Immerso in una poetica iper-citazionista e stratificata, con Django Unchained e The Hateful Eight Quentin Tarantino si rivela una delle voci più lucide e argute nell’analizzare le fratture profonde dell’attualità socio-politica statunitense.
Tra memorie rimosse che riaffiorano nel presente e conflitti ricorrenti, il dittico western si configura come una lente critica capace di interrogare i cronotopi dell’identità a stelle e strisce e il tempo inquieto che lega l’altro ieri all’oggi. Attraverso rimandi al passato e suggestioni contemporanee, evocazioni cinefile e allusioni metanarrative, memorie rimosse riaffiorano, conflitti secolari si ripropongono, contraddizioni strutturali emergono con sorprendente evidenza. La rivisitazione che Tarantino fa del western diventa così un’analisi acuta e penetrante delle radici culturali degli Stati Uniti, svelandone le discrepanze e i conflitti che ne plasmano l’identità.
Il saggio si propone di mostrare come, attraverso il suo approccio postmoderno e al contempo storicamente consapevole, Tarantino offra un rigoroso strumento interpretativo in grado di illuminare i paradossi di un presente inquieto e di stimolare una riflessione critica sulla stretta contemporaneità.
