Editoriale ROB ZOMBIE

Claudio Bartolini
Rob Zombie n. 1/2015
Editoriale ROB ZOMBIE

Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e profonda, arrivando a intendere, con INLAND, tutto ciò che un evento, un fenomeno o un oggetto può racchiudere in termini di potenzialità significanti.

Quello che avete tra le mani è il primo numero di INLAND. Quaderni di cinema, pubblicazione periodica nata da una costola della collana Heterotopia di Bietti Edizioni, che da anni si occupa di indagare l’inland dei fenomeni cinematografici in forma di saggistica. Le nostre pubblicazioni cercano di intendere l’oggetto cinematografico come un prisma, mai autosufficiente o autoreferenziale, attraverso il quale riflettere la complessità del contemporaneo in termini di contesti storico-politici, di evoluzione del linguaggio audiovisivo e di dialogo con quei fattori estetici e narrativi che costituiscono lo Zeitgeist 2.0. Cercano, dunque, di penetrare l’opera considerandola un inland in senso lynchano: un territorio imbevuto di potenzialità significanti. Il titolo di questa nuova testata, oltre che essere un doveroso omaggio a uno tra i padri del cinema postmoderno (e, nel caso del film in questione, del cinema digitale), nonché a un’opera fondamentale (Inland di Tariq Teguia [2008]), è dunque un primo passo esplicativo – sebbene ermetico – circa la natura e gli obiettivi che Heterotopia, in questa nuova avventura come in quella già (ri)avviata nel 2014, intende perseguire. Trattasi di quaderni monografici incentrati sull’opera di autori che, sebbene portatori di un inland peculiare e determinante per la comprensione del nostro contemporaneo (audiovisivo e non), non hanno mai ricevuto una trattazione adeguata e organica dai prodotti della nostrana editoria cinematografica. Mai trattati o maltrattati, gli oggetti prismatici di queste nostre indagini intendono (im)porsi nel discorso sul/del cinema come referenti semplici di un presente complesso: Rob Zombie, cui dedichiamo questo primo numero, è portatore di una paradigmatica tendenza odierna al pastiche, alla contaminazione, al dialogo tra forme d’arte (musica, cinema, videoclip, film-concerto e romanzo di derivazione cinematografica) tra loro sempre più complementari nell’elaborazione del senso audiovisivo. La derivazione come punto di ri-partenza del cinema per un discorso originale, la manipolazione di un testo precedente al fine di creare nuovo senso, la pratica del remake come esercizio per un reboot: l’arte di Zombie contiene un inland sterminato che obbliga a riflessioni e trattazioni espanse, ovvero capaci di spingersi oltre il puro testo filmico. Le abbiamo affidate a un nutrito e accuratamente selezionato team di critici e accademici di eccellenza, che con la loro firma hanno reso particolarmente prezioso il fascicolo che state per leggere, diviso in tre sezioni. Al primo blocco saggistico, Profili, dedicato all’inquadramento dell’autore Rob Zombie, arricchito da un’intervista realizzata da Manlio Gomarasca e da un contributo originale nello stile inconfondibile di Giona A. Nazzaro, segue la corposa sezione Confluenze, centrale nell’ottica prismatica che caratterizza il nostro approccio alla materia. In essa sono sviscerate le letture sovratestuali riguardanti il cinema di Zombie: dalla cultura redneck passata in rassegna con penna western da Mauro Gervasini alle implicazioni politiche còlte dal fine sguardo di Anton Giulio Mancino, dal percorso musicale effettuato dall’enciclopedico Filippo Mazzarella alla discesa negli abissi del metal in compagnia di Francesco Giani, dalla prospettiva psicoanalitica offerta da Marco Lazzarotto Muratori alle incursioni nel feticismo zombiano sotto la guida attenta di Giacomo Calzoni, dalla riattualizzazione del monster show di Roberto Della Torre all’esplosione artaudiana restituita dalle anarchiche letture di Davide Pulici, fino alla dimensione della saga affrontata ancora da Nazzaro e alle analisi di gender proposte dalla giovane (e acuta) Laura Da Prato, nulla (o quasi) è stato tralasciato. Come, del resto, nella terza parte dedicata specificatamente ai Materiali audiovisivi: Marco Chiani, Marco Cacioppo, Riccardo Fassone, Roberto Curti, Davide Di Giorgio, Enrico Azzano, Andrea Bellavita, Nico Parente, Andrea Fontana, Matteo S. Chamey e Luca Pacilio costituiscono il parterre de roi che ha fornito interpretazioni originali, talvolta spiazzanti, dei singoli testi di Zombie. Non solo film, dicevamo, ma anche regie televisive, film-concerto e videoclip, in un’ottica di “cinema oltre il cinema” che caratterizza l’opera dell’autore americano. Ai nostri saggisti, alla loro disponibilità ad accettare la sfida e alla loro professionalità è rivolto il nostro ringraziamento. Ma il plauso più sentito non può che essere per l’Editore che, in un momento storico in cui le riviste di settore chiudono i battenti o dilazionano la loro periodicità, ha avuto il coraggio non solo di rilanciare la collana Heterotopia, ma anche di permettere i primi passi a questo coraggioso progetto, contraddistinto dalla gratuità.

[Vai all'indice]

Scarica il pdf

Ultime uscite

François Ozon

François Ozon

Inland n. 2/2016
Il secondo numero di INLAND è il primo volume dedicato in Italia a François Ozon. Regista tra i generi, firma sfuggente all’etichetta d’autore, nei suoi film Ozon fa riverberare echi [...]
Aldo Lado

Aldo Lado

Inland n. 9/2019
Quello che stringete tra le mani è il numero più complesso, stratificato, polisemantico del nostro – vostro – INLAND. Quaderni di cinema. Lo è innanzitutto grazie al parco autori, mai [...]
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. [...]
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia [...]
Antonio Bido

Antonio Bido

Inland n. 11/2019
Girata la boa del decimo numero, INLAND. Quaderni di cinema compie altri due significativi passi in avanti. Innanzitutto ottiene il passaporto. A rilasciarlo è stato il Paradies Film Festival di Jena [...]
Carlo & Enrico Vanzina

Carlo & Enrico Vanzina

Inland n. 7/2018
INLAND. Quaderni di cinema numero #7 nasce nell’ormai lontano dicembre 2017, in un bar di Milano dove, di fronte al sottoscritto, siede Rocco Moccagatta, firma di punta di tutto quel [...]
Lav Diaz

Lav Diaz

Inland n. 3/2017
È da tempo che noi di INLAND pensiamo a una monografia dedicata a Lav Diaz. Doveva essere il numero #1, l’avevamo poi annunciato come #2, l’abbiamo rimandato in entrambe le [...]
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie [...]
Rob Zombie

Rob Zombie

Inland n. 1/2015
Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e [...]
Sergio Martino

Sergio Martino

Inland n. 5/2017
Giunto al quinto numero, INLAND. Quaderni di cinema affronta uno snodo cruciale, fatto di significative ed emblematiche svolte che segnano uno scarto, un’apertura rispetto alla precedente linea editoriale. Innanzitutto la scelta del [...]
Carlo Verdone

Carlo Verdone

Inland n. 12/2019
"Vi ho chiesto di mettere la mia moto Honda Nighthawk in copertina perché su quella moto c'è passato il cinema italiano. Su quella moto io sono andato e tornato da [...]
Rob Zombie Reloaded

Rob Zombie Reloaded

Inland n. 8/2019
Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto [...]
America! America? - Sguardi sull'Impero antimoderno
L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta [...]
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un [...]
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato [...]
Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn

Inland n. 4/2017
Perché Nicolas Winding Refn? La risposta è semplice: perché, piaccia o no, è un autore che, più di altri, oggi ha qualcosa da dire. Sebbene sempre più distante dalle logiche [...]
Michele Soavi

Michele Soavi

Inland n. 6/2018
Il nuovo corso di INLAND. Quaderni di cinema, inaugurato dal numero #5, dedicato a Sergio Martino, è contraddistinto da aperture al cinema italiano, al passato, a trattazioni che possano anche [...]

Ultimi post dal blog

In occasione del compleanno di Matthew MacFadyen (Great Yarmouth, 17 ottobre 1974), indimenticato Mr Darcy e Oblonsky rispettivamente in Orgoglio e pregiudizio e Anna Karenina di Joe Wright, vi proponiamo il montaggio dedicato alla cinematografia del regista britannico dalla co-curatrice di Bietti Heterotopia per promuovere il suo numero #30: "Joe Wright. La danza dell'immaginazione, da Jane Austen a Winston Churchill" di Elisa Torsiello, con prefazione del premio Oscar Dario Marianelli e postfazione del direttore della fotografia Seamus McGarvey. [embed]https://youtu.be/Ug5MtNLGAUs[/embed]    
11 Settembre 2001. Sembra quasi superfluo sottolineare come questa data, col suo carico di orrore e violenza, abbia sconvolto per sempre la società occidentale del XXI secolo. La morte di migliaia di persone, che tutti hanno potuto vedere in diretta televisiva, ha avuto un impatto psicologico di portata mondiale. Così come lo hanno avuto tutti gli eventi che ne sono seguiti: le guerre in Iraq e Afghanistan, la scoperta delle torture nel carcere di Abu Graib, la recrudescenza della xenofobia, la grande crisi economica. Una cicatrice che ancora oggi segna profondamente l’Occidente E il cinema, che si rapporta sempre alla società [...]