Ezra Pound, «Carta da Visita»

Gianpiero Mattanza
J.R.R. Tolkien – Un’epica per il nuovo millennio n. 3/2013
Ezra Pound, «Carta da Visita»

Di fresca pubblicazione per i tipi di Bietti è l’opuscolo Carta da visita di Ezra Pound, curato da Luca Gallesi, giunto alla sua terza edizione dopo le precedenti, del 1942 e del 1974, rispettivamente di Edizioni Lettere d’Oggi e Scheiwiller. Una riedizione importante, che regala ai lettori d’oggi uno dei testi cardine per comprendere il Pound-pensiero. I trentadue frammenti, scritti direttamente in italiano, hanno come tema strutturale la teoria economica e politica poundiana: vengono elencati i mali (di origine puramente finanziaria) che affliggono la società moderna e denunciate le cause dell’“usura”, ossia dell’immorale prestito di denaro ad interesse da parte dei privati. La “sopraffazione civilizzata” degli strumenti economici, che si è sostituita a quella “barbara” delle armi, ha assuefatto i popoli nel corso dei secoli, rendendoli incapaci di reagire a questa imposizione subdola e totalizzante operata dalle potenze liberaldemocratiche occidentali, Stati Uniti d’America in particolare. Scopo dell’impegno di Pound nel campo economico è l’abbattimento di un simile meccanismo inumano. L’analisi dell’economia si rivela necessaria per una profonda comprensione della storia. Un passo che ogni uomo d’intelletto deve compiere per giungere a quella giustizia sociale che, partendo dall’annus horribilis 1694 (quando fu fondata la Banca d’Inghilterra, primo istituto privato), venne annichilita dai politici per favorire gli speculatori. Studiando il passato si scoprono risvolti volontariamente trascurati dalla storiografia ufficiale, ancella del potere usuraio. Abramo Lincoln ad esempio affermò pubblicamente, parlando di una manovra contraria alla volontà degli speculatori: “Abbiamo dato a questo popolo (l’americano) il maggior beneficio che abbia mai avuto: la sua propria carta moneta per pagare i propri debiti”. Poco dopo venne ucciso. Come sottolinea Gallesi nell’approfondito saggio introduttivo, Pound inizia la propria analisi con lo sguardo rivolto alle teorie eterodosse di C. H. Douglas, di Gesell e dalle esperienze politiche ed economiche del nonno (deputato repubblicano nell’anno 1876): l’esperienza del Credito Sociale, la teoria della moneta prescrittibile ed il biglietto “pagabile al portatore in merce” servono a spiegare, attraverso la prosa secca e paratattica del genio americano, una realtà economica alternativa, organica e corporativa, anche secondo i canoni della rivoluzione fascista di cui il poeta fu sostenitore, identificandola con la struttura politica fondante gli Stati Uniti delle origini. Punto di vista purtroppo non compreso dagli statunitensi, con le conseguenze a tutti note: la prigionia a Pisa, prima, e nel manicomio criminale di St. Elizabeths’ dopo. Fitti i riferimenti alla filosofia moderna occidentale ma non meno pregnanti i richiami al pensiero cinese antico. È sulle massime di Confucio che il poeta americano struttura la propria forma mentis: la “rettificazione della parola”, uno dei cardini del pensiero cinese antico, torna con insistenza in molti frammenti per denunciare l’azione mistificatrice degli speculatori. Carta da Visita si rivela testo di centrale importanza per comprendere la lucidità teoretica di colui che va considerato, prima di tutto, come sostenuto da Gallesi, un patriota americano.

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