Il Foglio: «Gli ultimi Mohicani»

Stenio Solinas
2015-04-14 13:16:17
Il Foglio: «Gli ultimi Mohicani»

Fu una sera, in un circolo Arci della Sicilia profonda. Stenio Solinas, intellettuale di destra, partecipava a un dibattito. Un uomo cieco, appoggiato a un bastone, protesta: “Ma chi minchia andiamo invitando? Mica mi incantano, sempre fascisti sono”. Appoggiato al suo bastone bianco, l’uomo “fissa” Solinas che fuma un sigaro. “Sentisti?”, gli dice. “Sì, è senza offesa siete come l’ultimo dei Mohicani”, la risposta. E quello, ridendo: “Sono? E voi allora? Siamo gli ultimi Mohicani”.

Superstiti. Ultimi di una specie. Condizione di sopravvissuti. La risposta dell’uomo scatena in Solinas una sorta di amaro, affascinante amarcord. “La mia è stata l’ultima generazione ad avere ancora fatto in tempo a godere delle illusioni della politica in tutta la loro apparente e vera magnificenza…” – i partiti, le ideologie, le passioni, i dibattiti, persino gli odi. Non si fa nulla più: un mondo inabissato come Atlantide, scomparso sotto interi oceani. “La sensazione generazionale di essere come gli ultimi Mohicani, gli ultimi ad aver conosciuto cosa fosse la politica, nel senso delle idee e delle ideologie, di una visione del mondo, per capirci meglio, fino a impregnarsi di essa e a consumarvi sopra gli anni, i migliori e insieme i peggiori della nostra vita…”.

Nella notte umida di pioggia, davanti a un cieco che per tutta la vita era stato dall’altra parte rispetto alla sua, comincia il viaggio di Solinas. Un viaggio a ritroso – faticoso e dolente e, lo stesso, vitale. Mica è nostalgia, la sua. Ché anzi, la sinistra era quella che era, l’epica dell’8 settembre che sulle colonne dell’Unità Italo Calvino quasi raccontava col pathos dell’epica omerica, “il mito del ritorno a casa: il dover tornare a casa su mezzi di fortuna, per paesi irti di nemici”, epica “calviniana sentimental-consolatoria”, scrive, “un paese senza ambizioni nazionali ma faticatore, un po’ Arlecchino e un po’ Pulcinella, per far dimenticare il Capitan Fracassa e Matamoro finito in tragedia”.

E la destra, sull’altro fronte, “qualunquista e conformista, nostalgica, bigotta, clientelare, timorosa del nuovo, aggrappata al vecchio, né reazionaria né conservatrice”, un po’ di post fascismo da operetta, la Dc che tutto incarna e contiene, il mito del berlusconismo (pur essendo Berlusconi “il primo politico postmoderno”) che finisce dove il successo lo soffoca nel fallimento, “l’assenza di tragicità. Il tragico in politica è un valore, contiene in sé la catarsi e il sacrificio, l’etica e il rispetto delle idee, la durezza della leadership”.

È rimpianto, forse, quello di Solinas. È la fatica del Nulla – quello letterario, quello politico – che sempre gli ultimi Mohicani sono costretti malamente a (soprav)vivere: paesaggio senza più orizzonti. Ha fatto da molti anni, Solinas, i conti con la sua parte: attraverso libri, articoli, amare riflessioni: “Si erano cullati nel rifiuto della storia, ma poi la storia aveva finito con il cadergli sulla testa. Non avendo mai fatto i conti con il proprio passato ne erano diventati la caricatura”.

Ma è ben più della destra che il Mohicano Solinas vede svanire. Raccoglie, nel suo percorso inverso, le briciole di tante passioni che ormai non appassionano più: c’è Leopardi e c’è Gramsci, Pasolini e Bertolucci, i “Quaderni piacentini” e pure Nanni Moretti o una canzone di Bruno Lauzi… Viaggi all’estero – “jungerianamente avevo cercato il mio ‘passaggio al bosco’”, ritorni in patria, fuga e di nuovo qui. Da ragazzo aveva scelto una frase di Guglielmo il Taciturno: “Non occorre riuscire per perseverare, né sperare per intraprendere”. E adesso? “Tanti, troppi anni dopo, sono ancora fermo lì…”. Si vorrebbe far battaglia, ma adesso persino il campo di battaglia è scomparso. “Siamo un paese che si è messo i pantaloni sotto le chiappe e se li tira su ogni volta che fa un passo”.

 

(«Il Foglio», 1 agosto 2013)

Ultimi post dal blog

I fatti di cronaca nera permettono certamente di comprendere al meglio una data realtà sociale. Ne evidenziano i meccanismi, ne esplicitano i segreti, fanno emergere il tessuto crudele che le sottende. Il crimine interviene nello spazio di ciò che Freud ha definito unheimlich, ossia il perturbante che spaventa ma che risale a quanto ci è noto da lungo tempo e in qualche modo ci è familiare. Il cinema che tratta di questi argomenti sublima questo concetto e permette a tutti gli spettatori di metabolizzare un fatto efferato e al contempo tracciare la storia di un intero Paese. Quello italiano in particolare è [...]
Un’opera immensa tra cinematografia e letteratura, un lungo viaggio nelle trame dei film, nella tentazione del male e nelle riflessioni storiche politiche dei nostri più importanti intellettuali degli anni del Dopoguerra: dalla frenesia del riscatto di chi voleva lasciarsi alle spalle le macerie e gli orrori della guerra, alla ripresa economica dell’Italia, agli anni della strategia della tensione.Con la rabbia agli occhi. Itinerari psicologici nel cinema criminale italiano (Bietti Edizioni, 2022) racchiude lo studio di tanti anni, più di un decennio, nei quali l’autore ha visto, rivisto e analizzato film, letto documenti cartacei e visivi, esaminato articoli [...]
Claudio Bartolini (già autore dell’enciclopedia sul Cinema giallo-thriller italiano) si oppone all’idea che l’ultimo periodo di Dario Argento non sia stato all’altezza della sua nomea: con Proiettili d’Argento. Gli anni Duemila del Maestro del terrore (Bietti, pagg 79, € 4,99), analizza specifici segmenti degli ultimi lavori del regista, suddividendoli in base al tipo di emozione che li contraddistingue: Angoscia (Nonhosonno), Disagio (Il cartaio), Distacco (Ti piace Hitchcock?), Desiderio (Masters of Horror. Istinto assassino), Precipizio (Masters of Horror. Istinto animale), Furia (La terza madre), Disorientamento (Giallo), Fascinazione (Dracula) e Tormento (Occhiali neri).   Angela Bosetto © La rivista del cinematografo novembre 2022

Ultime uscite

François Ozon

François Ozon

Inland n. 2/2016
Il secondo numero di INLAND è il primo volume dedicato in Italia a François Ozon. Regista tra i generi, firma sfuggente all’etichetta d’autore, nei suoi film Ozon fa riverberare echi [...]
Fiume Diciannove - Il Fuoco sacro della Città di Vita
1919-2019. Un secolo fa Gabriele d’Annunzio entrava in Fiume d’Italia, dando vita a quella che sarebbe stata una rivoluzione durata cinquecento giorni. Un’atmosfera febbricitante e festosa, ma anzitutto sacra, qui [...]
Aldo Lado

Aldo Lado

Inland n. 9/2019
Quello che stringete tra le mani è il numero più complesso, stratificato, polisemantico del nostro – vostro – INLAND. Quaderni di cinema. Lo è innanzitutto grazie al parco autori, mai [...]
Dylan Dog - Nostro orrore quotidiano
Detective dell’Occulto, Indagatore dell’Incubo, Esploratore di Pluriversi: come definire altrimenti Dylan Dog, dal 1986 residente al n. 7 della londinese Craven Road? Le sue avventure – che affrontano tutti gli [...]
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. [...]
William Lustig

William Lustig

Inland n. 13/2020
Gennaio 2015, riunone di redazione: si discute a proposito della nascita di INLAND. Quaderni di cinema. A chi dedicare i primi tre numeri? Idee tante, unanimità poca. Restano quattro progetti, [...]
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia [...]
Antonio Bido

Antonio Bido

Inland n. 11/2019
Girata la boa del decimo numero, INLAND. Quaderni di cinema compie altri due significativi passi in avanti. Innanzitutto ottiene il passaporto. A rilasciarlo è stato il Paradies Film Festival di Jena [...]
Carlo & Enrico Vanzina

Carlo & Enrico Vanzina

Inland n. 7/2018
INLAND. Quaderni di cinema numero #7 nasce nell’ormai lontano dicembre 2017, in un bar di Milano dove, di fronte al sottoscritto, siede Rocco Moccagatta, firma di punta di tutto quel [...]
Lav Diaz

Lav Diaz

Inland n. 3/2017
È da tempo che noi di INLAND pensiamo a una monografia dedicata a Lav Diaz. Doveva essere il numero #1, l’avevamo poi annunciato come #2, l’abbiamo rimandato in entrambe le [...]
Manetti Bros.

Manetti Bros.

Inland n. 14/2022
Febbraio 2020. Inland. Quaderni di cinema numero #13 va in stampa con una nuova veste. Brossura, dorso rigido, grammatura della copertina aumentata. Il numero è dedicato a William Lustig, alfiere [...]
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie [...]
Rob Zombie

Rob Zombie

Inland n. 1/2015
Con la parola inland si intende letteralmente ciò che è all’interno. Nel suo capolavoro INLAND EMPIRE, David Lynch ha esteso la semantica terminologica a una dimensione più concettuale, espansa e [...]
Pupi Avati

Pupi Avati

Inland n. 10/2019
Numero #10. Stiamo diventando grandi. Era da tempo che pensavamo a come festeggiare adeguatamente questa ricorrenza tonda, questo traguardo tagliato in un crescendo di sperimentazioni editoriali, collaborazioni, pubblicazioni sempre più [...]
Philip K. Dick - Lui è vivo, noi siamo morti
Celebrato in film, fumetti e serie tv, Philip K. Dick ha stregato gli ultimi decenni del XX secolo. Ma il suo immaginario era talmente prodigioso che, a furia di sondare [...]
Sergio Martino

Sergio Martino

Inland n. 5/2017
Giunto al quinto numero, INLAND. Quaderni di cinema affronta uno snodo cruciale, fatto di significative ed emblematiche svolte che segnano uno scarto, un’apertura rispetto alla precedente linea editoriale. Innanzitutto la scelta del [...]
Carlo Verdone

Carlo Verdone

Inland n. 12/2019
"Vi ho chiesto di mettere la mia moto Honda Nighthawk in copertina perché su quella moto c'è passato il cinema italiano. Su quella moto io sono andato e tornato da [...]
Rob Zombie Reloaded

Rob Zombie Reloaded

Inland n. 8/2019
Giunto all’ottavo fascicolo, INLAND. Quaderni di cinema riavvolge per un attimo la pellicola della sua breve ma significativa storia, tornando a percorrere i passi compiuti nel 2015 quando aveva aperto [...]
America! America? - Sguardi sull'Impero antimoderno
L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta [...]
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un [...]
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato [...]
Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn

Inland n. 4/2017
Perché Nicolas Winding Refn? La risposta è semplice: perché, piaccia o no, è un autore che, più di altri, oggi ha qualcosa da dire. Sebbene sempre più distante dalle logiche [...]
Michele Soavi

Michele Soavi

Inland n. 6/2018
Il nuovo corso di INLAND. Quaderni di cinema, inaugurato dal numero #5, dedicato a Sergio Martino, è contraddistinto da aperture al cinema italiano, al passato, a trattazioni che possano anche [...]

Best seller

Autobiografia involontaria
Maurizio Nichetti è famoso come regista di Ratataplan, Ho fatto splash, Ladri di saponette, Volere volare, che sono stati visti [...]

Articoli piu' letti