«il manifesto»: Dayan. Un viaggio iniziatico, un thriller metafisico e un’utopia romeni

Mircea Eliade
2015-12-29 10:36:10
«il manifesto»: Dayan. Un viaggio iniziatico, un thriller metafisico e un’utopia romeni

Non tutti forse ricordano che Mircea Eliade, riconosciuto come il massimo storico delle religioni del Novecento, pubblicò, parallelamente alla sua imponente opera saggistica, una quasi altrettanto vasta mole di scritti narrativi. Se in Romania egli è considerato un classico anche come scrittore, all’estero in genere la sua produzione letteraria, che comprende anche opere teatrali, è ancora poco apprezzata, tant’è che alcuni dei suoi romanzi attendono ancora di essere tradotti nelle principali lingue europee. In questo senso un’inversione di tendenza poteva essere innescata dall’uscita del film che nel 2007 Francis Ford Coppola aveva ricavato dal romanzo Un’altra giovinezza (tradotto per l’occasione da Rizzoli); tuttavia neanche un film di un regista così famoso contribuì davvero a risollevare la fortuna internazionale dell’Eliade narratore. Con questo non si vuole certo affermare che tutta la sua opera letteraria “resista” ancora oggi, ma essa rimane comunque imprescindibile per comprendere appieno la complessa personalità di questo protagonista della cultura contemporanea.

Eliade manifestò la sua vocazione narrativa con straordinaria precocità, elaborando i primi esperimenti letterari già in età adolescenziale, sull’onda dell’infatuazione per Un uomo finito di Giovanni Papini; e continuò a scrivere racconti e romanzi fino agli anni della vecchiaia. A questo periodo risalgono i tre affascinanti racconti fantastici che Bietti propone ora per la prima volta al lettore italiano sotto il titolo Dayan e altri racconti (a cura di Horia Corneliu Cicortaş, pp. 200, € 16,00). La tendenza a rompere gli schemi del realismo per aprire la narrazione all’epifania del sacro, al mistero, nonché, appunto, al fantastico è presente lungo tutto l’itinerario narrativo di Eliade (forse sulla scia del citato Papini, autore di racconti fantastici ammirati anche da Borges); nell’ultimo periodo, però, l’autore romeno alimenta la sua poetica fantastica con suggestioni attinte dalle teorie scientifiche.

Scritto tra il 1979 e il 1980, il racconto eponimo, ambientato, come gli altri due, negli anni della Guerra Fredda, ha per protagonista un giovane e geniale matematico romeno soprannominato Dayan perché porta una benda su un occhio che lo fa assomigliare all’omonimo generale israeliano. Mentre Dayan sta preparando la tesi di dottorato nella quale si appresta a proporre una rivoluzionaria revisione del teorema di Gödel, la sua vita è sconvolta dall’incontro con un vecchio, che gli rivela di essere in realtà il mitico Ebreo errante: dapprima questi gli guarisce miracolosamente l’occhio ferito e poi lo accompagna in un illuminante viaggio iniziatico. Le bizzarrie di Dayan non sfuggono all’occhiuto preside della sua facoltà, cosicché il matematico finisce presto nel mirino degli agenti di regime. Verrà rinchiuso in un sanatorio e tenuto sotto stretta sorveglianza, ma nondimeno le sue singolari teorie attireranno l’attenzione della comunità scientifica internazionale.

Il secondo racconto, La mantella, del ’75, inizia con una surreale conversazione nei pressi a un negozio di alimentari di Bucarest nel corso della quale un individuo vestito con una mantella militare vecchio stile insinua il dubbio che la data di quel giorno non sia 19 maggio 1969, come sostengono tutti, bensì 19 maggio 1966, come risulterebbe da alcune copie di un quotidiano che recano quella datazione: ne scaturisce un intricato thriller metafisico dagli esiti sorprendenti. L’ultima storia del libro, All’ombra di un giglio…, risalente al 1982, è anche l’ultimo racconto scritto da Eliade, e può essere letto quasi come una sorta di esoterico testamento letterario. Si svolge a Parigi e ha come protagonisti alcuni esuli rumeni; anche qui tutto ruota attorno a degli enigmi, tra cui il significato dell’espressione usata nel titolo, che era stata adoperata da un misterioso professore negli anni lontani in cui la Romania stava per sprofondare nella Seconda Guerra. «All’ombra di un giglio, in Paradiso» viene interpretata come allusione a un luogo ideale in cui infine i vecchi compatrioti si sarebbero ritrovati; ma anche come luogo apocalittico, giacché solo con l’Apocalisse l’Esilio può davvero terminare.

 

(Raoul Bruni, «il manifesto», 27 dicembre 2015)

Ultimi post dal blog

Per anni paragonata (al ribasso) con i "rivali" della Pixar, la DreamWorks Animation SKG ha segnato in modo significativo la storia del cinema d'animazione, sotto l'egida dei fondatori Steven Spielberg, Jeffrey Katzenberg e David Geffen. Con film e saghe di forte impatto e straordinario successo di pubblico quali Shrek, Kung Fu Panda e Madagascar, solo per citare i titoli più celebri, ha creato un modello e un immaginario visivo e narrativo di forte riconoscibilità. Questo a dispetto dei già citati (e inutili) confronti con la concorrenza, che come conseguenza hanno prodotto una sottovalutazione dei film in questione e una scarsità assoluta di studi e pubblicazioni, almeno in [...]
Per la prima volta in Italia c’è un libro sulla DreamWorks. Scritto da Simone Soranna e Matteo Mazza, “DreamWorks Animation – Il lato chiaro della luna” (Bietti Heterotopia) è un viaggio affascinante che restituisce lustro a una casa di produzione sottovalutata.  In un panorama dove tanto si è detto e scritto su Pixar, ma anche su Studio Ghibli, quello su DreamWorks diviene un libro necessario perché affronta con novizia di dettagli il percorso di nascita, crescita ed evoluzione della casa di produzione creata da Steven Spielberg, Jeffrey Katzenberg e David Geffen. E come tutte le belle storie che si rispettino, [...]

Ultime uscite

François Ozon

François Ozon

Inland n. 2/2016
Il secondo numero di INLAND è il primo volume dedicato in Italia a François Ozon. Regista tra i generi, firma sfuggente all’etichetta d’autore, nei suoi film Ozon fa riverberare echi [...]
Aldo Lado

Aldo Lado

Inland n. 9/2019
Quello che stringete tra le mani è il numero più complesso, stratificato, polisemantico del nostro – vostro – INLAND. Quaderni di cinema. Lo è innanzitutto grazie al parco autori, mai [...]
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. [...]
William Lustig

William Lustig

Inland n. 13/2020
Gennaio 2015, riunone di redazione: si discute a proposito della nascita di INLAND. Quaderni di cinema. A chi dedicare i primi tre numeri? Idee tante, unanimità poca. Restano quattro progetti, [...]
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia [...]
Antonio Bido

Antonio Bido

Inland n. 11/2019
Girata la boa del decimo numero, INLAND. Quaderni di cinema compie altri due significativi passi in avanti. Innanzitutto ottiene il passaporto. A rilasciarlo è stato il Paradies Film Festival di Jena [...]
Carlo & Enrico Vanzina

Carlo & Enrico Vanzina

Inland n. 7/2018
INLAND. Quaderni di cinema numero #7 nasce nell’ormai lontano dicembre 2017, in un bar di Milano dove, di fronte al sottoscritto, siede Rocco Moccagatta, firma di punta di tutto quel [...]
Lav Diaz

Lav Diaz

Inland n. 3/2017
È da tempo che noi di INLAND pensiamo a una monografia dedicata a Lav Diaz. Doveva essere il numero #1, l’avevamo poi annunciato come #2, l’abbiamo rimandato in entrambe le [...]
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie [...]
Rob Zombie

Rob Zombie

Inland n. 1/2015
Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e [...]
Pupi Avati

Pupi Avati

Inland n. 10/2019
Numero #10. Stiamo diventando grandi. Era da tempo che pensavamo a come festeggiare adeguatamente questa ricorrenza tonda, questo traguardo tagliato in un crescendo di sperimentazioni editoriali, collaborazioni, pubblicazioni sempre più [...]
Sergio Martino

Sergio Martino

Inland n. 5/2017
Giunto al quinto numero, INLAND. Quaderni di cinema affronta uno snodo cruciale, fatto di significative ed emblematiche svolte che segnano uno scarto, un’apertura rispetto alla precedente linea editoriale. Innanzitutto la scelta del [...]
Carlo Verdone

Carlo Verdone

Inland n. 12/2019
"Vi ho chiesto di mettere la mia moto Honda Nighthawk in copertina perché su quella moto c'è passato il cinema italiano. Su quella moto io sono andato e tornato da [...]
Rob Zombie Reloaded

Rob Zombie Reloaded

Inland n. 8/2019
Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto [...]
America! America? - Sguardi sull'Impero antimoderno
L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta [...]
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un [...]
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato [...]
Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn

Inland n. 4/2017
Perché Nicolas Winding Refn? La risposta è semplice: perché, piaccia o no, è un autore che, più di altri, oggi ha qualcosa da dire. Sebbene sempre più distante dalle logiche [...]
Michele Soavi

Michele Soavi

Inland n. 6/2018
Il nuovo corso di INLAND. Quaderni di cinema, inaugurato dal numero #5, dedicato a Sergio Martino, è contraddistinto da aperture al cinema italiano, al passato, a trattazioni che possano anche [...]

Best seller

Autobiografia involontaria
Maurizio Nichetti è famoso come regista di Ratataplan, Ho fatto splash, Ladri di saponette, Volere volare, che sono stati visti [...]

Articoli piu' letti