"I due carabinieri". Lo spartiacque

Enrico Azzano
Carlo Verdone n. 12/2019

Gli anni Ottanta di Carlo Verdone sono patrimonio comune, un’ampia porzione dell’immaginario comico romano e nazionale. Sequenze e battute sono ancora vivissime, imparate a memoria, tramandate. In questa fase trionfale della carriera, I due carabinieri ha via via occupato un posto un po’ diverso, schiacciato da pellicole e personaggi più riusciti. Semplicemente più memorabili, nonostante il Biglietto d’oro e il box office sbaragliato. A rivederlo oggi, il film funziona effettivamente meno degli altri, un po’ come Il bambino e il poliziotto (1989). Eppure, tra le pieghe di una sceneggiatura un po’ troppo disinvolta, ci sembra di scorgere un passaggio fondamentale, una sorta di spartiacque. La sequenza è semplice, efficace: è mattina presto, il carabiniere pasticcione Adalberto Occhipinti si avvicina a una vettura abbandonata, cerca di aprire il cofano, salta in aria. Finisce così la vita di una spalla comica, con l’irruzione inattesa della morte. Non è il finale, ma è amarissimo: riecheggia le derive drammatiche di pellicole altrettanto commerciali, come Il ladrone di Pasquale Festa Campanile (1980) – lì Montesano ci rimetteva le penne, qui si salva e diventa un eroe.
In un certo senso, sono gli ultimi vagiti degli anni Settanta. Anche Verdone cambierà gradualmente registro, lasciandosi alle spalle la tangibile amarezza delle cinghiate di Brega e del cuore spezzato di Natasha Hovey. Parentesi avatiana a parte, Boldi imboccherà il viale dei cinepanettoni. Montesano ripeterà l’operazione con Il tenente dei carabinieri di Maurizio Ponzi (1986), affacciandosi poi con meno certezze agli anni Novanta. Paola Onofri cederà alle lusinghe del piccolo schermo, altro fatale discrimine.

 

CAST & CREDITS

Regia: Carlo Verdone; soggetto: Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Carlo Verdone; sceneggiatura: Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Carlo Verdone; fotografia: Danilo Desideri; scenografia: Franco Velchi; costumi: Luca Sabatelli, Franco Velchi; montaggio: Antonio Siciliano; musiche: Fabio Liberatori; interpreti: Carlo Verdone (Marino Spada), Enrico Montesano (Glauco Sperandio), Massimo Boldi (Adalberto Occhipinti), Paola Onofri (Rita), John Steiner (lo squilibrato), Guido Celano (zio Renato), Anna Maria Torniai (zia Ernestina); produzione: Mario Cecchi Gori e Vittorio Cecchi Gori per C.G. Silver Film; origine: Italia, 1984; durata: 120’; home video: dvd CG Entertainment, Blu-ray inedito; colonna sonora: inedita.

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