Antarès

Charles Bukowski - Tutti dicevano che era un bastardo
Gli amori e le sbronze, le avventure e i cavalli, i bassifondi, le lunghe notti e le mattine sempre rimandate… Charles Bukowski è stato uno degli ultimi avventurieri dell'inquieto Novecento, avversario di ogni ideologia e categoria, di ogni classe e ogni stato, rappresentante di un’America popolata di ubriaconi e puttane, eclissata dalle luci sfolgoranti del sogno a stelle e strisce. Anarchico ed eretico, ostinatamente inattuale, il vecchio Hank ha cantato il grottesco che si annida nel Novecento. Sempre in ritardo o in anticipo sui tempi, come ogni irregolare, la sapeva molto lunga sul nostro conto.
Walt Disney - Il mago di Hollywood
«Credo che dopo una tempesta venga l’arcobaleno: che la tempesta sia il prezzo dell’arcobaleno. La gente ha bisogno dell’arcobaleno e ne ho bisogno anch’io, e perciò glielo do». Solo un genio poteva concepire in questo modo l’arte, il cinema, la vita… Walt Disney un genio lo era, in tutti i sensi. Un genio che riuscì a far sognare gli uomini del Novecento, immersi nel fango di una realtà sempre più disumanizzante. Realizzò questo miracolo reintroducendo fiabe e miti attraverso mezzi tecnologici all’avanguardia, in un viaggio lungo un secolo, testimonianza del bisogno immaginativo dell’uomo moderno.
Lune d'Acciaio - I miti della fantascienza
Considerata da un punto di vista non solo letterario, la fantascienza può assumere oggi la funzione un tempo ricoperta dai miti. I viaggi nello spazio profondo, le avventure in galassie inesplorate, l'incontro con stirpi diverse, al perenne inseguimento di quegli alieni che noi stessi siamo... Questi elementi fanno di questo genere, da Bradbury ed Asimov a Heinlein e Simak, una autentica mitologia fondante per la nostra epoca scientifica, in crisi forse proprio perché priva di un'epica che ne canti le donne, i cavalieri, l'arme, gli amori, non più tra mari e continenti inesplorati, ma nel gelo siderale di mondi ignoti.
H.P. Lovecraft #2 - L'orrore cosmico del Maestro di Providence
«Antarès» torna a confrontarsi con uno dei capisaldi della letteratura horror novecentesca, attraverso un fascicolo contenente contributi e interviste ai più grandi studiosi del suo pensiero, italiani e stranieri. L’«orrore» cosmico del creatore del Ciclo di Cthulhu viene qui indagato come proiezione di un terribile rimosso che connota l’esistenza dell’Occidente moderno, perso in un universo sempre più minaccioso che mina le certezze e i dogmi di un’umanità votatasi al culto del progresso. Corredano il numero diversi inediti di Lovecraft, tra cui degli estratti del misterioso diario che lo scrittore tenne durante il suo altrettanto nebuloso viaggio in Italia.
Il paradosso romeno - Eliade, Cioran e la «giovane generazione»
Il fatto che i più grandi esponenti della cultura romena novecentesca abbiano scelto altre patrie d’elezione, esprimendosi e scrivendo in lingue differenti dalla propria, merita forse qualche riflessione. Personaggi come lo storico delle religioni Mircea Eliade, lo scrittore Emil Cioran ed Eugen Ionescu testimoniano l’esistenza di una faglia che attraversa il secolo breve dell’Europa continentale. Lungi dall’essere relegato nel cuore dei Balcani, il «paradosso romeno» diviene così il paradigma di quella frattura molto più ampia che noi tutti siamo stati e che, in fondo, siamo tuttora.
America! America? - Sguardi sull'Impero antimoderno
L’impero statunitense ha sempre generato nella cultura italiana reazioni contrastanti, che spaziano da un’esaltazione semi-isterica a una condanna a priori, altrettanto paranoica. Sembra sia pressoché impossibile, per chi si confronta con il mondo a stelle e strisce, acquisire uno sguardo che sappia sceverare i vantaggi e gli svantaggi di essere la prima potenza mondiale. La rassegna di posizioni alternative e controcorrente rispetto al Nuovo Mondo contenuta in questo fascicolo di «Antarès» intende indicare una nuova via d’indagine, per confrontarsi con quello che è lo Stato moderno per eccellenza, utilizzando uno sguardo libero da pregiudizi vecchi e nuovi.
Modernità occulta - Le radici simboliche delle arti contemporanee
L’esoterismo è un elemento che percorre in lungo e in largo la modernità, spesso riaffiorando nei modi più inaspettati. Il suo risorgere in seno a un’epoca interamente votatasi al razionalismo a tutti i costi e al materialismo più cieco è forse segno della sua importanza. A farsi interpreti di questa necessità sono stati spesso scrittori e artisti, testimonianze viventi dell’errore in cui incorre chi vorrebbe imporre una visione delle cose «a una dimensione». Fortunatamente, l’uomo è una struttura molto più complessa di quanto si creda – la rinascita di queste discipline ne è un indice piuttosto significativo.
L'altra faccia della moneta - Per una filosofia della sovranità politica e finanziaria
La crisi che, partendo dall’America, nei primi anni del nuovo millennio si è abbattuta sull’Europa non ha solo scosso le coscienze ma altresì rivelato l’insufficienza di un sistema economico e politico molto più antico, mai realmente messo in discussione sin dai suoi fondamenti. Rivelando le falle dell’anarchia del capitale, questo crollo può rivelarsi un’occasione per tornare a riflettere sui principi che hanno retto la modernità occidentale, ma anche per considerare proposte alternative, tanto longeve quanto attualissime, alla cui rassegna è dedicato questo fascicolo di «Antarès».
J.R.R. Tolkien - Un'epica per il nuovo millennio
La popolarità di quella che è la saga più letta al mondo, il fatto che essa non mostri alcuna flessione, superando le mode del momento e resistendo al passare del tempo, dimostra come forte sia il bisogno dei contemporanei di lavorare in vista d’un mondo diverso da quello attuale. La riscoperta di legami più profondi rispetto a quelli oggi dominanti, all’insegna della mercificazione e dell’utilitarismo, l’esplorazione delle radici spirituali dell’uomo, la critica dell’economia e dell’industrializzazione selvaggia – sono tutti elementi che rendono il messaggio tolkieniano assai prezioso per i moderni, smarriti in un mondo sempre meno a misura d’uomo.
Un'altra modernità - Appunti per una critica metafisica del nostro tempo
Quando si tratta di analizzare il proprio tempo, solitamente i contemporanei si dividono tra una condanna senza appello e un entusiasmo assoluto. Occorre tuttavia evitare questi due approcci – del tutto analoghi, sebbene apparentemente contrapposti – muovendosi in un’ottica diversa, critica, separando le luci dalle ombre di quella che siamo soliti chiamare modernità. È in quest’ottica, adottata da una rivista come «Antarès», che viene letta la lezione della cosiddetta «cultura della crisi», le cui suggestioni ci permettono di ipotizzare una modernità diversa, al riparo dalla crisi che ha travolto il presente e ipotecato il futuro dell’Occidente.