Tom Papa: Live in New York City. Un mestiere (è) come un altro

Nico Parente
Rob Zombie n. 1/2015
Tom Papa: Live in New York City.  Un mestiere (è) come un altro

Passando in rassegna la carriera registica di Rob Zombie, si viene a conoscenza di lavori poco noti al grande pubblico cinematografico, poiché slegati dai dispositivi della settima arte. Tra questi vi è certamente il Live in New York City del celebre interprete della commedia statunitense Tom Papa. Come comprendere le ragioni di tale collaborazione, sia dall’uno che dall’altro verso? A dirigere uno spettacolo privo di humor nero, effetti speciali e tinte horror ci si aspetterebbe chiunque, tranne Zombie. Più che una scelta professionale, la sua sembra quasi una vocazione, degna di nota anche soltanto per l’abilità nel rivelarsi così duttile. La regia dello show è a conti fatti piatta, statica nelle inquadrature e scarna dal punto di vista prettamente tecnico. Ma non è questo l’aspetto centrale dell’operazione. Lo spettacolo di Tom Papa, classe 1968, ha luogo nel suggestivo Union Square Theater di New York il 1° luglio 2011. Le musiche sono di Craig Stuart Garfinkle e la casa di produzione è la New Wave Entertainment. Ideato e prodotto per il piccolo schermo, dopo avere raggiunto le case di milioni di cittadini statunitensi sulla piattaforma Comedy Central (la prima messa in onda è datata 8 gennaio 2012), il live è reso disponibile nel formato home video. Non è la prima collaborazione tra lo showman e il regista, che avevano già collaborato nel 2009 per The Haunted World of El Superbeasto, primo film d’animazione firmato dall’autore di La casa del diavolo. Quest’ultimo, infatti, prima di specializzarsi dietro la macchina da presa, tra un disco e l’altro dei suoi White Zombie si è cimentato anche come disegnatore di strani fumetti alternativi: The Haunted World of El Superbeasto è il primo tentativo di passare dall’animazione su carta a quella su pellicola. Progettato nel lontano 2006, consente a Zombie di amalgamare – seguendo una naturale vocazione alla sperimentazione – la sua cultura pop e i personaggi fumettistici da lui ideati e il protagonista – El Superbeasto, lottatore mascherato che prende parte a film hardcore – è doppiato proprio da Tom Papa. Per il curioso personaggio, l’autore si ispira al wrestler messicano El Santo, noto nell’ambito dei b-movie tra gli anni Sessanta e Settanta. Focalizzando l’attenzione sul lavoro qui analizzato si riscontra, all’interno di un’impaginazione registica caratterizzata soprattutto da primo piano e campo medio, la forte presenza, a livello contenutistico, di un tema già ampiamente trattato dallo stesso Papa: la famiglia. Lo spettacolo si concentra su vicende narrate in prima persona dal comico, che si muove all’interno di un nucleo familiare composto da giovani e anziani, mettendo particolarmente in evidenza le divergenze nell’approccio alla sessualità, le difficoltà e le fatiche dell’essere marito e padre, la rappresentazione di un uomo nella società contemporanea. L’opera ha richiesto molto impegno da parte dell’attore, che grazie a questa superba prova ha conquistato tantissimi nuovi fan. Sul palcoscenico è coadiuvato da altri volti della commedia americana, maschili e femminili, quali The Lady Aye, Rick Crom, Skippy D, Annette Fox, Mike Kramer, Pete Michaels e Guy Paul. Non solo. Anche Sheri Moon, la trasgressiva compagna di Zombie, fa una rapida apparizione all’interno dello show concordata con il regista. Tom Papa mescola sapientemente lo humour moderno dai ritmi indiavolati a quello appartenente alla vecchia scuola, particolarmente apprezzato dagli amanti della comicità statunitense, tanto che a tratti sembra di assistere a una comedy club degli anni Ottanta. Papa è uno tra i nomi più influenti del nuovo modo di fare commedia e la qualità della scrittura del suo lavoro determina consensi da record. La famiglia americana, quindi, quella denunciata e sbeffeggiata da innumerevoli serie tv, film, cartoni animati, spettacoli teatrali e one man show. Quella rappresentata su tante cover di album musicali, quella falsamente bigotta ma al contempo considerata l’unità sociale ideale. Quella descritta dal regista Zombie in La casa dei 1000 corpi o Halloween II, dove in un contesto grandguignolesco grondante sangue il “sangue” (inteso come legame biologico) prevale su ogni cosa, persino sulla vita umana. Arrivando a giustificare atti brutali e istinti omicidi come quello di Michael Myers secondo il quale, come recita anche il manifesto originale del remake carpenteriano, «la famiglia è per sempre». Se quindi l’horror non viene richiamato con spettrali scenografie o effetti splatter, certamente ritorna nel contenuto. Nei più grandi capisaldi del cinema nero internazionale, la famiglia viene infatti rappresentata quale culla di violenza, ipocrisia e falsità. Il seme dell’odio che genera poi il male, perfettamente incarnato dal piccolo Myers, descritto come un bambino nato e cresciuto in un contesto disastroso che, per riscattarsi, in preda a un raptus uccide il padre e la sorella. Non è però sempre necessario mettere in scena il sangue e la violenza per descrivere una situazione sociale paradossale e disfunzionale. Attraverso la parola e l’ironia, Tom Papa e Zombie riescono a regalare al pubblico uno show singolare, facendo dello scherno il loro punto di forza.

Cast & Credits

Titolo originale: Tom Papa: Live in New York City; regia: Rob Zombie; scenografia: Jim Kronzer; montaggio: Brenda Carlson; musiche: Craig Stuart Garfinkle; interpreti: Tom Papa (se stesso), Rick Crom (l’annunciatore), The Lady Aye (la mangiatrice di spade), Skippy D (il forzuto), Annette Fox (la regina), Mike Kramer (Kooky Cosmo il clown), Pete Michaels (il ventriloquo), Guy Paul (il cameriere); origine: Usa, 2011; durata: 41’; home video: inedito; colonna sonora: inedito.

[Vai all'indice]

Scarica il pdf

Ultime uscite

François Ozon

François Ozon

Inland n. 2/2016
Il secondo numero di INLAND è il primo volume dedicato in Italia a François Ozon. Regista tra i generi, firma sfuggente all’etichetta d’autore, nei suoi film Ozon fa riverberare echi [...]
Aldo Lado

Aldo Lado

Inland n. 9/2019
Quello che stringete tra le mani è il numero più complesso, stratificato, polisemantico del nostro – vostro – INLAND. Quaderni di cinema. Lo è innanzitutto grazie al parco autori, mai [...]
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. [...]
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia [...]
Antonio Bido

Antonio Bido

Inland n. 11/2019
Girata la boa del decimo numero, INLAND. Quaderni di cinema compie altri due significativi passi in avanti. Innanzitutto ottiene il passaporto. A rilasciarlo è stato il Paradies Film Festival di Jena [...]
Carlo & Enrico Vanzina

Carlo & Enrico Vanzina

Inland n. 7/2018
INLAND. Quaderni di cinema numero #7 nasce nell’ormai lontano dicembre 2017, in un bar di Milano dove, di fronte al sottoscritto, siede Rocco Moccagatta, firma di punta di tutto quel [...]
Lav Diaz

Lav Diaz

Inland n. 3/2017
È da tempo che noi di INLAND pensiamo a una monografia dedicata a Lav Diaz. Doveva essere il numero #1, l’avevamo poi annunciato come #2, l’abbiamo rimandato in entrambe le [...]
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie [...]
Rob Zombie

Rob Zombie

Inland n. 1/2015
Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e [...]
Sergio Martino

Sergio Martino

Inland n. 5/2017
Giunto al quinto numero, INLAND. Quaderni di cinema affronta uno snodo cruciale, fatto di significative ed emblematiche svolte che segnano uno scarto, un’apertura rispetto alla precedente linea editoriale. Innanzitutto la scelta del [...]
Carlo Verdone

Carlo Verdone

Inland n. 12/2019
"Vi ho chiesto di mettere la mia moto Honda Nighthawk in copertina perché su quella moto c'è passato il cinema italiano. Su quella moto io sono andato e tornato da [...]
Rob Zombie Reloaded

Rob Zombie Reloaded

Inland n. 8/2019
Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto [...]
America! America? - Sguardi sull'Impero antimoderno
L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta [...]
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un [...]
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato [...]
Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn

Inland n. 4/2017
Perché Nicolas Winding Refn? La risposta è semplice: perché, piaccia o no, è un autore che, più di altri, oggi ha qualcosa da dire. Sebbene sempre più distante dalle logiche [...]
Michele Soavi

Michele Soavi

Inland n. 6/2018
Il nuovo corso di INLAND. Quaderni di cinema, inaugurato dal numero #5, dedicato a Sergio Martino, è contraddistinto da aperture al cinema italiano, al passato, a trattazioni che possano anche [...]

Ultimi post dal blog

In occasione del compleanno di Matthew MacFadyen (Great Yarmouth, 17 ottobre 1974), indimenticato Mr Darcy e Oblonsky rispettivamente in Orgoglio e pregiudizio e Anna Karenina di Joe Wright, vi proponiamo il montaggio dedicato alla cinematografia del regista britannico dalla co-curatrice di Bietti Heterotopia per promuovere il suo numero #30: "Joe Wright. La danza dell'immaginazione, da Jane Austen a Winston Churchill" di Elisa Torsiello, con prefazione del premio Oscar Dario Marianelli e postfazione del direttore della fotografia Seamus McGarvey. [embed]https://youtu.be/Ug5MtNLGAUs[/embed]    
11 Settembre 2001. Sembra quasi superfluo sottolineare come questa data, col suo carico di orrore e violenza, abbia sconvolto per sempre la società occidentale del XXI secolo. La morte di migliaia di persone, che tutti hanno potuto vedere in diretta televisiva, ha avuto un impatto psicologico di portata mondiale. Così come lo hanno avuto tutti gli eventi che ne sono seguiti: le guerre in Iraq e Afghanistan, la scoperta delle torture nel carcere di Abu Graib, la recrudescenza della xenofobia, la grande crisi economica. Una cicatrice che ancora oggi segna profondamente l’Occidente E il cinema, che si rapporta sempre alla società [...]