Due novità su Ernst von Salomon
Luca Gallesi
Secondo Ernst Nolte, la Rivoluzione Conservatrice fu «un movimento composto da un nutrito gruppo di intellettuali con premesse molto diverse, che videro nel marxismo e nel comunismo, che ne era la naturale conseguenza, la vera sfida dell’epoca, una sfida di natura non solo politica». Cancellata dalla storiografia ufficiale perché accusata di “nazismo”, questo movimento resta una corrente di pensiero molto feconda e stimolante. Tra i non molti protagonisti della Rivoluzione Conservatrice tedesca popolari in Italia forse il meno conosciuto è Ernst von Salomon, autore peraltro di un romanzo di culto come I proscritti, diventato il manifesto della “generazione perduta” che aderì giovanissima alla Repubblica Sociale Italiana. Mentre su autori come Werner Sombart, Oswald Spengler e Arthur Moeller van den Bruck – per non parlare di Martin Heidegger, Carl Schmitt ed Ernst Jünger – esiste una ricca bibliografia nella nostra lingua, di von Salomon, a parte I proscritti, non c’è molto a disposizione, dato che le altre sue opere importanti tradotte negli anni passati, Io resto prussiano e Un destino tedesco, sono da tempo fuori catalogo. Fortunatamente, le Edizioni Ritter hanno recentemente colmato tale lacuna con due libri, uno di von Salomon stesso, Freikorps. Lo spirito dei Corpi Franchi, e una bella biografia, Ernst von Salomon, l’ultimo proscritto, firmata da Andrea Niccolò Strummiello. Dal volume di von Salomon emerge un’immagine non stereotipata di quei soldati che rifiutarono la sconfitta sui campi di battaglia, o comunque non accettarono la successiva vittoria di una rivoluzione a cui non si riconoscevano affini. Il rifiuto della democrazia parlamentare, che scorrerà sotto il suolo germanico come un fiume carsico per riemergere con l’ascesa di Hitler al potere, va di pari passo con un attivismo eroico non disgiunto da una elaborazione teorica, forse incoerente o frammentaria, ma certamente non superficiale. Come scrive l’Autore nel suo Freikorps, «forse la volontà speculativa dei Corpi Franchi si distingueva da tutte le altre per il semplice fatto che intorno ai fuochi del campo e nei quartieri dei presidi, il ricco assortimento di idee di redenzione e di felicità fu esaminato e filtrato molto coscienziosamente in relazione alla sua origine tedesca ancestrale». Tali idee si trasformarono in azione rivoluzionaria e lo portarono alla prima esperienza carceraria; condannato per aver partecipato all’assassinio di Walther Rathenau, von Salomon fu imprigionato come nemico della Repubblica di Weimar. Quello che colpisce, nella singolarità del suo caso, è il destino (“tedesco”) che lo volle gettato in prigione anche sotto il regime nazionalsocialista e infine sotto i liberatori americani, che lo sottoposero – ironia della sorte – a un processo di denazificazione. Come rileva Strummiello nella sua accurata biografia, von Salomon, arrestato con la sua compagna Ille, ebrea, e imprigionato per più di un anno, si accorge che «il campo (degli Americani) replicava in sé quella che era l’ossatura stessa del regime e della società nazionalsocialista». Quando, nel 1951, uscì il libro che riassume la sua esperienza di “denazificato”, con il titolo Der Fragebogen (in italiano reso come Io resto Prussiano), il settimanale statunitense Time denunciò pubblicamente che una siffatta opera, lesiva dell’immagine americana, potesse essere commercializzata e si chiedeva come fosse possibile che vendesse così tanto. Basta un commento simile per ritenere indispensabile la lettura degli scritti di von Salomon e della sua biografia. Andrea Niccolò Strummiello, Ernst von Salomon, l’ultimo proscritto, Ritter, Milano 2013, pp. 220, € 18,00. Ernst von Salomon, Freikorps. Lo spirito dei Corpi Franchi, Ritter, Milano 2013, pp. 122, € 16,00.