Burger Boys. Il teen movie oracolare

Lav Diaz n. 3/2017
Burger Boys. Il teen movie oracolare

di Aldo Spiniello

«Andrew, non credere semplicemente a tutto ciò che vedi e che senti», dice l’eremita al giovane studente di cinema che sta preparando lo script per il suo saggio di diploma. Ed è, in qualche modo, un suggerimento che Lav Diaz, al suo secondo film, dà a se stesso: «È tutta un’illusione» e quello in cui ci si muove è un mondo di fantasmi, di clown della morte, di apparizioni immotivate e fuorvianti. Ma anche un mondo popolato di segni premonitori, tracce di verità ancora da disvelare. Burger Boys (1999) può essere un film destabilizzante per chi ha imparato a conoscere lo stile di Lav Diaz “autore”. Un teen movie che mescola con libertà molto spesso sgangherata i toni della commedia, dell’azione e del fantastico, ritrovando l’ibridazione tipica del cinema hongkonghese, ma soprattutto la leggerezza dell’intrattenimento più popolare. Momenti e travestimenti che piegano verso il demenziale e il nonsense, vere e proprie scene d’esplosività action, musica rock, slang e moda giovane (più anni Ottanta che Novanta in verità). Ma Diaz rimarrà sempre un regista “popolare”, seppur in una declinazione del tutto diversa. E, al di là degli spiazzamenti linguistici, già qui emerge tutta la sua lucidità politica, nel modo in cui si fa beffe delle istituzioni e intuisce e precorre la rivoluzione digitale prossima ventura (l’ossessione per Bill Gates e il nuovo ordine mondiale). Alla fine, Burger Boys assomiglia davvero a un film oracolare, che sale dal passato per guardare al futuro. Cosa sarà di te, Lav, domani? «Sì… È spaventoso pensare al futuro». Già.

 

CAST AND CREDITS

Titolo originale: Burger Boys; regia: Lav Diaz; fotografia: Larry Manda; montaggio: Randy Brien; musiche: Ronnie Quesada; interpreti: Gerald Madrid (Andrew), Marcus Madrigal (Bojo), Marco Salvador (Kokoy), Tricia Roman (Merle), John Arcilla (Sir Fernando), Joe Gruta (Sarge), Dessa Quesada (Miss MMMM), Lorli Villanueva (Pos); origine: Filippine, 1999; durata: 103’.

 

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