BlowUp su "Richard Linklater. La deriva del sogno americano"

2017-09-07 10:59:22
BlowUp su

Non era semplice tirare le fila della produzione e della poetica di Richard Linklater. Distante anche geograficamente da Hollywood, radicato in quel Texas che descriverà con tocchi tracicomici nel sottovalutato Bernie eppure cittadino del mondo (Prima dell’alba e i due splendidi sequel, ossia la Terra Europa vista dalla Luna America), capace di spaziare da commedie romantiche ad adattamenti di Philip Dick passando per esperimenti stile Dogma, stimolante anche nei passi falsi, Linklater è un regista la cui carriera, come scrivono gli autori, «riflette alla perfezione la dialettica tra l’industria hollywoodiana e il cinema indipendente». Per analizzarne l’eterogenea filmografia, Monti e Sacchi procedono per associazioni, scavalcando la cronologia e raggruppando coppie o trittici dalle affinità più o meno palesi (la trilogia di Jesse e Céline, i due film realizzati in rotoscoping, Waking Life e A Scanner Darkly; i racconti di formazione La vita è un sogno e Tutti vogliono qualcosa, eccetera) per concludere appropriatamente con Boyhood, «il film di una vita» in più di un significato. Analizzano percorsi, poetica, stile con rigore e puntualità. E riservano una cura particolare alle vicende produttive dei singoli lavori, oltre a soffermarsi sul ruolo della musica nell’opera di un regista da sempre attentissimo a questo aspetto. Ciliegina sulla torta, una breve ma toccante prefazione dell’amico e collega James Benning (recuperare, please, il bel docu Double Play). Chapeau.

 

Roberto Curti ©BlowUp

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