"Sotto una buona stella". Il termometro di un malessere diffuso

Gianlorenzo Franzì
Carlo Verdone n. 12/2019

C’è un cuore pulsante, in Sotto una buona stella (2014): la sequenza dove il protagonista Federico Picchioni ritrova l’istinto paterno difendendo il figlio da impresari discografici squallidi e grotteschi, difendendo la mestizia musicale del ragazzo perché, secondo lui, «la depressione non è altro che l’anima». L’anima di Carlo si è spesso adeguata alle esigenze di una comicità slapstick, ma qua e là riesce a dare la stura alla vena più anarchica che è il vero cuore delle sue gag e dei suoi fulminanti ritratti di bestiario umano, incanalata poi in un percorso di formazione.

E c’è chi ancora non inquadra bene la dimensione autoriale di Carlo Verdone perché non sa guardare i suoi lavori, quel peculiare cinema che racconta le ossessioni personali del suo demiurgo, soprattutto l’assenza e la perdita dei padri – e dei figli, smarriti e incapaci di trovare un loro posto nel mondo. Questo film parla, ancora, di quei padri e quei figli, di questo sbando e del ricambio generazionale che manca all’Italia: Verdone è l’unico regista di commedia, oggi, che riesce a trattare la nostra attualità senza mai far perdere ai suoi personaggi quell’insostenibile leggerezza, fustigando (forse troppo severamente, come un vero e proprio censore, vedi Benedetta follia [2018]) la perdita di quei punti fermi che un solo un padre, putativo o reale, può dare. Ne esce il termometro di uno stato di malessere diffuso dove il talento è mortificato o soffocato, di un disagio febbricitante ritratto con vignette veloci e feroci che si aprono a una tenerezza inattesa. Sotto una buona stella è un film forte e impetuoso che, con i suoi alti e bassi narrativi, declina le sfumature dei dolori che comporta un percorso di crescita fatto insieme dai padri e dai figli, dove nessuno sbaglia ma nemmeno riesce a fare o dire la cosa giusta. Tentando solo di colmare la distanza che c’è fra il pianto e il sorriso.

 

CAST & CREDITS

Regia: Carlo Verdone; soggetto: Maruska Albertazzi, Gabriele Pignotta, Pasquale Plastino, Carlo Verdone; sceneggiatura: Maruska Albertazzi, Gabriele Pignotta, Pasquale Plastino, Carlo Verdone; fotografia: Ennio Guarnieri; scenografia: Tonino Zera; costumi: Valentina Cencetti; montaggio: Claudio Di Mauro; musiche: Umberto Scipione; interpreti: Carlo Verdone (Federico Picchioni), Paola Cortellesi (Luisa Tombolini), Tea Falco (Lia Picchioni), Lorenzo Richelmy (Nicolò Picchioni), Eleonora Sergio (Gemma); produzione: Luigi e Aurelio De Laurentiis per Filmauro; origine: Italia, 2014; durata: 110’; home video: dvd Filmauro, Blu-ray Filmauro; colonna sonora: Sony.

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