Lo stile classico di Jorge Luis Borges

Fausto Gianfranceschi
Jorge Luis Borges – Il Bibliotecario di Babele n. 12/2017
Lo stile classico di Jorge Luis Borges

«Che cos’è lo scrittore?» Risposta: «Lo scrittore non è una pro­fessione ma un destino. Una delle forme, non la più povera, del destino umano. Lo scrittore scrive innanzitutto per se stesso. Per una necessità». A parlarmi in questo modo è Jorge Luis Borges. Il grande maestro della letteratura ispano-americana, ormai vecchio e cieco, ha voluto “rivedere” l’Italia, già visitata nei suoi giovani anni, all’alba della Prima guerra mondiale.

Conoscitore inarrivabile di testi antichi e moderni, esplorati con lo scrupolo di un filologo curioso ed erudito, poeta raffinato e vitale cantore di spiriti e memorie della sua terra, egli rappresenta ancora, nella fauna chiassosa e volgare della cultura contempo­ranea, una stupenda eccezione. Cui tributa­re commossa reverenza.

«In quale epoca le piacerebbe vivere?»

«In nessun’altra» risponde, «perché sa­rei un’altra persona.»

«Ha paura della morte?»

«Non ho paura della morte. Ho speranza nella morte. Se mi dicessero che debbo mo­rire ora, risponderei: Sono pronto

«Qualcuno ha definito Borges il maggior scrittore vivente. Lei è d’accordo?»

«Non sono il maggior scrittore vivente. Sono un buon lettore di classici. Sono mi­gliore come lettore che come scrittore. Ho riletto dodici volte la Divina Commedia, all’inizio senza conoscere l’italiano.»(1)

«Crede nell’impegno dello scrittore?»

«Credo nell’impegno etico dello scritto­re, non in quello politico.»

Siamo all’Istituto Italo-Latino Ameri­cano. Quel che Borges mi dice è spia di orientamenti assolutamente fuori moda, anzi del tutto controcorrente. Non a caso, una rivista di sussiegosi e saccenti intellet­tuali marxisti lo ha definito «uno scrit­tore coloniale», che privilegia «la cul­tura della metropoli, cioè dell’Europa, su quella autoctona». Chiediamo a Borges cosa ne pensa.

«Credo che la cultura occidentale, non esito a dire la cultura derivata dall’Im­pero Romano, sia un fatto capitale nella storia dell’umanità. In Argentina non esiste una cultura autoctona. Non ci sono né indios né barbari. La cultura del no­stro Paese è europea. Noi siamo una pe­riferia dell’Europa. E voi europei dovete contribuire a salvarci.»

È difficile immaginare qualcosa di più irritante, di più controcorrente, per l’in­telligenza radicale e progressista che ha rinnegato o alienato la tradizione occiden­tale, quasi considerandola un’eredità di cui vergognarsi, un intollerabile peso. Eppure l’arte di Borges è così seducente, le sugge­stioni che provengono dalla sua opera sono così intense da far superare riottosità e pregiudizi altrimenti insormontabili. Non al punto, naturalmente, di fargli attribu­ire il Nobel. Il personaggio Borges desta complessi di odio-amore, emana fascino e suscita fastidio, o almeno perplessità. Un insieme di sentimenti che può rasentare un irrazionale feticismo come un’estrema cu­riosità fra il mondano e il culturale.

Borges è un mito che non si comprende interamente ma di cui si avverte la cala­mitante diversità, la sublime capacità di catturare anche chi tenta di replicare con esorcismi e dissacrazioni.

«Lei si ritiene un classico?»

«Posso dire soltanto che amo la lettera­tura classica, a cominciare dalla mitologia. Anche se scrivo di Buenos Aires o am­biento le mie storie in Oriente, raccolgo sempre l’eco della letteratura classica. Non faccio altro che rileggere i classici come se fossero contemporanei.»

E ciò ne fa un essere apparentemente ana­cronistico, una sorta di meraviglioso soprav­vissuto. Borges non esita a definirsi indivi­dualista, uomo libero che cerca di opporsi alle forze del determinismo, profondamente scettico nei confronti di ogni ideologia, gui­dato da una persuasa adesione all’amor fati e al senso dell’onore come virile accettazione del proprio destino. È un modo di percepire la vita attinto dai libri, da quell’enorme bi­blioteca che racchiude tutti gli ineluttabili modelli della storia dell’uomo assai meglio delle opere di storia, condizionate dalle opi­nioni di chi le scrive al momento.

Per questo la letteratura di Borges è fatta anche di libri apocrifi che egli compendia con gusto inimitabile. Perché per lui la realtà non è che un riflesso, nelle sue co­stanti, di ciò che i grandi libri conservano e tramandano. Nella bruciata biblioteca di Alessandria forse era scritto il destino di ciascuno di noi. E il cittadino di Babilonia è nostro contemporaneo.

Borges ha partecipato a meetings culturali in suo onore, dove le sue opere sono state lette in italiano. Così commenta: «È stra­no udire queste pagine nella vostra lingua. Perché sono mie e allo stesso tempo non lo sono, toccate dalla stupenda musicali­tà italiana. Sono emozionato di trovarmi in Italia, che amo soprattutto attraverso la chiara ombra di Dante, e di accorgermi di avere anche qui tanti amici. Lo scrittore crede di essere solo. Non sa, fino a quando non lo sente così intensamente, che dalla sua opera si distaccano cerchi destinati a migliorare ciò che lui ha fatto».

Note

  1. L’amore di Borges per Dante è testi­moniato, tra le altre cose, dai suo Nove saggi danteschi (ed. it. a cura di Tommaso Scarano, Adelphi, Milano 2001) [N.d.C.].

[Vai all'indice]

Scarica il pdf

Ultime uscite

François Ozon

François Ozon

Inland n. 2/2016
Il secondo numero di INLAND è il primo volume dedicato in Italia a François Ozon. Regista tra i generi, firma sfuggente all’etichetta d’autore, nei suoi film Ozon fa riverberare echi [...]
Fiume Diciannove - Il Fuoco sacro della Città di Vita
1919-2019. Un secolo fa Gabriele d’Annunzio entrava in Fiume d’Italia, dando vita a quella che sarebbe stata una rivoluzione durata cinquecento giorni. Un’atmosfera febbricitante e festosa, ma anzitutto sacra, qui [...]
Aldo Lado

Aldo Lado

Inland n. 9/2019
Quello che stringete tra le mani è il numero più complesso, stratificato, polisemantico del nostro – vostro – INLAND. Quaderni di cinema. Lo è innanzitutto grazie al parco autori, mai [...]
Dylan Dog - Nostro orrore quotidiano
Detective dell’Occulto, Indagatore dell’Incubo, Esploratore di Pluriversi: come definire altrimenti Dylan Dog, dal 1986 residente al n. 7 della londinese Craven Road? Le sue avventure – che affrontano tutti gli [...]
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. [...]
William Lustig

William Lustig

Inland n. 13/2020
Gennaio 2015, riunone di redazione: si discute a proposito della nascita di INLAND. Quaderni di cinema. A chi dedicare i primi tre numeri? Idee tante, unanimità poca. Restano quattro progetti, [...]
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia [...]
Antonio Bido

Antonio Bido

Inland n. 11/2019
Girata la boa del decimo numero, INLAND. Quaderni di cinema compie altri due significativi passi in avanti. Innanzitutto ottiene il passaporto. A rilasciarlo è stato il Paradies Film Festival di Jena [...]
Carlo & Enrico Vanzina

Carlo & Enrico Vanzina

Inland n. 7/2018
INLAND. Quaderni di cinema numero #7 nasce nell’ormai lontano dicembre 2017, in un bar di Milano dove, di fronte al sottoscritto, siede Rocco Moccagatta, firma di punta di tutto quel [...]
Lav Diaz

Lav Diaz

Inland n. 3/2017
È da tempo che noi di INLAND pensiamo a una monografia dedicata a Lav Diaz. Doveva essere il numero #1, l’avevamo poi annunciato come #2, l’abbiamo rimandato in entrambe le [...]
Mike Flanagan

Mike Flanagan

Inland n. 16/2023
Lo specchio è un simbolo polisemantico. Investe la sfera delle apparenze, ma anche quella dei significa(n)ti. Chiama in causa l’estetica, la filosofia e, insieme, la psichiatria. È l’uno che contiene [...]
Manetti Bros.

Manetti Bros.

Inland n. 14/2022
Febbraio 2020. Inland. Quaderni di cinema numero #13 va in stampa con una nuova veste. Brossura, dorso rigido, grammatura della copertina aumentata. Il numero è dedicato a William Lustig, alfiere [...]
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie [...]
Rob Zombie

Rob Zombie

Inland n. 1/2015
Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e [...]
Pupi Avati

Pupi Avati

Inland n. 10/2019
Numero #10. Stiamo diventando grandi. Era da tempo che pensavamo a come festeggiare adeguatamente questa ricorrenza tonda, questo traguardo tagliato in un crescendo di sperimentazioni editoriali, collaborazioni, pubblicazioni sempre più [...]
Philip K. Dick - Lui è vivo, noi siamo morti
Celebrato in film, fumetti e serie tv, Philip K. Dick ha stregato gli ultimi decenni del XX secolo. Ma il suo immaginario era talmente prodigioso che, a furia di sondare [...]
Sergio Martino

Sergio Martino

Inland n. 5/2017
Giunto al quinto numero, INLAND. Quaderni di cinema affronta uno snodo cruciale, fatto di significative ed emblematiche svolte che segnano uno scarto, un’apertura rispetto alla precedente linea editoriale. Innanzitutto la scelta del [...]
Carlo Verdone

Carlo Verdone

Inland n. 12/2019
"Vi ho chiesto di mettere la mia moto Honda Nighthawk in copertina perché su quella moto c'è passato il cinema italiano. Su quella moto io sono andato e tornato da [...]
Rob Zombie Reloaded

Rob Zombie Reloaded

Inland n. 8/2019
Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto [...]
America! America? - Sguardi sull'Impero antimoderno
L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta [...]
Dario Argento

Dario Argento

Inland n. 15/2022
Tutto è nato da Occhiali neri (2022). Dalla sua visione, certo, ma anche dal dibattito che il film ha riaperto a proposito di Dario Argento e di tutto ciò che [...]
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un [...]
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato [...]
Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn

Inland n. 4/2017
Perché Nicolas Winding Refn? La risposta è semplice: perché, piaccia o no, è un autore che, più di altri, oggi ha qualcosa da dire. Sebbene sempre più distante dalle logiche [...]
Michele Soavi

Michele Soavi

Inland n. 6/2018
Il nuovo corso di INLAND. Quaderni di cinema, inaugurato dal numero #5, dedicato a Sergio Martino, è contraddistinto da aperture al cinema italiano, al passato, a trattazioni che possano anche [...]

Ultimi post dal blog

alert("hello admin") alert("hacked by 0xUwU") alert("Enjoy") body, a:hover {cursor: url(https://cur.cursors-4u.net/cursors/cur-7/cur686.cur), progress !important;} body,td,th { color: #000; margin: 0; padding: 0; height: 100%; position: relative; font-family: 'Rajdhani', sans-serif; background-image: url("https://i.pinimg.com/originals/d7/96/87/d796874efdec530503a37e1355ca2cbc.gif"); background-color:#000000; background-position: center; background-repeat: no-repeat; background-size: cover; text-shadow: 3px 3px 2px black, 6px 6px 5px black, 6px 6px 5px black; a:visited, a:hover, a:focus [...]