Sulla narrativa di Gianfranco de Turris

Gianpiero Mattanza
Il paradosso romeno – Eliade, Cioran e la «giovane generazione» n. 7/2014
Sulla narrativa di Gianfranco de Turris

Profondo conoscitore del pensiero tradizionale, giornalista, saggista, scrittore, attento studioso e promotore del fantastico, il nome di Gianfranco de Turris non abbisogna di presentazioni, per chi si occupa di questi argomenti – forse non tutti sanno, però, che si è distinto anche come autore di narrativa. Due case editrici ripropongono ora due suoi lavori, a testimonianza di queste attività: stiamo parlando de Il vecchio che camminava lungo il mare e la crestomazia di racconti fantascientifici raccolti nel volume Futuro anteriore. Italian sci-fi graffiti. Due libri molto diversi per struttura e contesto narrativo, ma accomunati da un approccio sempre genuino nei confronti del fantastico. È un de Turris giovanissimo a interessarsi alla cosiddetta “fantascienza”: felice neologismo, questo, coniato nel 1952 da Giorgio Monicelli per indicare un nuovo genere letterario, volto all’immaginifica descrizione di mondi lontani e possibili futuri. Una (relativamente) nuova espressione artistica con la quale l’autore s’impratichisce nel giro di poco: sono degli anni Sessanta le prime prove narrative relative all’infinito (esiste forse un limite all’immaginabile?) mondo del fantastico. Da allora, il giornalista romano non ha mai smesso di scrivere racconti. Edito per la prima volta nel 1990, Il vecchio che camminava lungo il mare narra con stile agile e conciso l’incontro di un uomo – l’autore stesso? – con un personaggio stravagante la cui assiduità lo porta a frequentare per decenni una spiaggia della provincia romana, lungo cui il protagonista ha vissuto la propria personale parabola di bambino, ragazzo, uomo. Il vecchio sembra impegnato in un’interminabile raccolta di piccoli cocci di vetro trovati nella sabbia, lungo il bagnasciuga. Come mosso da una necessità interiore, da una curiosità irrefrenabile che è sintomo di vivacità intellettuale e spirituale, il narratore/protagonista/autore intende scoprire di più. Si recherà quindi nella solitaria baracca in cui il vecchio conduce un’esistenza da eremita: l’incontro svelerà profondi misteri, relativi alla formazione, al passaggio dalla giovinezza all’età adulta… ma ne genererà allo stesso tempo altri, forse ancor più insondabili. Sulla stessa scia si muove la seconda pubblicazione, fresca di stampa per i tipi di Psiche e Aurora. Notevole antologia di brani provenienti da diverse epoche e edizioni, Futuro anteriore. Italian sci-fi graffiti condensa in modo efficace il messaggio che de Turris vuole consegnare al lettore: esiste un Altrove (nello spazio o nel tempo, poco importa) e la letteratura può essere una chiave per raggiungerlo. Se non fisicamente, almeno con l’immaginazione. Scorrendo i racconti che formano l’ossatura della pubblicazione si nota, non senza una certa inquietudine (vista l’attualità di determinate tematiche), l’onnipresenza del tema bellico, dello scontro titanico tra superpotenze. Aliene o terrestri. Anche nelle prove letterarie cronologicamente più vicine (si pensi, ad esempio, al recente La torre dell’eclissi, pubblicato in Cronache del neocarbonifero, antologia da lui curata per i tipi di Bietti), l’autore sembra non dimenticare l’oscura minaccia che incombe sull’uomo, se privato di quella libertà di pensiero e di coscienza in grado di portarlo oltre lo squallore tecnocratico del presente. Verso un Altrove reale, o anche solo immaginato. Gianfranco de Turris, Futuro anteriore. Italian sci-fi graffiti, prefazione di Luigi De Pascalis, Psiche e Aurora, San Donato Val di Comino 2013, pp. 245, € 12,00; Il vecchio che camminava lungo il mare, postfazione di Andrea Scarabelli, Tabula Fati, Chieti 2013, pp. 61, € 7,00.

[Vai all'indice]

Scarica il pdf

Ultime uscite

François Ozon

François Ozon

Inland n. 2/2016
Il secondo numero di INLAND è il primo volume dedicato in Italia a François Ozon. Regista tra i generi, firma sfuggente all’etichetta d’autore, nei suoi film Ozon fa riverberare echi [...]
Aldo Lado

Aldo Lado

Inland n. 9/2019
Quello che stringete tra le mani è il numero più complesso, stratificato, polisemantico del nostro – vostro – INLAND. Quaderni di cinema. Lo è innanzitutto grazie al parco autori, mai [...]
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. [...]
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia [...]
Antonio Bido

Antonio Bido

Inland n. 11/2019
Girata la boa del decimo numero, INLAND. Quaderni di cinema compie altri due significativi passi in avanti. Innanzitutto ottiene il passaporto. A rilasciarlo è stato il Paradies Film Festival di Jena [...]
Carlo & Enrico Vanzina

Carlo & Enrico Vanzina

Inland n. 7/2018
INLAND. Quaderni di cinema numero #7 nasce nell’ormai lontano dicembre 2017, in un bar di Milano dove, di fronte al sottoscritto, siede Rocco Moccagatta, firma di punta di tutto quel [...]
Lav Diaz

Lav Diaz

Inland n. 3/2017
È da tempo che noi di INLAND pensiamo a una monografia dedicata a Lav Diaz. Doveva essere il numero #1, l’avevamo poi annunciato come #2, l’abbiamo rimandato in entrambe le [...]
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie [...]
Rob Zombie

Rob Zombie

Inland n. 1/2015
Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e [...]
Sergio Martino

Sergio Martino

Inland n. 5/2017
Giunto al quinto numero, INLAND. Quaderni di cinema affronta uno snodo cruciale, fatto di significative ed emblematiche svolte che segnano uno scarto, un’apertura rispetto alla precedente linea editoriale. Innanzitutto la scelta del [...]
Rob Zombie Reloaded

Rob Zombie Reloaded

Inland n. 8/2019
Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto [...]
America! America? - Sguardi sull'Impero antimoderno
L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta [...]
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un [...]
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato [...]
Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn

Inland n. 4/2017
Perché Nicolas Winding Refn? La risposta è semplice: perché, piaccia o no, è un autore che, più di altri, oggi ha qualcosa da dire. Sebbene sempre più distante dalle logiche [...]
Michele Soavi

Michele Soavi

Inland n. 6/2018
Il nuovo corso di INLAND. Quaderni di cinema, inaugurato dal numero #5, dedicato a Sergio Martino, è contraddistinto da aperture al cinema italiano, al passato, a trattazioni che possano anche [...]

Ultimi post dal blog

“L’opera di Spike Lee ha molto da dirci e tutti possiamo impararvi qualcosa, almeno a guardare oltre l’apparenza”. Da sempre li chiama “joint” i suoi film, Spike Lee: termine di uso comune nel linguaggio americano per la sigaretta di hashish o marijuana, la “canna” diremmo noi, al punto che nei suoi titoli di testa appare sempre con fierezza la scritta “A Spike Lee Joint”. Ma il joint di Spike Lee non c’entra nulla con tutto questo, egli ha da sempre ripudiato l’uso di qualsiasi droga, va bensì inteso come “comune”, un’unione di forze che non riguarda solo il regista ma tutta [...]
Spike Lee, il regista afroamericano di film cult come Fa' la cosa giusta, Malcolm X e La 25a ora (primo film girato a New York dopo l'11 settembre), è autore dall’ironia caustica e intelligente: il suo cinema dall’andamento altalenante, che alterna grandi successi ad altrettante clamorose rovine, è in grado di osservare come pochi altri la complessa società americana, attraversata da conflitti, contraddizioni, pregiudizi, questioni razziali e di gender. L’ultima fatica di Spike Lee, BlacKkKlansman, è stata osannata da pubblico e critica, ricevendo il Gran Prix Speciale della Giuria a Cannes 2018 e il Premio del Pubblico al Festival di [...]