Vi sono mondi che prendono forma nello spazio mentale, si trasformano in immagini, idee, simboli, pensieri, storie e parole, per poi inserirsi all’interno della realtà esterna nella forma di un oggetto concreto. Nel nostro caso, un libro. Il libro viene poi letto, si diffonde insieme alle idee contenute, che divengono parte di una cultura, del pensiero di un’epoca. A differenza di quel compilatore di grossi libri descritto da Jorge Luis Borges nella prefazione a Finzioni(1), il cui faticoso delirio dispiega in cinquecento pagine un concetto la cui perfetta esposizione richiederebbe cinque minuti, lo scrittore argentino ha preferito scrivere «articoli brevi» [...]
Tratto da Jorge Luis Borges – Il Bibliotecario di Babele n 12/2017