Non avremo un altro D10S. Diego Armando Maradona una vita da cinema

Boris Sollazzo
2021-12-21 09:44:52
Non avremo un altro D10S. Diego Armando Maradona una vita da cinema

“Le mie lettere d’amore a Diego D10S immortale”

Il giornalista consulente del festival della Maddalena parla del suo libro dedicato al mito Maradona. “Genio del calcio, ma anche eroe di fiction e tv”

Giornalista, speaker radiofonico, critico cinematografico, direttore di festival (anche consulente di quello della Maddalena ‘La valigia dell’attore’) e maradoniano militante. Per Boris Sollazzo, come si capisce subito dalla presentazione, il Pibe de Oro ha rappresentato moltissimo: “Era come uno di famiglia” dice. Ma si potrebbe usare anche il presente. Perché Diego, basta il nome, in fondo è immortale. Da poche settimane si è celebrato il primo anniversario della scomparsa e per l’occasione è uscita una sua particolare biografia. Emotiva come la definisce lo stesso autore: Non avremo un altro D10S (120 pagine, Bietti edizioni, collana Fotogrammi). Una lettera d’amore nei confronti del fuoriclasse argentino che ha incarnato il riscatto dei napoletani. Boris Sollazzo in realtà è romano, ma con il cuore azzurro. Tifoso partenopeo da sempre. “Mio padre – racconta – è nato in provincia di Benevento e ha vissuto vari anni a Napoli. Ha cercato di tenermi lontano dal calcio, da tifoso aveva avuto troppe delusioni, ma da piccolo ricordo la felicità in famiglia per la vittoria dell’Italia al Mondiale del 1982. Da lì inizio a vedere qualcosa, come possono fare i bambini, e poi un giorno compare la classifica della serie A in televisione. Non c’è ancora Maradona, il Napoli è ultimo e io indico che voglio tifare quella squadra in fondo alla classifica. Allora mio padre si arrende, capisce che è destino e che tipo di persona sarei diventata. Una di quelle che si mette dalla parte delle cause perse. Come lui”.

Diego come Atlante

All’inizio dice l’incredibile e iconico gol di pallonetto alla Lazio, una delle sue tante prodezza, ma subito dopo ci ripensa. Alla domanda sul primo nitido ricordo di Maradona da tifoso costante del Napoli. Boris Sollazzo tira fuori una risposta sorprendente. Il rigore sbagliato in coppa Uefa contro il Tolosa, nell’autunno del 1986. Sembra l’ennesima delusione per i napoletani e invece da lì inizierà la cavalcata verso il primo, storico scudetto. “Mi è rimasto impresso quell’errore dal dischetto, visto in un televisore in bianco e nero Grundig. Con Maradona che si prende la colpa della sconfitta, anche se non era stato l’unico a sbagliare. Era così. “Condivideva con i compagni le vittorie, che erano gran parte merito suo, e si assumeva le colpe quando le cose andavano male. Io lo paragono ad Atlante, reggeva sulle spalle il peso del mondo”. La figura mitologica è citata nell’introduzione del libro, suddiviso in dieci capitoli. Ovviamente dieci, come il numero che ha sempre portato sulla maglia il campione di Villa Fiorito, il quartiere di Buenos Aires dov’è nato. Il numero che rappresenta il calciatore capace di giocate eccezionali, di cambiare le partite con un’invenzione. Come ha fatto tante volte Maradona.

Una vita da cinema

Sul Pibe de Oro sono stati scritti diversi libri e Boris Sollazzo racconta di non aver mai pensato di aggiungere alla lista una sua biografia. Poi il 25 novembre dell’anno scorso arriva la notizia della morte. “Improvvisamente vengo investito da una serie di condoglianze, anche da parte di persone che non mi conoscevano così bene, come se avessero percepito, sentendomi alla radio, leggendomi da qualche parte, seguendomi attraverso i social, che per me lui era qualcosa di più di un idolo calcistico. Un affetto che colpisce il giornalista e critico cinematografico al quale Rolling Stone chiede  di far eun coccodrillo. “Scrivendo il pezzo, e poi dalla reazione a esso, ho capito che avevo qualcosa da dire. C’era una parte di Maradona schiacciata dalle sue disavventure e non si riusciva a valutarlo sotto l’aspetto umano. Dopo averlo letto, Ilaria Floreano – che dirige la collana Fotogrammi di Bietti Edizioni, mi ha chiesto di scrivere un piccolo volume per loro. All’inizio ero titubante, poi, elaborando il lutto, ho iniziato a buttare giù qualche idea e il libro ha preso forma. Unendo le mie passioni per il calcio e il cinema, cercando di raccontare Maradona attraverso frasi e personaggi di film che me lo ricordavano e che non fossero scontati.

Rambo e Fight Club

Un approccio originale che vede passare in rassegna una serie di noti film: da Rambo Fight Club, da L’ultima tentazione di CristoTucker. Un uomo e il suo sogno. Lungometraggi che non riguardano Maradona, ma che offrono spunti interessanti per capirlo meglio. “Parliamo – sottolinea l’autore – di un personaggio borderline, con gli schemi della vita non poteva essere raccontato pienamente. Dal mio punto di vista bisognava utilizzare qualcosa che fosse oltre, il cinema appunto”. Ecco così il Diego lasciato solo e tradito, quello politico e quello sognatore. “Per molti versi – aggiunge Sollazzo – è come un personaggio shakespeariano. Gli succede di tutto e alla massima potenza. Da qui, affidandosi all’istinto più che a scelte cerebrali, ho avuto l’idea di puntare su storie dove l’uomo si trova in situazioni estreme. Come Rambo, combattente reduce dal Vietnam che non riesce a trovare il suo posto nel mondo, o come il protagonista di Fight Club con il suo alter ego interiore. Perché se in campo Diego incontrava Maradona, fuori c’era Diego e c’era Maradona. Si dividevano e combattevano. Il suo storico preparatore Fernando Signorini una volta ha detto: “Con Diego andrei in campo al mondo, con Maradona non prenderei nemmeno un caffè”. Una frase molto significativa.

Maradona e Kusturica

Nel libro, inevitabilmente, vengono citati anche film che direttamente o meno sono legati al più forte calciatore di tutti i tempi. Maradona d’altronde è quasi un genere cinematografico. “Ci sono circa 30 film di cui è protagonista o motore della storia e almeno 100 in cui è citato. Siamo a livelli di personaggi come Napoleone o Giulio Cesare” sottolinea Boris Sollazzo, che limitando il giudizio sulle opere riguardanti da vicino il campione non ha dubbi su quale sia il migliore: Maradona by Kusturica, documentario firmato dal grande regista serbo. “Per la passione, il coinvolgimento emotivo. Non si può essere lucidi nel raccontarlo, avere la presunzione di trattarlo come materia fredda. E fra tutte le scene mi piace ricordare quella in cui Diego canta La mano di Dios, brano sulla sua vita. Attorno ha la solita corte dei miracoli, ma lui guarda solo le donne della sua vita: la moglie Claudia e le figlie Dalma e Giannina. Sembra in quel modo chiedere loro scusa, cercando di spiegare il peso di essere Maradona. Una scena meravigliosa”.

È stata la mano di Dio

Tra i lungometraggi che fanno riferimento a Maradona c’è anche il nuovo film di Paolo Sorrentino, che dopo l’anteprima a Venezia (Gran Premio della Giuria) e l’uscita nelle sale, da qualche giorno è disponibile su Netflix. “Un’opera straordinaria, autobiografica, dove la presenza di Maradona è immanente e serve a far capire cosa fosse la Napoli dell’epoca”. Gli anni Ottanta, quelli della giovinezza per il regista napoletano premio Oscar che a Boris Sollazzo ha regalato una preziosa intervista con la quale si conclude il libro. “Avevo chiesto di tenere aperto il volume fino all’uscita del film perché mi sembrava giusto che il decimo e ultimo capitolo riguardasse proprio È stata la mano di Dio. Un lavoro che per Paolo ha un valore enorme, racconta la tragedia immane che l’ha colpito quando era un ragazzo, e avevo pudore di chiedergli un contributo. Pensavo semplicemente di guardare il film e scriverne io. Quando fanno l’anteprima a Napoli decido di andare e dopo averlo visto prendo il coraggio per dirgli che ho scritto qualcosa su Maradona e vorrei chiudere il libro con una sua intervista. Lui accetta, ci vediamo la mattina dopo e viene fuori una bellissima chiacchierata. “Un momento che porterò sempre nel cuore, in cui ci siamo trovati tra ricordi e l’amore per i colori del Napoli e Maradona. Lui ha detto che Diego gli ha salvato la vita, a me sicuramente l’ha cambiata”.

 

Paolo Canessa ©La nuova Sardegna 19 dicembre 2021

 

 

Ultimi post dal blog

«Mario Bava è stato uno dei più grandi registi di cinema pulp di tutti i tempi, trent’anni prima che Quentin Tarantino rendesse popolare la nozione di pulp» (Dennis Bartok) Il nome è impegnativo. Per via delle influenze postume, degli accostamenti sorprendenti e di una eco culturale che, fuori e dentro la dimensione cinematografica, raggiunge continenti e fan, da Martin Scorsese in giù. E allora va dato merito agli studiosi Gabriele Acerbo e Roberto Pisoni di essere tornati sui luoghi del mito e, quattordici anni dopo la prima edizione e con materiali e interviste inediti, aver consegnato al lettore Kill baby Kill! [...]
Il grande pubblico si è forse accorto di Noah Baumbach e Greta Gerwig solo recentemente, con i successi di Storia di un matrimonio per lui, la candidatura all’Oscar per la regia di Lady Bird e per la sceneggiatura di Piccole donne per lei. Qualche incursione nel cinema delle grandi produzioni l’avevano fatta entrambi: Baumbach ha firmato insieme a Wes Anderson le sceneggiature di Le avventure acquatiche di Steve Zissou e di Fantastic Mr Fox, e, sorprendentemente è anche coautore di [...]
Da Il Trono di Spade a The Crown, da The Walking Dead a Gomorra, da Lost a Bridgerton, da La casa di Carta a Il commissario Montalbano, da Downton Abbey a Succession, il libro scritto da Massimo Privitera e pubblicato da Bietti Fotogrammi è una preziosa guida alla scoperta delle più belle soundtrack originali  e sigle cantate per la televisione degli anni Duemila. “La musica! Una magia che supera tutte quelle che noi facciamo qui!” Così parlò Abus Silente in Harry Potter e la pietra filosofale.  E se lo dice il Preside della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwart, non possiamo [...]

Ultime uscite

François Ozon

François Ozon

Inland n. 2/2016
Il secondo numero di INLAND è il primo volume dedicato in Italia a François Ozon. Regista tra i generi, firma sfuggente all’etichetta d’autore, nei suoi film Ozon fa riverberare echi [...]
Fiume Diciannove - Il Fuoco sacro della Città di Vita
1919-2019. Un secolo fa Gabriele d’Annunzio entrava in Fiume d’Italia, dando vita a quella che sarebbe stata una rivoluzione durata cinquecento giorni. Un’atmosfera febbricitante e festosa, ma anzitutto sacra, qui [...]
Aldo Lado

Aldo Lado

Inland n. 9/2019
Quello che stringete tra le mani è il numero più complesso, stratificato, polisemantico del nostro – vostro – INLAND. Quaderni di cinema. Lo è innanzitutto grazie al parco autori, mai [...]
Dylan Dog - Nostro orrore quotidiano
Detective dell’Occulto, Indagatore dell’Incubo, Esploratore di Pluriversi: come definire altrimenti Dylan Dog, dal 1986 residente al n. 7 della londinese Craven Road? Le sue avventure – che affrontano tutti gli [...]
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. [...]
William Lustig

William Lustig

Inland n. 13/2020
Gennaio 2015, riunone di redazione: si discute a proposito della nascita di INLAND. Quaderni di cinema. A chi dedicare i primi tre numeri? Idee tante, unanimità poca. Restano quattro progetti, [...]
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia [...]
Antonio Bido

Antonio Bido

Inland n. 11/2019
Girata la boa del decimo numero, INLAND. Quaderni di cinema compie altri due significativi passi in avanti. Innanzitutto ottiene il passaporto. A rilasciarlo è stato il Paradies Film Festival di Jena [...]
Carlo & Enrico Vanzina

Carlo & Enrico Vanzina

Inland n. 7/2018
INLAND. Quaderni di cinema numero #7 nasce nell’ormai lontano dicembre 2017, in un bar di Milano dove, di fronte al sottoscritto, siede Rocco Moccagatta, firma di punta di tutto quel [...]
Lav Diaz

Lav Diaz

Inland n. 3/2017
È da tempo che noi di INLAND pensiamo a una monografia dedicata a Lav Diaz. Doveva essere il numero #1, l’avevamo poi annunciato come #2, l’abbiamo rimandato in entrambe le [...]
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie [...]
Rob Zombie

Rob Zombie

Inland n. 1/2015
Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e [...]
Pupi Avati

Pupi Avati

Inland n. 10/2019
Numero #10. Stiamo diventando grandi. Era da tempo che pensavamo a come festeggiare adeguatamente questa ricorrenza tonda, questo traguardo tagliato in un crescendo di sperimentazioni editoriali, collaborazioni, pubblicazioni sempre più [...]
Sergio Martino

Sergio Martino

Inland n. 5/2017
Giunto al quinto numero, INLAND. Quaderni di cinema affronta uno snodo cruciale, fatto di significative ed emblematiche svolte che segnano uno scarto, un’apertura rispetto alla precedente linea editoriale. Innanzitutto la scelta del [...]
Carlo Verdone

Carlo Verdone

Inland n. 12/2019
"Vi ho chiesto di mettere la mia moto Honda Nighthawk in copertina perché su quella moto c'è passato il cinema italiano. Su quella moto io sono andato e tornato da [...]
Rob Zombie Reloaded

Rob Zombie Reloaded

Inland n. 8/2019
Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto [...]
America! America? - Sguardi sull'Impero antimoderno
L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta [...]
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un [...]
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato [...]
Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn

Inland n. 4/2017
Perché Nicolas Winding Refn? La risposta è semplice: perché, piaccia o no, è un autore che, più di altri, oggi ha qualcosa da dire. Sebbene sempre più distante dalle logiche [...]
Michele Soavi

Michele Soavi

Inland n. 6/2018
Il nuovo corso di INLAND. Quaderni di cinema, inaugurato dal numero #5, dedicato a Sergio Martino, è contraddistinto da aperture al cinema italiano, al passato, a trattazioni che possano anche [...]

Best seller

Autobiografia involontaria
Maurizio Nichetti è famoso come regista di Ratataplan, Ho fatto splash, Ladri di saponette, Volere volare, che sono stati visti [...]

Articoli piu' letti