Tradotto in oltre duecento lingue, fonte d’ispirazione per film e sceneggiati, fumetti e musical, Pinocchio è di certo la fiaba più famosa di sempre. Le avventure del celebre burattino hanno fatto sognare generazioni di lettori, garantendo al loro autore, Carlo Collodi (1826-1890), una fama che resiste al passare del tempo. Nel corso dei decenni, Pinocchio è finito sotto il bisturi analitico di critici letterari, psicoanalisti, sociologi e storici della letteratura. Non sono mancate, tuttavia, letture più “tangenziali”, che ne hanno messo in luce gli aspetti maggiormente “simbolici”. Il filo rosso che lega un pezzo di legno, un burattino e un bambino in carne e ossa è stato sciolto da studiosi di alchimia e massoni, antroposofi e occultisti, storici delle religioni e antropologi. Questo volumetto, pubblicato in occasione dei duecento anni dalla nascita di Collodi con il patrocinio della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella e di Naxoslegge, raccoglie i contributi di alcuni di loro, nel tentativo di mostrare che quella di Pinocchio non è solo la cronaca di un bambino capriccioso e ribelle, ma una potente metafora dell’individuazione, della metamorfosi e realizzazione di sé.
Saggi di Gianfranco de Turris, Grazia Marchianò, Emilio Servadio ed Elémire Zolla.
Tavole di Sigfrido Bartolini.
Introduzioni di Simonetta Bartolini, Carmelo Germanà, Roberta Moretti, Andrea Pruiti Ciarello, Giovanni Sessa e Fulvia Toscano.
