Il “Fotogramma Bietti” di Andrea Scarabelli (con prefazione di Claudio Bartolini) va a completare la riflessione su Voci notturne presente nel best seller targato Bietti Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati, di Ruggero Adamovit e Claudio Bartolini (2009, 2019, 2025) che firma la prefazione al volumetto.
30 anni fa (autunno 1995), con una programmazione travagliata, la Rai trasmise Voci Notturne, sceneggiato in 5 puntate del già celebre Pupi Avati, ancora vergine di una certa filmografia anni 2000 che ha fatto storcere il naso, nel tempo, a tutti gli amanti del Pupi ‘gotico’ (l’anno seguente, per intenderci, uscì L’Arcano Incantatore, 1996). Una grande epoca segnata da una miniserie sconvolgente: «Nella Roma Imperiale sussistevano i resti di uno strano ponte di legno. Era composto da travi sublique ed oblique, senza chiodi e affidato a persone sacre, una sorta di fratellanza o setta, che rispondeva, con la vita dei suoi membri, della sua conservazione. A costoro derivò il titolo celeberrimo di pontefici o facitori del ponte. Su questo ponte si compivano in epoca arcaica misteriosi e segreti sacrifici.» (Incipit della miniserie).
Pupi Avati è “Il Metafisico” della storia del cinema italiano, la dimensione perturbante e oscura che si respira nel suo filone ‘cupo’ auspica che lo spettatore si ponga in una linea ricettiva assolutamente incontaminata e al contempo pronta alla fecondazione. Non deve esistere una passività, ma una proattività costruttiva interiore. D’altronde toccare temi quali alchimia e spiritismo, teosofia ed esoterismo, enigmatiche individualità e telefonate dall’aldilà non lo si può vedere come un didascalico listone delle cose da approfondire tanto per. Oggi siamo bombardati di informazioni e ‘nullità quotidiane’ al punto, spesso, da avere la spia del carburante perennemente accesa, ricaricata con altre nullità ‘metafisiche’ o pratiche muscolari che poco hanno a che fare con la propria reale esigenza rigenerativa. Pupi ha tracciato, nel tempo, un percorso soggettivo fatto di universalità esoteriche (Lynch lo ha fatto a modo suo). 87 anni appena compiuti, nel 1995 ci prende a braccetto in un viaggio lungo millenni, che culmina in un omicidio rituale sulle rive del Tevere, chiamando in causa le architetture nascoste della Storia, le società segrete e i non detti di un passato insanguinato. Al centro Roma, eterna, solare e lunare, tra razionale e inesplicabile. Trasformata come una magica Torino in un teatro pronto a svelare cortili, scale, ponti arcaici mai visti con questi occhi. L’arcano è dappertutto, siede alla destra del Padre e non è detto che voglia svelarsi.
Con questo volumetto si vuole ficcare il naso (col permesso di Pupi Avati, che ha fornito la sceneggiatura all’autore) in una storia (s)velata, non per rendere accessibile l’esoterico alle masse (sarebbe un sacrilegio) ma per aprire degli spiragli di luce laddove il nero, nel tempo, si è laccato sugli stipiti della storia, e naturalmente per andare a completare un lavoro che l’editore da tempo si prodiga a puntellare di cose non dette. Script e foto di scene inedite si intervallano ad un vero e proprio excursus dinamico tra le pieghe della storia. 9 capitoletti fatti di appunti dell’autore, citazioni, note a margine (fondamentali riferimenti storici e letterari, interpretazioni fattuali e universali che non distorcono ‘la realtà del girato’ ma lo accendono). Finirete per svalvolare avanti e indietro per le pagine alla ricerca di una verità da trovare solo nel fondo della vostra coscienza.
E’ consigliabile leggere questo volume solo dopo aver visto lo sceneggiato. Disponibile, nella versione ‘censurata’, sul canale digitale Rai Play (Roma, Vaticano… sapete come vanno le cose), ma completa su YouTube.
Andrea Scarabelli ha collaborato con la Cattedra di Storia della Filosofia I (Unimi) e la Scuola Romana di Filosofia Politica. Vicesegretario della Fondazione J. Evola, dirige il blog Attuali e Inattuali (ilGiornale.it) e la rubrica Mattini dei maghi su «Storia in Rete». Ha curato o co-curato opere di Gustav Meyrink, Julius Evola e René Guénon. Per Edizioni Bietti dirige la rivista «Antarès» e la collana «l’Archeometro». Suoi saggi sono apparsi su varie testate e in diversi volumi collettanei.
Claudio Bartolini ha pubblicato Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati (Le Mani, 2010; Bietti 2019-2021), Nero Avati. Visioni dal set (Le Mani, 2011), Thriller italiano in cento film (Le Mani, 2011), Macchie solari. Il cinema di Armando Crispino (Bloodbuster, 2013), Enciclopedia del cinema giallo-thriller (Gremese, 2017), Sotto il vestito niente (Gremese, 2018). Oltre al romanzo autobiografico A Italia ’90 avevo otto anni (Bietti Fuoricollana). Suoi saggi sono apparsi nei volumi The Fincher Network. Fenomenologia di David Fincher (Bietti Heterotopia, 2011), L’ossessione visiva. Il cinema di Ridley Scott (Historica Edizioni, 2012), Cinema senza fine. Un viaggio cinefilo attraverso 25 film (Mimesis, 2014). Ha scritto la prefazione per Fino all’ultima goccia. Tutto il cinema dei vampiri da Dracula a True Blood (Mimesis, 2014). Dal 2014 al 2020 ha diretto la collana di cinema Bietti Heterotopia insieme a Ilaria Floreano. Ha fondato e dirige la rivista quadrimestrale INLAND. Quaderni di cinema e co-dirige la collana I libri di INLAND.
Voci Notturne: Il mondo magico di Pupi Avati, Andrea Scarabelli, Bietti Fotogrammi 2025, Pp. 122, Euro 6,99.
Samuel Chamey ©Satisfiction.eu – 9 gennaio 2026