Divi duci guitti papi caimani. L'immaginario del potere nel cinema italiano

Divi duci guitti papi caimani. L'immaginario del potere nel cinema italiano

Gianni Canova
2021, pp. 204

Torna nella collana Bietti Paperback l’instant pamphlet firmato Gianni Canova, Divi duci guitti papi caimani, per continuare a farsi una domanda: perché a Hollywood quando si mettono in scena le vicende di o legate a uomini politici si usano nomi e cognomi (da JFK. Un caso ancora aperto di Oliver Stone a Frost/Nixon. Il duello di Ron Howard, passando per Lincoln di Steven Spielberg e Jackie di Pablo Larraìn) e in Italia invece i registi scelgono sempre di nascondere l’uomo dietro una maschera (grottesca)? Nanni Moretti non parla di Berlusconi ma del Caimano, il Giulio Andreotti di Paolo Sorrentino è prima di tutto un Divo. Da questa suggestione prende il via il libro di Gianni Canova, tra i massimi critici cinematografici odierni: un pamphlet denso che approfitta dell’occasione di affrontare il “caso” The Young/The New Pope per dipanare la matassa attorno al tema “come si parla quando si parla di politica e di potere nel cinema e nella società italiani”.

Il libro andrebbe studiato nella scuole superiori e letto attentamente in vista delle elezioni. Il potere e la politica, nella cultura popolare italiana, sono quasi sempre analizzati come qualcosa di alieno, come se si cercasse un’autoassoluzione. Ecco perché il libro è in fondo anche un’analisi del carattere italiano, la narrazione del rapporto tra il cittadino e la politica, che va quasi sempre a risolversi nell’invettiva o nello sberleffo.
«Corriere della Sera»

 

Cartaceo
ISBN: 978-88-8248-472-9
€ 12.00

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