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Odio il cinema italiano. 7 ragioni per sostenerlo con successo in ogni conversazione
Non è difficile odiare il cinema italiano degli ultimi vent’anni, visto quanto si è impegnato per inseguire il pubblico occasionale inimicandosi quello più appassionato. L’importante è farlo per ragioni valide, che secondo l’autore di questa invettiva sono principalmente 7: mentre il mondo cambiava i nostri film sono rimasti fermi a rimpiangere il passato, ripetendo allo sfinimento schemi poveri, sfruttando un parco attori sempre più ridotto – e spesso nemmeno attori veri ma talent televisivi. Incapace di parlare al pubblico giovane, ha rifiutato tutto quello che è moderno, nella convinzione che gli autori non debbano darsi al cinema commerciale e che [...]

Riviste / blog

Gli ultimi Samurai - Anime e manga, fiabe dall'era atomica
È il 1978 quando le tv italiane vengono invase dai cartoni animati giapponesi: storie di robot giganti figli dell’era atomica e orfanelle che vivono in un passato dimenticato. Presto si uniranno maghette e artisti marziali, in una ventata di modernità che scioccherà famiglie e istituzioni. Oltre quarant’anni dopo, la passione per anime e manga continua. Altro che moda passeggera, figlia di conflitti generazionali: cambiano autori, stili e tecniche, ma questi prodotti continuano ad affascinare. Un successo da ricercare forse nella sintesi di mitologie ancestrali e immaginario contemporaneo.
La musica, il cinema, il teatro. Tre espressioni artistiche strettamente collegate, al centro di brillanti riflessioni che hanno attraversato le epoche. Marzia Gandolfi riesce a sintetizzare questi tre elementi con lo stesso numero di parole, creando una simmetria anche concettuale, e dà vita a un saggio appassionante, che si legge con la stessa emozione di un romanzo. Il titolo del suo nuovo libro (edito da Bietti e ottavo progetto della collana digitale Fotogrammi, diretta e curata da Ilaria Floreano) è Kind of Blue, come il famoso album di Miles Davis del 1959, un capolavoro jazz senza tempo. Al blue di Davis si unisce [...]
Dedicare una monografia all'opera di un regista con 25 anni di successi alle spalle è cosa quasi sacrosanta. Fare l0 stesso per un montatore, ancora giovane oltretutto (45 anni compiuti a gennaio) è invece più unica che rara. Il binomio Wright-Bonelli è riuscito anche in questo, grazie a Elisa Torsiello, critica cinematografica che nel 2018 ha pubblicato il saggio Joe Wright. La danza dell'immaginazione, da Jane Austen a Winston Churchill. Come da titolo, un excursus della carriera del cineasta britannico dal suo esordio con Orgoglio e pregiudizio fino al celebrato L'ora più buia, senza dimenticare l'importante carriera teatrale, precedente e contemporanea al suo [...]

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“7 chiavi per Ennio Morricone” omaggio del TG5 al Maestro

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