e pessimista, che non manca di suscitare l’attenzione della critica: «Nel nuovo film di Avati sembrano confluire, quasi come in una rapsodia di temi, tutte le tipologie del suo cinema: dagli interni familiari densi di umori e segnati da piccoli risentimenti o tenere correnti sentimentali, alla memoria di una città, Bologna, sentita fellinianamente come microcosmo umano e condensato metaforico di un’Italia trasfigurata dalla nostalgia, dal minimalismo sentimentale all’idealizzazione dell’adolescenza, dall’uso determinante delle atmosfere musicali (prediligendo un repertorio d’epoca di swing autarchico), fino al gusto della ricostruzione e all’amore del dettaglio, in una elegia degli oggetti quasi di sapore gozzaniano»3. Film in parte autobiografico, Dichiarazioni d’amore deve molto alla scrittura, che intreccia efficacemente il continuo passaggio tra passato e presente; alla fotografia di Cesare Bastelli, che lavora sul bianco e nero e sul colore; e alla riuscitissima interpretazione dei tanti attori che lo popolano, tra cui Carlo Delle Piane, Valeria Fabrizi, Arnaldo Ninchi, Ivano Marescotti e Cesare Barbetti. Il ricordo nostalgico della gioventù e delle prime esperienze è un altro elemento caratterizzante la filmografia dell’autore, qui raccontato dal punto di vista del quindicenne Dado, alter ego dello stesso Avati. La ricostruzione storica è appassionata e ben fatta. Sostenuta da tante canzoni d’epoca trasmesse alla radio, come Cantando con le lacrime agli occhi, Reginella campagnola, Eulalia Torricelli, Pippo non lo sa, Amore baciami e Cavallino corri e va, la pellicola riesce a far assaporare allo spettatore il gusto di quell’anno fatidico delle prime elezioni del dopoguerra, ma anche la malinconica nostalgia della spensieratezza adolescenziale.

 

Note

1 Avati Pupi, Sotto le stelle di un film, Editore Il Margine, Trento 2008.
2 Ibidem.
3 «Vivilcinema» n. 5, 1994.

 

CAST & CREDITS

FRATELLI E SORELLE

Regia: Pupi Avati; soggetto: Pupi Avati; sceneggiatura: Pupi Avati; fotografia: Roberto D’Ettorre Piazzoli; montaggio: Amedeo Salfa; musiche: Riz Ortolani; interpreti: Stefano Accorsi, Anna Bonaiuto, Paola Quattrini, Franco Nero, Lino Capolicchio, Lidia Broccolino; produzione: DueA Film, FilmAuro, Rai1; origine: Italia, 1992; durata: 92’; home video: dvd FilmAuro; colonna sonora: inedita.

DICHIARAZIONI D’AMORE

Regia: Pupi Avati; soggetto: Pupi Avati; sceneggiatura: Pupi Avati; fotografia: Cesare Bastelli; montaggio: Amedeo Salfa; musiche: Stefano Caprioli; interpreti: Antonella Attili, Angiola Baggi, Delia Boccardo, Carlo Delle Piane, Ivano Marescotti, Alessio Modica; produzione: DueA Film, FilmAuro; origine: Italia, 1994; durata: 90’; home video: dvd FilmAuro; colonna sonora: Sugar.

[Vai all'indice]

Scarica il pdf

Ultime uscite

François Ozon

François Ozon

Inland n. 2/2016
Il secondo numero di INLAND è il primo volume dedicato in Italia a François Ozon. Regista tra i generi, firma sfuggente all’etichetta d’autore, nei suoi film Ozon fa riverberare echi [...]
Fiume Diciannove - Il Fuoco sacro della Città di Vita
1919-2019. Un secolo fa Gabriele d’Annunzio entrava in Fiume d’Italia, dando vita a quella che sarebbe stata una rivoluzione durata cinquecento giorni. Un’atmosfera febbricitante e festosa, ma anzitutto sacra, qui [...]
Aldo Lado

Aldo Lado

Inland n. 9/2019
Quello che stringete tra le mani è il numero più complesso, stratificato, polisemantico del nostro – vostro – INLAND. Quaderni di cinema. Lo è innanzitutto grazie al parco autori, mai [...]
Dylan Dog - Nostro orrore quotidiano
Detective dell’Occulto, Indagatore dell’Incubo, Esploratore di Pluriversi: come definire altrimenti Dylan Dog, dal 1986 residente al n. 7 della londinese Craven Road? Le sue avventure – che affrontano tutti gli [...]
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. [...]
William Lustig

William Lustig

Inland n. 13/2020
Gennaio 2015, riunone di redazione: si discute a proposito della nascita di INLAND. Quaderni di cinema. A chi dedicare i primi tre numeri? Idee tante, unanimità poca. Restano quattro progetti, [...]
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia [...]
Antonio Bido

Antonio Bido

Inland n. 11/2019
Girata la boa del decimo numero, INLAND. Quaderni di cinema compie altri due significativi passi in avanti. Innanzitutto ottiene il passaporto. A rilasciarlo è stato il Paradies Film Festival di Jena [...]
Carlo & Enrico Vanzina

Carlo & Enrico Vanzina

Inland n. 7/2018
INLAND. Quaderni di cinema numero #7 nasce nell’ormai lontano dicembre 2017, in un bar di Milano dove, di fronte al sottoscritto, siede Rocco Moccagatta, firma di punta di tutto quel [...]
Lav Diaz

Lav Diaz

Inland n. 3/2017
È da tempo che noi di INLAND pensiamo a una monografia dedicata a Lav Diaz. Doveva essere il numero #1, l’avevamo poi annunciato come #2, l’abbiamo rimandato in entrambe le [...]
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie [...]
Rob Zombie

Rob Zombie

Inland n. 1/2015
Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e [...]
Pupi Avati

Pupi Avati

Inland n. 10/2019
Numero #10. Stiamo diventando grandi. Era da tempo che pensavamo a come festeggiare adeguatamente questa ricorrenza tonda, questo traguardo tagliato in un crescendo di sperimentazioni editoriali, collaborazioni, pubblicazioni sempre più [...]
Sergio Martino

Sergio Martino

Inland n. 5/2017
Giunto al quinto numero, INLAND. Quaderni di cinema affronta uno snodo cruciale, fatto di significative ed emblematiche svolte che segnano uno scarto, un’apertura rispetto alla precedente linea editoriale. Innanzitutto la scelta del [...]
Carlo Verdone

Carlo Verdone

Inland n. 12/2019
"Vi ho chiesto di mettere la mia moto Honda Nighthawk in copertina perché su quella moto c'è passato il cinema italiano. Su quella moto io sono andato e tornato da [...]
Rob Zombie Reloaded

Rob Zombie Reloaded

Inland n. 8/2019
Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto [...]
America! America? - Sguardi sull'Impero antimoderno
L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta [...]
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un [...]
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato [...]
Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn

Inland n. 4/2017
Perché Nicolas Winding Refn? La risposta è semplice: perché, piaccia o no, è un autore che, più di altri, oggi ha qualcosa da dire. Sebbene sempre più distante dalle logiche [...]
Michele Soavi

Michele Soavi

Inland n. 6/2018
Il nuovo corso di INLAND. Quaderni di cinema, inaugurato dal numero #5, dedicato a Sergio Martino, è contraddistinto da aperture al cinema italiano, al passato, a trattazioni che possano anche [...]

Ultimi post dal blog

Per anni paragonata (al ribasso) con i "rivali" della Pixar, la DreamWorks Animation SKG ha segnato in modo significativo la storia del cinema d'animazione, sotto l'egida dei fondatori Steven Spielberg, Jeffrey Katzenberg e David Geffen. Con film e saghe di forte impatto e straordinario successo di pubblico quali Shrek, Kung Fu Panda e Madagascar, solo per citare i titoli più celebri, ha creato un modello e un immaginario visivo e narrativo di forte riconoscibilità. Questo a dispetto dei già citati (e inutili) confronti con la concorrenza, che come conseguenza hanno prodotto una sottovalutazione dei film in questione e una scarsità assoluta di studi e pubblicazioni, almeno in [...]