ultime uscite

Ernst Jünger. Abisso, decisione, rivoluzione
L’uscita de L’operaio di Ernst Jünger, nel 1928, fu un evento epocale. Oltre a registrare il tracollo di un mondo – quello borghese –, annunciò l’aurora di un altro, sbocciato tra le trincee della Grande Guerra e nelle fucine delle industrie, a contatto con il chirurgico fulgore degli elementi scatenati. È l’era delle “battaglie di materiali”, della “mobilitazione totale”, dell’espansione planetaria della tecnica, i cui caratteri il nazional-bolscevico Ernst Niekisch colse con raro acume e impareggiabile intransigenza. «Meglio essere un delinquente che un borghese»: in queste parole, contenute nel capolavoro jüngeriano, è contenuta l’essenza dei due testi qui raccolti. Voci [...]

Riviste / blog

Gli ultimi Samurai - Anime e manga, fiabe dall'era atomica
È il 1978 quando le tv italiane vengono invase dai cartoni animati giapponesi: storie di robot giganti figli dell’era atomica e orfanelle che vivono in un passato dimenticato. Presto si uniranno maghette e artisti marziali, in una ventata di modernità che scioccherà famiglie e istituzioni. Oltre quarant’anni dopo, la passione per anime e manga continua. Altro che moda passeggera, figlia di conflitti generazionali: cambiano autori, stili e tecniche, ma questi prodotti continuano ad affascinare. Un successo da ricercare forse nella sintesi di mitologie ancestrali e immaginario contemporaneo.
Scrivere le tv, dentro i segreti del mestiere. È indubbio che gli showrunner siano i demiurghi del nostro immaginario. Basti pensare, solo per citarne alcuni, a David Benioff, Ryan Murphy o Shonda Rhimes, nomi che rinviano a serie tv come Il trono di spade, American Horror Stories e Le regole del delitto perfetto. Non sono in tanti però a conoscere quale sia il loro ruolo effettivo nell'ambito della colossale industria multimediale americana. Interrogativo cui tenta di rispondere il foggiano Umberto Mentana, autore di saggistica cinematografica, sceneggiatore di fumetti e corti indipendenti, con questo suo Chi vuol essere showrunner?, un agile libretto in cui ha raccolto i [...]
La Collana dei Fotogrammi Bietti è una delle iniziative editoriali a cui, in redazione, teniamo particolarmente. Brevi e agili saggi monografici per entrare direttamente dentro il mondo di un/una regista e diversi mestieri cinematografici. Questa volta proviamo a mettere insieme due volumi separati, il quattordicesimo e il quindicesimo, che però nascono da una complementarità di fondo dei loro protagonisti. Parliamo ovviamente di Greta Gerwig e Noah Baumbach, coppia d’oro del cinema indipendente e poi hollywoodiano, nel lavoro e nella vita. Greta Gerwig. Lo sguardo nuovo del cinema femminile – Cecilia Strazza Cecilia Strazza dedica il Fotogramma 14 a Greta Gerwig come simbolo di [...]

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Oltre l’infinito. 25 anni di Pixar. Intervista all’autore

A Italia ’90 avevo otto anni

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