Una nuova collana di letteratura fantastica

Gianpiero Mattanza & Giuseppe Aguanno
Jorge Luis Borges – Il Bibliotecario di Babele n. 12/2017
Una nuova collana di letteratura fantastica

Ci piace pensare che, nell’ambigua pe­nombra dell’etimologia, i verbi edificare e editare fossero un tempo (non sappia­mo quale) legati. L’idea ci attrae per un motivo: pubblicare libri vuol dire anche costruire, creare le (e dalle) fondamenta. Spesso in un deserto, luogo in apparenza privo di vita. Non molto tempo fa, in Si­cilia, qualcuno ha gettato un seme che sta fruttificando: stiamo parlando di France­sco Armato e Nicola Leo del Palindromo, giovane casa editrice nata dalle pagine virtuali dell’omonima rivista. Abbiamo rivolto qualche domanda a Giuseppe Aguanno, curatore per il Palindromo del­la nuova collana di letteratura fantastica (palindroma anch’essa) I tre sedili deserti.

Che legame c’è tra la rivista, la casa editrice e la collana che dirigi?

«Il Palindromo. Storie al rovescio e di frontiera» – la rivista, appunto – è stata pubblicata online dal 2011 al 2013. I tre sedili deserti era la rubrica sul fantastico che tenevo sul periodico: quando abbia­mo progettato la nuova collana, è stato naturale scegliere questo nome.

Il quale richiama la distopia…

Si presta, in realtà, a varie interpreta­zioni. I tre sedili deserti richiamano una modernità di certo non esaltante, in cui troneggia un potere che è a sua volta svuo­tato di ogni contenuto. Mi piace, tuttavia, pensare che il vuoto e l’assenza abbiano il vantaggio di poter essere colmati anche dalla letteratura fantastica.

Si tratta di una collana che ripropone solamente testi fuori catalogo?

Non solo: stiamo valutando anche opere che non sono mai state pubblicate in Ita­lia. Si è risvegliato un certo interesse per il fantastico ed è opportuno che i lettori abbiano nuovamente la possibilità di ac­cedere ai titoli più importanti del genere.

Che titoli avete in programma?

In primavera è uscito La collina dei sogni di Arthur Machen, da decenni assente dalle librerie. La prossima pubblicazio­ne è prevista per settembre: Il vascello di Ishtar di Abraham Merritt, che proporre­mo in una nuova traduzione, con appen­dici e apparati.

Ci saranno anche autori italiani?

Sicuramente, perché molti di loro sono rimasti nell’ombra, o semplicemente sono stati dimenticati. Il Novecento italiano, da questo punto di vista, riserva senz’altro interessanti gemme da studiare con atten­zione.

Si può fare, secondo te, letteratura fantastica con coordinate italiane?

Certo. Penso alla varie ucronie ambien­tate durante il fascismo, oppure alle inte­ressanti variazioni sul tema della Roma imperiale, anche qui a livello ucronico, o a un certo steampunk italiano che si va affermando sempre più. Fermo restando, ovviamente, che il campanilismo fine a se stesso non deve mai prevalere sulla forza della fantasia tout court.

Quale, in sostanza, lo scopo di questa collana?

L’obiettivo è quello di farla diventare un punto di riferimento: chi si avvicina alle nostre pubblicazioni potrà farlo con la sicurezza di trovare libri con apparati critici approfonditi e, nel caso di narrativa straniera, traduzioni di qualità. Si tratta semplicemente di trattare un classico con il dovuto rispetto: un approccio adottato, diversi anni fa, da Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco. Non è un caso che nella nostra edizione de La collina dei sogni di Arthur Machen, oltre a un approfondi­to saggio di Claudio De Nardi dedicato all’autore e al significato della sua opera, sia presente proprio de Turris con una pre­fazione: una sorta di battesimo editoriale per il varo della collana.

[Vai all'indice]

Scarica il pdf

Ultime uscite

François Ozon

François Ozon

Inland n. 2/2016
Il secondo numero di INLAND è il primo volume dedicato in Italia a François Ozon. Regista tra i generi, firma sfuggente all’etichetta d’autore, nei suoi film Ozon fa riverberare echi [...]
Aldo Lado

Aldo Lado

Inland n. 9/2019
Quello che stringete tra le mani è il numero più complesso, stratificato, polisemantico del nostro – vostro – INLAND. Quaderni di cinema. Lo è innanzitutto grazie al parco autori, mai [...]
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. [...]
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia [...]
Antonio Bido

Antonio Bido

Inland n. 11/2019
Girata la boa del decimo numero, INLAND. Quaderni di cinema compie altri due significativi passi in avanti. Innanzitutto ottiene il passaporto. A rilasciarlo è stato il Paradies Film Festival di Jena [...]
Carlo & Enrico Vanzina

Carlo & Enrico Vanzina

Inland n. 7/2018
INLAND. Quaderni di cinema numero #7 nasce nell’ormai lontano dicembre 2017, in un bar di Milano dove, di fronte al sottoscritto, siede Rocco Moccagatta, firma di punta di tutto quel [...]
Lav Diaz

Lav Diaz

Inland n. 3/2017
È da tempo che noi di INLAND pensiamo a una monografia dedicata a Lav Diaz. Doveva essere il numero #1, l’avevamo poi annunciato come #2, l’abbiamo rimandato in entrambe le [...]
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie [...]
Rob Zombie

Rob Zombie

Inland n. 1/2015
Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e [...]
Sergio Martino

Sergio Martino

Inland n. 5/2017
Giunto al quinto numero, INLAND. Quaderni di cinema affronta uno snodo cruciale, fatto di significative ed emblematiche svolte che segnano uno scarto, un’apertura rispetto alla precedente linea editoriale. Innanzitutto la scelta del [...]
Rob Zombie Reloaded

Rob Zombie Reloaded

Inland n. 8/2019
Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto [...]
America! America? - Sguardi sull'Impero antimoderno
L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta [...]
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un [...]
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato [...]
Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn

Inland n. 4/2017
Perché Nicolas Winding Refn? La risposta è semplice: perché, piaccia o no, è un autore che, più di altri, oggi ha qualcosa da dire. Sebbene sempre più distante dalle logiche [...]
Michele Soavi

Michele Soavi

Inland n. 6/2018
Il nuovo corso di INLAND. Quaderni di cinema, inaugurato dal numero #5, dedicato a Sergio Martino, è contraddistinto da aperture al cinema italiano, al passato, a trattazioni che possano anche [...]

Ultimi post dal blog

“L’opera di Spike Lee ha molto da dirci e tutti possiamo impararvi qualcosa, almeno a guardare oltre l’apparenza”. Da sempre li chiama “joint” i suoi film, Spike Lee: termine di uso comune nel linguaggio americano per la sigaretta di hashish o marijuana, la “canna” diremmo noi, al punto che nei suoi titoli di testa appare sempre con fierezza la scritta “A Spike Lee Joint”. Ma il joint di Spike Lee non c’entra nulla con tutto questo, egli ha da sempre ripudiato l’uso di qualsiasi droga, va bensì inteso come “comune”, un’unione di forze che non riguarda solo il regista ma tutta [...]
Spike Lee, il regista afroamericano di film cult come Fa' la cosa giusta, Malcolm X e La 25a ora (primo film girato a New York dopo l'11 settembre), è autore dall’ironia caustica e intelligente: il suo cinema dall’andamento altalenante, che alterna grandi successi ad altrettante clamorose rovine, è in grado di osservare come pochi altri la complessa società americana, attraversata da conflitti, contraddizioni, pregiudizi, questioni razziali e di gender. L’ultima fatica di Spike Lee, BlacKkKlansman, è stata osannata da pubblico e critica, ricevendo il Gran Prix Speciale della Giuria a Cannes 2018 e il Premio del Pubblico al Festival di [...]