Antarès

Gli ultimi Samurai - Anime e manga, fiabe dall'era atomica
È il 1978 quando le tv italiane vengono invase dai cartoni animati giapponesi: storie di robot giganti figli dell’era atomica e orfanelle che vivono in un passato dimenticato. Presto si uniranno maghette e artisti marziali, in una ventata di modernità che scioccherà famiglie e istituzioni. Oltre quarant’anni dopo, la passione per anime e manga continua. Altro che moda passeggera, figlia di conflitti generazionali: cambiano autori, stili e tecniche, ma questi prodotti continuano ad affascinare. Un successo da ricercare forse nella sintesi di mitologie ancestrali e immaginario contemporaneo.
Dylan Dog - Nostro orrore quotidiano
Detective dell’Occulto, Indagatore dell’Incubo, Esploratore di Pluriversi: come definire altrimenti Dylan Dog, dal 1986 residente al n. 7 della londinese Craven Road? Le sue avventure – che affrontano tutti gli archetipi letterari propri al racconto del mistero, del sovrannaturale e del poliziesco – hanno riempito l’immaginario di almeno due generazioni, conducendo i lettori “ai confini della realtà”. Un personaggio che crede ai sogni e ai presagi, scettico senza essere cinico, démodé e contrario alle diavolerie tecniche, avverso a ogni conformismo e impolitico – questo il Dylan “classico”, affrontato nelle pagine di «Antarès», con dossier e approfondimenti.
Fiume Diciannove - Il Fuoco sacro della Città di Vita
1919-2019. Un secolo fa Gabriele d’Annunzio entrava in Fiume d’Italia, dando vita a quella che sarebbe stata una rivoluzione durata cinquecento giorni. Un’atmosfera febbricitante e festosa, ma anzitutto sacra, qui ricostruita attraverso documenti rari o inediti, lembi di una fiamma accesa nel cuore di tenebra del Novecento. Il numero è acquistabile a questo indirizzo: www.bietti.it/negozio/fiume-diciannove-il-fuoco-sacro-della-citta-di-vita/
4-4-2 - Calciatori, tifosi, uomini
Nel calcio s’intrecciano oggi le linee di forza del nostro tempo; talvolta vi si palesano le sue fratture, i suoi non-detti. Ecco perché il quattordicesimo fascicolo di «Antarès» è dedicato a quest’argomento, apparentemente “eccentrico” rispetto agli altri. Ma la contraddizione è solo apparente. Questo numero intende gettarsi nel cuore pulsante della modernità stessa, la cui forma è un pallone rotondo, provando a interpretarlo secondo un punto di vista alternativo, evitando lo specialismo degli “esperti” e l’arcinoto snobismo degli uomini di cultura di fronte a quello che rimane – è innegabile – un fenomeno epocale.
Dino Buzzati - Nostro fantastico quotidiano
Vi sono autori, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi spicca Dino Buzzati, che ha condotto il fantastico nel cuore pulsante della materia. I suoi racconti non ci fanno volteggiare in altri universi ma ci tengono ancorati al nostro. È il fantastico, secondo lui, a redimere l’uomo, altrimenti destinato alla miseria di una vita addomesticata e orizzontale. Impolitico e non allineato, allergico ai salotti e alle ideologie, borghese nei costumi ma aristocratico nello spirito, Buzzati scelse un’epica tutta personale, che poi seppe infondere alle sue opere. Trasfigurando il reale attraverso l’Immaginazione.
Jorge Luis Borges - Il Bibliotecario di Babele
Jorge Luis Borges è un autore oceanico, un crocevia di esperienze, storie, civiltà e piani dell’essere, un caleido­scopio nel quale il passato si fa futuro e il futuro si rispecchia nel passato, riscrivendolo continuamente. Realista magico, poeta dell’Immaginazione Creatrice, ha stregato il XX secolo procedendo trasversalmente, tra labirinti e biblioteche, Oriente e Occidente, mythos e logos. Incapace di cristallizzarsi in una cultura particolare, scelse di abbracciarle tutte, attraverso simboli e metafore. «La vita è sogno», amava ribadire. E l’Aleph può trovarsi ovunque, anche nei sottoscala.
Charles Bukowski - Tutti dicevano che era un bastardo
Gli amori e le sbronze, le avventure e i cavalli, i bassifondi, le lunghe notti e le mattine sempre rimandate… Charles Bukowski è stato uno degli ultimi avventurieri dell'inquieto Novecento, avversario di ogni ideologia e categoria, di ogni classe e ogni stato, rappresentante di un’America popolata di ubriaconi e puttane, eclissata dalle luci sfolgoranti del sogno a stelle e strisce. Anarchico ed eretico, ostinatamente inattuale, il vecchio Hank ha cantato il grottesco che si annida nel Novecento. Sempre in ritardo o in anticipo sui tempi, come ogni irregolare, la sapeva molto lunga sul nostro conto.
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un genio poteva concepire in questo modo l’arte, il cinema, la vita… Walt Disney un genio lo era, in tutti i sensi. Un genio che riuscì a far sognare gli uomini del Novecento, immersi nel fango di una realtà sempre più disumanizzante. Realizzò questo miracolo reintroducendo fiabe e miti attraverso mezzi tecnologici all’avanguardia, in un viaggio lungo un secolo, testimonianza del bisogno immaginativo dell’uomo moderno.
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie inesplorate, l'incontro con stirpi diverse, al perenne inseguimento di quegli alieni che noi stessi siamo... Questi elementi fanno di questo genere, da Bradbury ed Asimov a Heinlein e Simak, una autentica mitologia fondante per la nostra epoca scientifica, in crisi forse proprio perché priva di un'epica che ne canti le donne, i cavalieri, l'arme, gli amori, non più tra mari e continenti inesplorati, ma nel gelo siderale di mondi ignoti.
H.P. Lovecraft #2 - L'orrore cosmico del Maestro di Providence
«Antarès» torna a confrontarsi con uno dei capisaldi della letteratura horror novecentesca, attraverso un fascicolo contenente contributi e interviste ai più grandi studiosi del suo pensiero, italiani e stranieri. L’«orrore» cosmico del creatore del Ciclo di Cthulhu viene qui indagato come proiezione di un terribile rimosso che connota l’esistenza dell’Occidente moderno, perso in un universo sempre più minaccioso che mina le certezze e i dogmi di un’umanità votatasi al culto del progresso. Corredano il numero diversi inediti di Lovecraft, tra cui degli estratti del misterioso diario che lo scrittore tenne durante il suo altrettanto nebuloso viaggio in Italia.